Un viaggio in Portogallo per scoprire l’approccio di The Navigator Company a biodiversità, gestione forestale responsabile, decarbonizzazione e tracciabilità della filiera
La nostra visita ai siti di The Navigator Company in Portogallo ci ha permesso di mettere a fuoco concretamente che la sostenibilità, per l’industria cartaria, non comincia in cartiera. Inizia infatti nel vivaio, nel suolo, nella gestione delle foreste, nella selezione delle piante, nella tutela della biodiversità e nella capacità di trasformare una materia prima rinnovabile in prodotti destinati alla comunicazione, al packaging, al tissue e alla bioeconomia.

È questo il messaggio al centro dell’evento organizzato da The Navigator Company, dal 2 al 4 giugno scorsi, a cui abbiamo partecipato insieme ai clienti, partner e giornalisti internazionali. Un appuntamento pensato per presentare da vicino il modello di sostenibilità del Gruppo e il suo impegno nella tutela degli ecosistemi, attraverso una giornata che ha unito contenuti tecnici, confronto con esperti, visite sul campo e un’esperienza diretta nella Nursery di Eucalyptus globulus di Viveiros Aliança, situata presso la Espirra Estate di Palmela.
Il titolo dell’iniziativa, “Navigator, on the right side of the Future”, sintetizza la direzione scelta dall’azienda: posizionare la sostenibilità non come tema accessorio, ma come parte integrante della strategia industriale, commerciale e ambientale.
Dalla compliance alla responsabilità di filiera
La giornata si è aperta con un focus sull’EUDR, il regolamento europeo contro la deforestazione, tema oggi centrale per tutte le filiere che utilizzano materie prime di origine forestale.
Nel suo intervento, Sofia Castelão, Management Systems Manager di The Navigator Company, ha illustrato l’approccio dell’azienda ai nuovi requisiti normativi, soffermandosi sui cambiamenti principali introdotti dal regolamento, sulle procedure di due diligence, sulla tracciabilità e sul dialogo con i clienti.

The Navigator Company ha dichiarato di essere preparata a seguire i requisiti EUDR, assumendo il ruolo di downstream operator o trader secondo le nuove regole. Un passaggio rilevante riguarda il fatto che, in base al nuovo quadro, solo il primo operatore è tenuto a presentare la Due Diligence Statement, mentre gli operatori successivi devono conservare le informazioni relative a fornitori e clienti per cinque anni.
L’azienda ha inoltre illustrato la propria catena di fornitura: l’80% del legno utilizzato è di origine iberica, mentre il restante 20% proviene dal Sud America. Per i prodotti packaging, office e printing, le aree di riferimento sono l’Unione Europea, mentre per il tissue il perimetro include anche Sud America, Turchia e Medio Oriente.
La compliance EUDR viene quindi letta non solo come obbligo normativo, ma come opportunità per rafforzare trasparenza, fiducia e gestione responsabile della filiera. In questa prospettiva, The Navigator Company punta a condividere con i clienti informazioni su origine delle fibre, Paese e provincia di provenienza, specie e certificazioni.
Foreste, biodiversità e approvvigionamento responsabile
Uno dei momenti più significativi dell’evento è stato l’intervento di Timer Manurung, Chairman dell’organizzazione non governativa indonesiana Auriga Nusantara, dedicato allo sviluppo sostenibile e alla conservazione delle foreste in Indonesia. Il contributo ha ampliato lo sguardo oltre il perimetro aziendale, inserendo il tema della gestione forestale dentro una riflessione globale su deforestazione, incendi, perdita di specie e uso del suolo. Manurung ha presentato dati e strumenti di monitoraggio utilizzati da Auriga per analizzare l’espansione delle attività antropiche, le dinamiche delle piantagioni da cellulosa e i flussi del legno destinato all’industria.

Il quadro emerso è complesso. L’Indonesia è stata descritta come un Paese con una straordinaria ricchezza naturale, ma anche con forti pressioni ambientali. Secondo i dati presentati, tra il 1990 e il 2024 l’espansione delle piantagioni di palma da olio e pulpwood ha rappresentato una delle dinamiche più rilevanti di trasformazione del territorio. Il tema della protezione delle foreste naturali e della biodiversità diventa quindi essenziale per qualunque filiera che voglia parlare seriamente di sostenibilità.
L’intervento ha rafforzato uno dei messaggi chiave della giornata: la responsabilità non si limita alla gestione interna, ma riguarda l’intera catena del valore. Per le aziende che acquistano carta, packaging o prodotti a base di fibra, la provenienza della materia prima e la qualità dei sistemi di controllo diventano elementi sempre più importanti nelle decisioni di acquisto.
Climate & Nature Stewardship: il procurement cambia prospettiva
La tavola rotonda “Climate & Nature Stewardship: The Foundation of Responsible Procurement”, moderata da Mário França di The Navigator Company, ha riunito Nuno Oliveira di Natural Business Intelligence, Veronica Avanzini di Errebian e Paula Guimarães, Sustainability Director di The Navigator Company.
Il confronto ha affrontato un tema di crescente importanza per il mercato: il procurement responsabile. Acquistare carta o soluzioni a base di fibra non significa più valutare soltanto qualità, disponibilità, prezzo e performance. Significa considerare anche impatti climatici, biodiversità, certificazioni, gestione forestale, trasparenza e capacità del fornitore di rispondere alle richieste ESG dei clienti.

Da questo punto di vista, la sostenibilità diventa un criterio operativo, non un claim. Le imprese chiedono dati, metriche, informazioni sulle emissioni, garanzie sull’origine della materia prima e un dialogo più strutturato con i fornitori. È un cambiamento che riguarda direttamente anche stampatori, converter, distributori e brand owner, sempre più chiamati a documentare le proprie scelte lungo tutta la filiera.
L’Agenda 2030 di Navigator
La parte centrale dell’evento è stata dedicata alla strategia di sostenibilità del Gruppo, presentata da Paula Guimarães, Sustainability Director, e João Correia, Sustainability Strategic Projects Manager. L’Agenda 2023 di The Navigator Company è stata descritta come una vera agenda di gestione responsabile, costruita intorno al purpose aziendale: “People, their quality of life, and the Planet’s future are what inspire and move us”.La strategia si articola in due grandi aree: For Society e For Climate and Nature. Nel complesso, la roadmap 2030 comprende 28 impegni e 55 obiettivi: 17 impegni e 36 obiettivi legati alla società, 11 impegni e 19 obiettivi dedicati a clima e natura.

Il modello di sostenibilità di Navigator è integrato con la gestione del rischio e con la business continuity. L’azienda ha evidenziato un approccio strutturato, basato su Enterprise Risk Management, analisi di doppia materialità e allineamento agli standard internazionali. Questo consente di trattare i rischi legati alla sostenibilità non come elementi separati, ma come rischi strategici pienamente integrati nella gestione aziendale.
Decarbonizzazione e uso responsabile dell’energia
Sul fronte climatico, The Navigator Company ha presentato obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con una strategia di transizione verso una bioeconomia circolare e a basse emissioni.
Tra gli obiettivi indicati figurano la riduzione delle emissioni GHG di Scope 1 e 2 del 63% entro il 2035 rispetto al 2020, la riduzione delle emissioni Scope 3 del 37,5% entro il 2035 e il taglio delle emissioni dirette EU ETS degli impianti industriali dell’86% entro il 2035 rispetto al 2018. Nel 2025, secondo i dati presentati, il 78% dell’energia primaria consumata in Portogallo proviene da fonti rinnovabili.
Il Gruppo ha inoltre indicato investimenti pari a 352 milioni di euro in progetti di carbon neutrality nelle proprie fabbriche nel periodo 2019-2028.
Il percorso di decarbonizzazione è già in corso attraverso interventi su caldaie a biomassa, impianti fotovoltaici, soluzioni per gas naturale e idrogeno, recupero energetico e ottimizzazione dei processi industriali. L’obiettivo è ridurre l’intensità energetica, migliorare l’efficienza e rafforzare la competitività del modello produttivo.
Gestione forestale sostenibile: il cuore del modello Navigator
Uno degli aspetti più rilevanti del racconto di Navigator riguarda la gestione forestale. Il Gruppo gestisce oltre 110.000 ettari di foreste nel Portogallo continentale e ha evidenziato un approccio basato su certificazione, prevenzione incendi, produzione di piante e valorizzazione degli ecosistemi.
Nel 2025, l’84% del legno utilizzato proveniva da aree con gestione forestale certificata, mentre il 93% dei fornitori di legno disponeva di certificazione di catena di custodia. The Navigator Company ha inoltre ricordato la certificazione FSC e PEFC come strumenti centrali per garantire origine controllata e gestione responsabile.

La prevenzione degli incendi rappresenta un altro elemento fondamentale. Il Gruppo ha indicato investimenti per 10,95 milioni di euro in prevenzione e supporto alla lotta antincendio, confermando quanto la gestione forestale sostenibile debba includere non solo produttività, ma anche resilienza del territorio.
Biodiversità: non solo conservazione, ma gestione attiva

La biodiversità è stata uno dei temi più forti dell’evento. Navigator ha presentato dati sulla propria attività di conservazione, spiegando come la tutela degli ecosistemi sia integrata nell’approccio di gestione forestale.
Secondo i dati illustrati, l’11,9% dell’area gestita è considerata area di interesse conservazionistico. Sono stati inoltre identificati 1.193 specie e sottospecie di flora e 271 specie e sottospecie di fauna nelle aree forestali dell’azienda. Altri 4.647 ettari sono classificati come habitat protetti dalla rete Natura 2000, mentre 112 ettari sono coinvolti in progetti di ripristino o riabilitazione ecologica.
The Navigator Company ha anche sviluppato un progetto di divulgazione sulla biodiversità, con l’obiettivo di condividere conoscenze, dati e pratiche di conservazione. È una scelta che conferma come la sostenibilità, per essere credibile, debba essere anche comunicabile, verificabile e comprensibile agli stakeholder.
Acqua, circolarità e bioeconomia
L’evento ha affrontato anche la gestione dell’acqua, indicata come una priorità della strategia ambientale del Gruppo. The Navigator Company punta a ridurre l’uso specifico di acqua del 33% entro il 2030 rispetto al 2019. Nel 2025 sono state completate sei azioni strategiche con un potenziale di riduzione dell’uso idrico pari a 1,1 milioni di metri cubi all’anno.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla nursery di Espirra, con un obiettivo specifico di riduzione del consumo d’acqua di almeno il 10% entro il 2030. Nel 2025 la riduzione raggiunta è stata pari al 18%.
Sul fronte della circolarità, The Navigator Company si posiziona come attore della transizione verso una bioeconomia low-carbon. Il Gruppo lavora su simbiosi industriale, valorizzazione di sottoprodotti, partnership con università e centri di ricerca, sviluppo di bioprodotti e recupero di materiali. Nel 2025, l’89% dei materiali consumati era rinnovabile e 32,3 kilotonnellate di sottoprodotti sono state valorizzate in applicazioni sostenibili e a valore aggiunto.
La visita alla nursery: dove nasce il futuro della carta
La parte più esperienziale della giornata è stata la visita alla nursery di Eucalyptus Globulus di Viveiros Aliança, presso la Espirra Estate di Palmela a cui ha fatto da guida Carmen Correia, Nursery Manager.

Per i partecipanti, la nursery ha rappresentato il punto di contatto più concreto con il racconto della sostenibilità di The Navigator Company. Qui la filiera della carta si mostra nella sua fase iniziale: dalla selezione delle piante alla propagazione, dalla cura delle giovani piantine alla preparazione per il rinnovamento forestale.
La nursery non è soltanto un’infrastruttura produttiva. È un luogo in cui genetica, ricerca, efficienza nell’uso delle risorse, controllo qualitativo e gestione forestale si incontrano. La produzione di piante per il rinnovamento delle foreste è parte integrante della capacità del Gruppo di mantenere nel tempo una materia prima rinnovabile, certificata e coerente con i propri obiettivi ambientali.

Nel 2025 The Navigator Company ha indicato una produzione di 8,47 milioni di piante per il rinnovamento delle foreste portoghesi. Visitare il vivaio ci ha permesso di comprendere fisicamente cosa significhi presidiare l’inizio della filiera: non solo produrre carta, ma coltivare il futuro della materia prima. Abbiamo potuto toccare con mano concretamente come si ricava dalla pianta madre un piccolo ramo che piantato dopo 12 anni di vita è pronto per diventare materia prima per produrre la carta.

Customer engagement: dati ESG sempre più richiesti
Un altro tema emerso con forza è il crescente coinvolgimento dei clienti sui temi ESG. Navigator ha presentato i risultati delle richieste ricevute attraverso questionari di sostenibilità: nel periodo 2025-year to date 2026 sono stati raccolti 70 questionari, provenienti da diverse aree di business, tra cui UWF, pulp, tissue, packaging e altri segmenti.
Le richieste più frequenti riguardano inventario carbonico, product carbon footprint, sistemi di gestione, responsabilità sociale, supply chain e rischi climatici. È un segnale chiaro: i clienti vogliono dati più dettagliati, trasparenti e comparabili.
The Navigator Company ha risposto sviluppando una metodologia di carbon footprint che considera le fasi cradle to gate e, in prospettiva, anche gate to grave e emissioni evitate. Nel 2025 l’azienda ha dichiarato una riduzione media dell’8% delle impronte carboniche di prodotto su base annua, grazie a fattori come la riduzione delle emissioni legate all’elettricità acquistata, la minore importazione di legno dal Sud America e la diminuzione dei consumi di combustibili fossili.
Per i clienti del settore carta, stampa e packaging, questi dati diventano sempre più importanti. La scelta del supporto non riguarda più soltanto grammatura, bianco, macchinabilità o resa di stampa, ma anche impronta carbonica, origine della fibra e credibilità delle informazioni ESG fornite dal produttore.
Innovazione e prodotti forest-based

La sostenibilità di The Navigator Company è stata presentata anche come leva di innovazione. Il Gruppo ha indicato investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione pari a 11,9 milioni di euro, 53 famiglie brevettuali accumulate e 36 PhD completati dal 2023.
L’innovazione riguarda in particolare la bioeconomia forest-based, i bioprodotti e lo sviluppo di soluzioni naturali, riciclabili e biodegradabili. In questa direzione si inseriscono anche le soluzioni di packaging in cellulosa modellata, pensate per contribuire alla sostituzione della plastica monouso.
Per il mondo della stampa e del packaging, questo è un passaggio rilevante: il produttore di carta non è più soltanto un fornitore di supporti, ma un attore che lavora su materiali, processi e soluzioni capaci di rispondere ai nuovi requisiti ambientali, normativi e di mercato.
Una sostenibilità misurata e riconosciuta
The Navigator Company ha presentato anche i principali riconoscimenti e rating ESG ottenuti a livello internazionale. Tra questi figurano Sustainalytics, CDP, MSCI, EcoVadis e Randstad Employer Brand Research. Secondo i dati illustrati, l’azienda ha ottenuto un punteggio Sustainalytics pari a 12,6, posizionandosi al terzo posto su 85 aziende paper & forestry per minor rischio per gli investitori.
Ha inoltre mantenuto rating A in CDP Climate Change & Forests e MSCI, e raggiunto 79/100 in EcoVadis, entrando nel top 5% delle aziende valutate.
Questi indicatori non esauriscono il significato della sostenibilità, ma contribuiscono a renderla misurabile e confrontabile. In un mercato in cui clienti e stakeholder chiedono sempre più evidenze, la capacità di documentare le performance diventa parte della competitività.
Dalla foresta alla risma: una filiera da scoprire

Il valore dell’evento organizzato da The Navigator Company è stato proprio questo: trasformare un tema spesso astratto in un’esperienza concreta. La sostenibilità è stata raccontata attraverso dati, normative, obiettivi e rating, ma anche attraverso luoghi, persone e processi.
La visita alla nursery di Eucalyptus globulus ha dato forma visibile a un principio fondamentale: la carta nasce molto prima della macchina continua. Nasce da una gestione forestale programmata, da scelte scientifiche, da sistemi di controllo, dalla cura delle risorse naturali e dalla capacità di coniugare produttività e conservazione.
Per chi ha partecipato all’evento, il percorso si è concluso con la visita al complesso industriale di Setúbal di The Navigator Company, nei pressi della città di Setúbal, a sud di Lisbona. Ad accompagnare il gruppo, Ana Rita Simões Raposo, Brand Manager di The Navigator Company che ha dl sito ospita una fabbrica di cellulosa e due cartiere dedicate alla produzione di carta Uncoated WoodFree.

La produzione di cellulosa e di carta
Grazie a continui investimenti in efficienza operativa e performance ambientale, il complesso è considerato un punto di riferimento europeo nella produzione integrata di cellulosa e carta UWF. La cartiera più recente, denominata About the Future e inaugurata nel 2009, è tra gli impianti più grandi e sofisticati al mondo per la produzione di carta non patinata.
La nostra visita si è concentrata proprio su quest’ultima che dispone di una delle macchine più avanzate al mondo in grado di produrre bobine larghe 10,4 metri, con una capacità produttiva che può superare le 500 mila tonnellate di carta all’anno, con una velocità di 30 metri al secondo. Qui abbiamo visto la continua in funzione, il reparto di taglio dei jumbo roll, il magazzino automatizzato, fino al taglio dei fogli e alla confezione delle risme.
La fabbrica di cellulosa di Setúbal, una delle maggiori in Europa, può produrre circa 550 mila tonnellate all’anno di cellulosa kraft sbiancata di eucalipto. L’intera produzione è integrata nella carta realizzata nello stesso sito. Il complesso comprende inoltre impianti di cogenerazione a gas naturale e a biomassa, oltre a una centrale a biomassa, contribuendo così anche alla produzione di energia rinnovabile. Le due cartiere hanno una capacità complessiva vicina a 775 mila tonnellate di carta all’anno.
Un messaggio per la filiera della stampa e del packaging
Per la filiera grafica e cartotecnica, la sostenibilità della carta non può essere valutata solo nel momento dell’acquisto o dell’utilizzo finale. Deve essere letta lungo tutto il ciclo di vita, dalla gestione della foresta alla produzione, dall’energia alla logistica, dalla tracciabilità alla riciclabilità, dal carbon footprint alla biodiversità.
The Navigator Company ha scelto di raccontare questo percorso aprendo le porte ai propri stakeholder e mostrando come il proprio modello industriale si fondi su una relazione stretta tra foresta, ricerca, industria e mercato.
In un momento in cui il settore è chiamato a rispondere a nuove normative, alla crescente domanda di trasparenza e alla necessità di ridurre gli impatti ambientali, eventi come questo assumono un valore particolare. Non si limitano a comunicare una strategia: permettono di verificarla, discuterla e comprenderla sul campo.
La sfida, per l’industria cartaria e per tutti gli operatori della filiera, è continuare a dimostrare che carta, stampa e packaging possono essere parte di un modello produttivo rinnovabile, responsabile e orientato al futuro. The Navigator Company ha scelto di partire dal luogo più essenziale: il vivaio, là dove la materia prima prende vita.


