La sesta edizione analizza strategie, investimenti e innovazioni che stanno trasformando il packaging, dalla sostenibilità alla digitalizzazione
È stata presentata Pack Around 2026, la sesta edizione della ricerca realizzata da Largo Consumo e Stratego Group per analizzare l’evoluzione del packaging e le strategie delle aziende che lo utilizzano. L’indagine offre un punto di osservazione privilegiato sui cambiamenti in corso nel settore, mettendo in relazione le esigenze dei brand e della distribuzione con le competenze di produttori di materiali, fornitori di tecnologie, stampatori e converter.
Il packaging emerge come una componente sempre più strategica dei processi industriali. Non deve soltanto proteggere e presentare il prodotto, ma rispondere contemporaneamente a requisiti normativi, ambientali, logistici, economici e comunicativi.
Sei anni di osservazione sulla filiera
Nata nel 2021, Pack Around è diventata negli anni un osservatorio dedicato all’innovazione e all’economia dell’imballaggio.
La ricerca combina analisi di mercato, testimonianze, interviste e casi applicativi, con l’obiettivo di comprendere non solo quali soluzioni siano state introdotte dalle imprese, ma anche quali ostacoli ne rallentino la diffusione e quali investimenti siano previsti per i prossimi anni.
La collaborazione tra Largo Consumo e Stratego Group permette di avvicinare due prospettive complementari: quella delle aziende produttrici e della distribuzione e quella degli operatori della stampa, del converting, dei materiali e delle tecnologie.
PPWR e sostenibilità diventano priorità operative
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 è il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR.
Le aziende sono chiamate a intervenire sulla progettazione dei pack, sulla riduzione dei materiali, sull’impiego di materie prime riciclate, sulla riciclabilità e sul riuso. La sostenibilità si sposta quindi dal piano delle dichiarazioni a quello delle scelte industriali e della conformità normativa.
La ricerca evidenzia anche le principali difficoltà della transizione: costi, disponibilità dei materiali, adeguamento degli impianti e necessità di mantenere inalterate le prestazioni dell’imballaggio.
Per i fornitori della filiera non sarà più sufficiente proporre una soluzione genericamente sostenibile. Sarà necessario documentarne caratteristiche, conformità, riciclabilità e applicabilità nei processi produttivi reali.
Materiali, stampa e progettazione
Pack Around 2026 dedica ampio spazio all’evoluzione dei materiali e delle tecnologie di stampa.
Carta e cartone, plastiche, strutture monomateriale, materiali riciclati e soluzioni compostabili vengono valutati in relazione a prestazioni, costi, disponibilità e gestione del fine vita.
La scelta del supporto deve inoltre essere coordinata con quella di inchiostri, vernici, adesivi e finiture. Ogni componente può infatti influire sulla riciclabilità complessiva del packaging.
Diventa quindi centrale il design for recycling, insieme alla riduzione dell’overpackaging, allo sviluppo di sistemi riutilizzabili o ricaricabili e alla progettazione di confezioni più accessibili e semplici da utilizzare.
Per stampatori e converter si rafforza il ruolo della consulenza tecnica. La capacità di tradurre gli obiettivi ambientali e normativi dei clienti in soluzioni concretamente industrializzabili può diventare un importante elemento competitivo.
Efficienza produttiva e logistica
La ricerca analizza il packaging anche dal punto di vista della logistica e della resilienza delle catene di fornitura.
Peso, volume, resistenza, impilabilità e standardizzazione influenzano direttamente i costi di trasporto, lo spazio occupato nei magazzini, la protezione dei prodotti e l’impatto ambientale della distribuzione.
In un contesto caratterizzato dalla volatilità dei prezzi e dalla necessità di rendere più sicuri gli approvvigionamenti, le aziende puntano soprattutto sull’ottimizzazione dei processi esistenti, sulla riduzione degli scarti e su un utilizzo più efficiente dei materiali.
L’innovazione non coincide necessariamente con una completa sostituzione delle tecnologie. Spesso passa attraverso miglioramenti graduali, misurabili e compatibili con gli impianti già presenti.
Digitalizzazione, dati e intelligenza artificiale
Un altro ambito approfondito da Pack Around 2026 riguarda l’impiego delle tecnologie digitali.
Software di progettazione, configuratori, sistemi di tracciabilità e strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono ridurre gli errori, velocizzare lo sviluppo dei prodotti e migliorare lo scambio di informazioni tra i diversi attori della filiera.
Cresce anche l’attenzione verso i passaporti digitali di prodotto e verso sistemi in grado di rendere disponibili dati sulla composizione, la provenienza e il corretto fine vita degli imballaggi.
Restano tuttavia alcune barriere, tra cui la carenza di competenze, la difficoltà di integrare piattaforme differenti e la necessità di disporre di dati affidabili e condivisi.
Una filiera chiamata a collaborare
Tra i messaggi più rilevanti della ricerca emerge la necessità di una maggiore collaborazione.
Brand, retailer, produttori di materiali, costruttori di macchine, stampatori, converter, designer e riciclatori devono condividere informazioni fin dalle prime fasi di progettazione.
Solo una visione integrata permette di evitare che una soluzione vantaggiosa sotto un determinato profilo generi criticità in un’altra fase del ciclo di vita del packaging.
Per stampatori, converter e fornitori, Pack Around 2026 rappresenta quindi una bussola per interpretare le esigenze dei clienti, orientare gli investimenti e sviluppare servizi basati non soltanto sulla capacità produttiva, ma anche sulla consulenza, sui dati e sulla conoscenza normativa.

