Assocarta sostiene l’appello alla Commissione europea per tutelare competitività, occupazione e capacità produttiva dell’industria europea
AEGIS Europe, alleanza industriale di cui Assocarta fa parte attraverso CEPI, la Confederazione dell’Industria Cartaria Europea, ha lanciato un appello alla Commissione europea per riformare e rendere più rapidi, efficaci e incisivi gli strumenti di difesa commerciale dell’Unione europea.
L’alleanza rappresenta oltre 30 associazioni e imprese manifatturiere europee lungo l’intera catena del valore industriale, dalla carta ai metalli, dalla ceramica ai trasporti. Complessivamente, i membri di AEGIS Europe generano oltre 500 miliardi di euro di fatturato annuo e sostengono milioni di posti di lavoro diretti e indiretti nell’Unione europea.
Secondo i firmatari della dichiarazione congiunta, inviata il 21 maggio alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’industria europea si trova oggi ad affrontare una concorrenza sempre più squilibrata, aggravata da pratiche commerciali sleali, sussidi pubblici, politiche industriali statali e sovraccapacità produttiva in alcuni mercati internazionali.
Assocarta: servono condizioni di concorrenza eque
«La politica commerciale europea deve poter sostenere concretamente la resilienza e la competitività dell’industria europea», ha dichiarato Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta, commentando l’iniziativa. Poli ha sottolineato la necessità di un’applicazione più efficace e determinata degli strumenti di difesa commerciale, coerente con le nuove dinamiche del commercio internazionale.
La posizione dell’industria non è orientata alla chiusura dei mercati, ma alla tutela di condizioni concorrenziali corrette. «Non chiediamo protezione dalla concorrenza, ma condizioni di concorrenza eque», si legge nella lettera congiunta. Le imprese europee, infatti, operano già in un contesto caratterizzato da costi energetici elevati, standard ambientali rigorosi e crescenti obblighi regolatori.
In questo scenario, la mancanza di strumenti di difesa commerciale tempestivi e adeguati rischia di penalizzare le imprese europee rispetto a competitor sostenuti da interventi statali o da regole meno stringenti.
Le richieste alla Commissione europea
L’industria europea ritiene che l’attuale sistema multilaterale del commercio non sia più pienamente adeguato alle dinamiche geopolitiche contemporanee. Per questo, AEGIS Europe invita l’Unione europea a svolgere un ruolo guida nella revisione delle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, rafforzando nel frattempo l’utilizzo degli strumenti europei di difesa commerciale.
Tra le principali richieste avanzate alla Commissione europea:
- rafforzare urgentemente le risorse della DG Trade dedicate alle indagini di difesa commerciale;
- accelerare l’avvio e la gestione delle investigazioni antidumping e antisovvenzioni;
- adottare un approccio integrato lungo l’intera catena del valore per evitare fenomeni di elusione commerciale;
- integrare maggiormente i costi ambientali e sociali nel calcolo dei dazi;
- valutare nuovi strumenti per contrastare le distorsioni generate da economie fortemente sostenute dallo Stato;
- utilizzare in modo più strategico il Regolamento sulle sovvenzioni estere (FSR).
Difesa commerciale e futuro dell’industria europea
Secondo AEGIS Europe e Assocarta, l’Unione europea deve poter reagire con maggiore rapidità alle distorsioni del commercio internazionale. Strumenti più veloci e flessibili sono considerati essenziali per proteggere la competitività industriale, mantenere la capacità produttiva sul territorio europeo e salvaguardare l’occupazione.
«Ulteriori ritardi nelle procedure di difesa commerciale rischiano di avere conseguenze irreversibili», avverte il Presidente Poli, «comprese chiusure di impianti industriali, perdita di posti di lavoro e riduzione permanente della capacità produttiva europea».
L’appello di AEGIS Europe si inserisce quindi in un dibattito sempre più urgente sul futuro dell’industria manifatturiera europea e sulla necessità di una politica commerciale capace di rispondere alle nuove pressioni geopolitiche, economiche e competitive.
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