I risultati del test Ecotessili: PMI ancora poco preparate su obblighi, eco-contributo e passaporto digitale

Il 41% delle aziende tessili non sa se la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) riguarderà la propria attività. Eppure, tra queste, circa il 70% rientra effettivamente tra i soggetti coinvolti in quanto produttori. È uno dei principali dati emersi dal test di autovalutazione promosso dal Consorzio Ecotessili nel primo quadrimestre del 2026 per misurare il livello di conoscenza delle imprese sui futuri obblighi dell’EPR tessile.

L’indagine arriva in una fase cruciale per il settore. Secondo le ultime dichiarazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il decreto che introdurrà il sistema EPR per il tessile in Italia è atteso entro la fine dell’anno.

Il test è stato proposto alle imprese manifatturiere e della distribuzione attive nei comparti abbigliamento, calzature, tessile casa e accessori. A rispondere sono state soprattutto piccole e medie imprese, che rappresentano circa l’80% del campione, con sede prevalentemente nel Nord e nel Centro Italia.

«Attraverso questo test di autovalutazione abbiamo voluto mettere a disposizione delle imprese uno strumento semplice e immediato per capire quanto siano preparate ad affrontare un cambiamento che impatterà su tutta la filiera», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili. «Le prime risposte raccolte indicano che la preparazione sul tema è ancora parziale, ma le aziende sono consapevoli di queste lacune e chiedono di essere formate e informate».

Non solo grandi brand: coinvolta tutta la filiera

I risultati confermano che il cambiamento non interesserà soltanto i grandi marchi della moda, ma una rete molto ampia di PMI chiamate ad adeguarsi ai nuovi obblighi ambientali.

Circa la metà delle aziende coinvolte nell’indagine lavora in conto terzi, il 30% realizza anche o esclusivamente prodotti a marchio proprio e oltre il 20% importa dall’estero. Un quadro che evidenzia la complessità della filiera tessile italiana e la necessità di chiarire ruoli e responsabilità.

«La manifattura conto terzi non è direttamente coinvolta negli obblighi EPR, ma rappresenta comunque un anello fondamentale della filiera che sarà chiamato a fornire risposte ai propri clienti», osserva Dezio.

Un altro dato significativo riguarda l’internazionalizzazione: il 45% delle aziende opera anche sui mercati esteri. La normativa, infatti, nasce da una direttiva europea e interesserà progressivamente tutti i Paesi dell’Unione.

Conoscenza limitata di eco-contributo e obblighi EPR

Sul piano della conoscenza generale, l’85% delle aziende dichiara di aver sentito parlare di EPR. Tuttavia, solo il 27% afferma di conoscerla “abbastanza bene”, mentre il 58% ammette di ignorarne gran parte dei contenuti. Nessuna impresa dichiara di avere una conoscenza approfondita della normativa e più di un’azienda su sei risulta totalmente all’oscuro.

Anche sugli obblighi che l’EPR introduce emergono elementi di consapevolezza parziale. Il 77% delle aziende sa che sarà necessario iscriversi a un consorzio, il 57% conosce l’obbligo di dichiarazione periodica, mentre solo la metà conosce l’eco-contributo.

Il passaporto digitale di prodotto è conosciuto dalla quasi totalità delle aziende, ma in poche sanno realmente cosa comporti. «Le imprese iniziano a cogliere alcuni passaggi, ma manca ancora una visione completa, soprattutto su strumenti come il contributo ambientale e le sue modalità di applicazione. Infatti solamente il 30% dice di sapere cosa si intende per eco-modulazione», aggiunge Dezio.

Il ruolo dei consorzi resta poco chiaro

Un altro dato significativo riguarda i consorzi: il 40% delle aziende dichiara di non sapere quale sia il loro ruolo. Elemento, questo, che si riflette anche nell’incertezza sul proprio coinvolgimento nel sistema EPR.

Nel complesso, il test di Ecotessili evidenzia una conoscenza ancora limitata dell’EPR e la necessità di investire in attività di informazione e formazione delle imprese, anche perché alcuni passaggi richiedono tempo per essere compresi e implementati.

«L’introduzione della norma è imminente e per questo è fondamentale avviare per tempo un percorso di avvicinamento», conclude Dezio. «Ecotessili, sfruttando l’esperienza del Sistema Ecolight, ha attivato percorsi informativi e formativi per le aziende del tessile. Inoltre, il Consorzio assiste i produttori nel trattare il fine vita dei rifiuti tessili, come abbigliamento, calzature e accessori, rispettando le normative e garantendo una gestione ambientale completa».

Il test di autovalutazione rimane disponibile online.

Che cos’è l’EPR tessile

La Responsabilità Estesa del Produttore, Extended Producer Responsibility, è il principio per cui produttori, brand, importatori e distributori di prodotti tessili diventano responsabili anche della gestione dei capi a fine vita, finanziando raccolta, riuso, riciclo e smaltimento attraverso i sistemi consortili.

Riguarda non solo l’abbigliamento, ma anche le calzature, i tessili per la casa e gli accessori. Previsto dall’Unione Europea nell’ambito delle politiche di economia circolare, il modello punta a ridurre l’impatto ambientale del settore incentivando prodotti più durevoli e riciclabili.

In Italia, il sistema attende l’approvazione del decreto che definirà il quadro operativo.

 

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