Una storia imprenditoriale nata trent’anni fa a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano, oggi si traduce in un’eccellenza che copre l’intera filiera della comunicazione stampata. Due recenti investimenti in sistemi HP Indigo di ultima generazione – 18K per la stampa commerciale e 6K+ per le etichette – segnano l’ultimo capitolo di un’innovazione tecnologica continua

La storia di Grafica Metelliana comincia nel 1990, quando Gerardo Di Agostino, allora venticinquenne con una formazione che proviene «dalla tipografia a mano, con i caratteri mobili» – come racconta con fierezza –, decide di avviare l’impresa insieme a due soci. Il nome richiama direttamente il territorio: la Valle Metelliana è l’appellativo storico di Cava de’ Tirreni, città campana con radici nell’alto Medioevo. L’inizio è quello di molte grandi storie imprenditoriali del Sud Italia: un garage, macchinari di seconda mano e tanta audacia. Ma la differenza rispetto alla concorrenza locale è subito chiara: Grafica Metelliana è tra le prime realtà della provincia di Salerno ad adottare il Mac per la progettazione grafica: «con una grafica innovativa rispetto alla vecchia tipografia riuscivamo ad attrarre molti clienti» aggiunge Gerardo Di Agostino.

Una crescita esponenziale

Il salto di qualità arriva in successione rapida: nel 1991 entra la prima offset usata formato 35×50, poi una 70×100 monocromatica, nel 1994 la prima Heidelberg GTO e gradualmente crescono dipendenti, spazi e commesse. A fine anni ‘90 l’azienda è già troppo grande per i locali originari. Si costruisce una struttura prefabbricata nel terreno adiacente, si installa nel 1999 la prima Heidelberg Speedmaster 7000 di nuova generazione. Nel 2002 arriva l’acquisto del capannone da 2.000 metri quadri, nel 2008 l’acquisto del terreno a Mercato San Severino – 12.000 mq – dove nel 2014 si trasferisce definitivamente la sede attuale, con 4.000 mq destinati alla produzione e 1.000 agli uffici.

Diversificare e specializzarsi

La crisi economica del 2008-2010 è lo spartiacque che spinge Grafica Metelliana verso una riflessione strategica profonda. La stampa commerciale ed editoriale mostra qualche segno di contrazione. «Abbiamo iniziato a pensare di diversificare orientandoci alla cartotecnica», spiega Gerardo. L’ingresso nel mondo degli astucci e delle confezioni avviene tra il 2011 e il 2012, in parallelo con la costruzione del nuovo stabilimento. Nel 2014, poco prima del trasferimento nella nuova sede, arriva anche l’acquisizione di un ramo d’azienda specializzato nella stampa digitale di grande formato, realtà che viene completamente rilevata solo 4 anni dopo. Oggi il reparto wide format di Grafica Metelliana genera circa 200.000 euro di fatturato annuo e si occupa principalmente di visual per retail e franchising, allestimenti di vetrine e spazi espositivi, fino ai musei. Il quadro attuale dell’azienda salernitana è quello di un operatore con un fatturato complessivo intorno ai 12 milioni di euro annui, articolato in modo quasi paritetico tra stampa commerciale e editoriale (circa il 50%), cartotecnica e packaging (circa il 40%) e wide format (circa il 10%). Libri d’arte, cartonati di pregio, packaging per brand del largo consumo, allestimenti per punti vendita: un’offerta che Gerardo e il figlio Ciro – entrato in azienda a inizio 2021 – definiscono loro mission descrivendosi così: «Non ci riteniamo stampatori, ma ci poniamo nei confronti del mercato come fornitori di tutto ciò che è comunicazione fisica e cartacea».

HP Indigo, una scelta di qualità confermata nel tempo

Il primo sistema di stampa digitale entra in azienda nel 2007: una HP Indigo 5000. La scelta, all’epoca, non è scontata. «Abbiamo valutato anche sistemi di altri fornitori », ricorda Gerardo. «Ma avendo puntato su un’offerta di alta qualità, abbiamo ritenuto che HP Indigo fosse superiore alle altre opzioni disponibili sul mercato. La tecnologia LEP, molto vicina alla offset, ci ha permesso nel tempo di soddisfare le esigenze dei nostri clienti». Una valutazione che si rivelerà strutturale: da quel momento in poi, ogni upgrade digitale in Grafica Metelliana porta il marchio HP Indigo. «Circa sei anni fa è arrivata la 12K, e all’inizio del 2026 abbiamo installato la nuova HP Indigo 18K. I motivi del passaggio sono legati a una valutazione pragmatica: maggiore produttività, più stabilità e una ancora migliore stabilità, soprattutto sui fondi chiari e sulle gradazioni di grigio», spiega Ciro Di Agostino. La scelta della 18K non è solo un aggiornamento tecnologico ma rappresenta anche l’apertura a nuove possibilità qualitative. «Stiamo sperimentando l’utilizzo del bianco e dell’esacromia in sostituzione della quadricromia standard», aggiunge Ciro. «La HP Indigo 18K ci permette di strutturare un flusso più efficiente per valorizzare queste possibilità».

Tecnologia digitale come strumento di produzione

Uno degli aspetti più significativi del modello produttivo di Grafica Metelliana è la visione con cui il digitale è integrato nel flusso di lavoro complessivo. Non esiste, in questa azienda, la separazione tra “reparto digitale” e “reparto offset” che spesso caratterizza le tipografie più tradizionali. «Per noi la macchina da stampa digitale è uno strumento di produzione al pari delle offset» afferma Ciro con decisione. «Per ogni richiesta di preventivo si valuta il break-even tra le due tecnologie indirizzando la stampa sul sistema più efficiente rispetto ai dettagli della commessa. I nostri clienti devono ricevere in ogni caso uno stampato di qualità indipendentemente dall’output e la tecnologia HP Indigo in questo senso è una garanzia». Un approccio industriale reso possibile anche dall’investimento in un gestionale in grado di ottimizzare i flussi di stampa e di integrare l’intera produzione: stesso software di prestampa, stesso flusso organizzativo e stesse persone. «Anche sul fronte del personale puntiamo sulla flessibilità senza creare specializzazioni rigide che non agevolano la produttività».

Etichette: salto verso la filiera completa

Il capitolo più recente – e forse il più ambizioso – della storia di Grafica Metelliana è l’ingresso nel mercato delle etichette adesive. Un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro che include una linea flessografica per le grandi tirature e, come cuore tecnologico del reparto digitale, un sistema HP Indigo 6K+. «Abbiamo scelto di non acquistare una macchina offset per le etichette» spiega Gerardo, specificando che 6K Plus, in quest’ottica, sarà utilizzata al posto della tecnologia offset per le tirature medie e brevi, per i supporti naturali di alto valore, per i lavori che richiedono qualità cromatica superiore con il valore aggiunto delle flessibilità di personalizzazione. «L’ingresso nel mercato delle etichette completa un’offerta che include l’intero ambito della polibra», dice Gerardo, usando il termine che sintetizza l’insieme delle lavorazioni su carta e cartone per i settori commerciale, editoriale, cartotecnica, packaging, wide format, con un valore aggiunto della consulenza. «Se un cliente ha bisogno che uno stesso colore identificativo del suo brand sia coerente su una brochure, su un astuccio e su un’etichetta», spiega Gerardo, «siamo in grado di consigliare i supporti e le tecnologie giuste». Una competenza trasversale, costruita nel tempo, che oggi permette all’azienda di garantire coerenza cromatica su tecnologie e supporti diversi.

Persone, formazione e futuro

L’azienda conta oggi oltre 50 dipendenti e affronta il tema del ricambio generazionale puntando sulla formazione interna: negli ultimi tre anni sono stati inseriti nell’organico 21 under 30, con l’obiettivo di costruire competenze specializzate difficili da reperire sul mercato. Una scelta consapevole, che in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale ridisegna i processi produttivi diventa anche una visione: investire sulle persone, tenerle sul territorio, renderle flessibili e a proprio agio con tecnologie in continua evoluzione. «Una delle sfide più complesse», conclude Gerardo, «è stata cambiare gradualmente la mentalità dei collaboratori». Un approccio che racconta trent’anni di storia: dal garage al capannone di cinquemila metri quadri, con due sistemi HP Indigo di ultima generazione e la voglia di non smettere di reinventarsi.