La direttiva PPWR sugli imballaggi per le imprese italiane rappresenta una sfida significativa, ma anche un’opportunità di posizionamento competitivo. Chi si adegua per tempo non solo evita sanzioni, ma può rafforzare la propria reputazione ambientale, ridurre i costi nel lungo periodo e rispondere alle richieste di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
Il fenomeno globale dell’eCommerce, esponenzialmente cresciuto dall’anno della pandemia, per poi segnare una crescita a due cifre annualmente, ha imposto norme sempre più stringenti per gestire in modo sostenibile ed efficace lo smaltimento degli imballaggi. In tutto il pianeta, infatti, la circolazione di merci comprate online ha raggiunto volumi importanti. L’Europa, in questo, ha disegnato delle strategie in merito: «La PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nella normativa europea sugli imballaggi» Spiega Paolo Intini, Director of Fiscal Activity di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee ed internazionali.
«A differenza delle precedenti direttive, focalizzate principalmente sulla gestione dei rifiuti a valle, la PPWR agisce a monte, intervenendo direttamente sulla progettazione degli imballaggi e sul loro intero ciclo di vita. Per le imprese italiane, l’impatto sarà rilevante in termini di costi, responsabilità e compliance, ma anche di opportunità competitive per chi si adeguerà tempestivamente». La PPWR stabilisce, infatti, obblighi stringenti sulla progettazione degli imballaggi, imponendo che questi siano realizzati per minimizzare l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.
I produttori e i commercianti devono ripensare completamente il modo in cui concepiscono gli imballaggi: dalla scelta dei materiali alla riduzione del peso, dalla facilità di riciclaggio alla prevenzione della dispersione in ambiente. La direttiva trasferisce sulle spalle dei produttori l’onere economico e organizzativo della gestione dell’intero ciclo di vita dell’imballaggio, introducendo il concetto di “responsabilità estesa del produttore” (EPR) in modo ancora più rigoroso.
A differenza delle precedenti direttive, focalizzate principalmente sulla gestione dei rifiuti a valle, la PPWR agisce a monte, intervenendo direttamente sulla progettazione degli imballaggi e sul loro intero ciclo di vita.
A chi si applica la direttiva
La PPWR si applica a una platea ampia di soggetti:
- Produttori di imballaggi: chiunque produca imballaggi, indipendentemente dalle dimensioni. PMI che producono imballaggi in plastica, carta, vetro, metallo o materiali compositi sono soggette agli obblighi PPWR.
- Commercianti e distributori: le imprese che commercializzano prodotti confezionati, sia online che offline, sono responsabili della conformità degli imballaggi ai requisiti PPWR. Questo include retailer, e-commerce e distributori B2B.
- Importatori: le imprese che importano prodotti confezionati da Paesi extra-UE devono garantire la conformità degli imballaggi prima di immetterli sul mercato europeo.
- Produttori di prodotti confezionati: chi produce beni confezionati (alimenti, cosmetici, farmaci etc.) è responsabile della conformità dell’imballaggio, anche se realizzato da terzi.
Quando entra in vigore la PPWR
La PPWR segue una roadmap progressiva, di seguito le scadenze principali:
- 12 agosto 2026 – Entrata in vigore della direttiva e applicazione dei requisiti di progettazione degli imballaggi
- Gennaio 2027 – Implementazione dei sistemi di tracciamento e identificazione univoca degli imballaggi
- Gennaio 2030 – Requisiti rafforzati su riduzione dei rifiuti e aumento delle percentuali di riciclaggio
Con l’entrata in vigore imminente, le imprese devono attivarsi immediatamente.
Requisiti principali della PPWR
La normativa introduce obblighi tecnici e organizzativi molto stringenti.
- Riduzione di peso e volume: gli imballaggi devono essere progettati per eliminare sovra‑imballaggi e ridurre peso e volume al minimo necessario.
- Riciclabilità: devono essere facilmente riciclabili, utilizzando materiali compatibili con i sistemi di riciclo esistenti ed evitando componenti che ne ostacolino il trattamento.
- Divieto di determinate sostanze: la PPWR vieta sostanze chimiche che possano contaminare i flussi di riciclo o compromettere la qualità dei materiali recuperati.
- Tracciamento e identificazione: gli imballaggi devono essere identificabili e tracciabili per consentire il monitoraggio dell’intero ciclo di vita.
- Responsabilità estesa del produttore (EPR): il produttore resta responsabile della raccolta, del trasporto e del riciclaggio dell’imballaggio dopo l’uso.
PPWR e EPR complementari, non sostitutivi
L’EPR riguarda la gestione dei rifiuti di imballaggio dopo il loro utilizzo: chi produce imballaggi rimane responsabile della raccolta, del trasporto e del riciclaggio dei rifiuti generati. La PPWR interviene a monte, nella fase di progettazione e produzione.
Un’impresa che produce imballaggi rimane soggetta a entrambi gli obblighi:
Obblighi EPR: iscrizione ai sistemi EPR nazionali, versamento dei contributi ambientali e gestione dei rifiuti di imballaggio.
Obblighi PPWR: progettazione e produzione di imballaggi che rispettino i requisiti di sostenibilità della direttiva.
Un imballaggio progettato secondo i requisiti PPWR (leggero, riciclabile, privo di sostanze dannose) è più facile da gestire secondo gli obblighi EPR, riducendo i costi complessivi di gestione dei rifiuti.
Implicazioni pratiche per le imprese
Riprogettazione degli imballaggi: saranno necessari interventi di ingegnerizzazione, test di conformità e selezione di nuovi materiali.
Aumento dei costi nel breve termine: l’adeguamento può comportare un incremento iniziale dei costi di produzione, compensato nel medio periodo dalla riduzione di peso e volume.
Compliance amministrativa: le imprese dovranno implementare sistemi di tracciamento, conservare documentazione tecnica e rispondere a controlli delle autorità competenti.
Responsabilità legale: la commercializzazione di imballaggi non conformi espone a sanzioni amministrative e al ritiro dei prodotti dal mercato.
Come prepararsi alla PPWR: cosa fare subito
- Audit degli imballaggi attuali per identificare le non conformità
- Coinvolgimento dei fornitori e verifica dei materiali utilizzati
- Pianificazione degli adeguamenti con una roadmap chiara
- Consulenza specializzata in sostenibilità ambientale e compliance normativa
Agire in anticipo consente di ridurre rischi, costi e interruzioni operative.

