L’evento organizzato il 18 giugno a Sesto Fiorentino ha trasformato il concetto Make More in un percorso dedicato alla stampa digitale, alla nobilitazione e alla crescita del business
Non una tradizionale open house, ma un’esperienza costruita per far comprendere agli stampatori come aumentare il valore percepito dei prodotti stampati. È questa la chiave dell’evento Make More organizzato il 18 giugno da Copyworld in collaborazione con Fujifilm Italia.
L’iniziativa si è svolta negli spazi di Zoo Working, a Sesto Fiorentino, scelta che ha contribuito a creare un format più coinvolgente, pensato per mettere al centro non solo la tecnologia, ma soprattutto il modo in cui la stampa può diventare strumento di differenziazione, marketing e sviluppo commerciale.
Un format diverso dalla tradizionale open house

Fin dall’ingresso, i partecipanti hanno capito di trovarsi davanti a qualcosa di diverso. Le macchine da stampa non erano il primo elemento visibile del percorso. Al contrario, il racconto è partito dal prodotto finito, dalla sua percezione e dal valore che può assumere agli occhi del cliente finale.
«A un evento tecnologico, un fornitore di servizi di stampa si aspetta di vedere immediatamente le macchine in funzione», racconta Luca Bedini, Project Manager Production Printing di Copyworld. «Ma proprio questa è stata la forza del format: mostrare che la tecnologia è lo strumento, mentre il punto di partenza deve essere il valore che si vuole generare per il cliente».
L’evento ha rappresentato anche un passaggio importante nel rapporto tra Copyworld e Fujifilm. Una collaborazione già consolidata, ma che con Make More ha trovato una nuova forma di espressione nel segmento della stampa production.
«Non è stato un appuntamento per il lancio di nuovi prodotti, perché le macchine sono già presenti sul mercato da più di un anno», spiega Raviele, Product & Marketing Manager di Fujifilm. «Questo evento ha però segnato il lancio di Copyworld nell’ambiente production Fujifilm con un approccio nuovo, più esperienziale e più vicino alle esigenze reali degli stampatori».
Il percorso del valore: dal prodotto alla percezione

Il cuore dell’iniziativa è stato un “percorso del valore”, articolato in tre momenti. Il primo ha introdotto il contesto in cui oggi operano gli stampatori: un mercato competitivo, con forte pressione sui margini e una qualità media ormai elevata.
Proprio da questa constatazione nasce il concetto Make More. Se tutti stampano bene, la qualità non basta più a differenziare l’offerta. Serve andare oltre, costruendo applicazioni capaci di aumentare la percezione del valore e di sottrarre la relazione commerciale alla sola logica del prezzo.
Il secondo momento ha portato i partecipanti fuori dal linguaggio strettamente tecnico. Copyworld e Fujifilm hanno proposto una riflessione sul marketing, prendendo come riferimento brand noti e il loro modo di comunicare. L’obiettivo era aiutare gli stampatori a ragionare non solo come fornitori, ma anche come partner capaci di supportare i clienti nella valorizzazione dei loro prodotti.
Stampa nobilitata e colori speciali per creare differenziazione

La parte esperienziale del percorso ha coinvolto direttamente i partecipanti. Ogni stampatore ha potuto costruire una scatolina, scegliere finiture diverse e attribuirne un prezzo. All’interno del pack, il contenuto era identico per tutti. A cambiare erano la confezione, la nobilitazione, i colori speciali e quindi la percezione complessiva del valore del prodotto.
«All’interno del pack, il contenuto era identico per tutti. Ma ognuno gli ha attribuito un prezzo diverso in quanto a cambiare erano la confezione, la nobilitazione, i colori speciali e quindi la percezione complessiva del valore del prodotto» continua Bedini. «Questo ha reso evidente un concetto fondamentale: ciò che cambia non è solo l’oggetto, ma la percezione del valore che quell’oggetto riesce a generare».
Solo nella fase finale i partecipanti sono arrivati alle tecnologie Fujifilm. Le macchine erano presenti in un’area dedicata, dove è stato possibile vedere concretamente come realizzare applicazioni ad alto valore aggiunto attraverso il colore speciale, la nobilitazione e le possibilità offerte dai sistemi Fujifilm Revoria.
I feedback degli stampatori
Secondo Luca Bedini di Copyworld, il successo dell’evento non si misura soltanto con i numeri, ma soprattutto con la qualità dei feedback ricevuti dai clienti.
«I partecipanti sono rimasti molto colpiti», racconta Bedini. «All’inizio erano anche un po’ spiazzati, perché abbiamo mantenuto il segreto quasi assoluto sul format. Non sapevano esattamente cosa avrebbero trovato, ed è stata una sorpresa».
Il percorso, organizzato per gruppi e costruito come una sequenza di esperienze, ha permesso agli stampatori di seguire un filo logico chiaro: dal mercato alla percezione del valore, fino alla tecnologia necessaria per realizzare applicazioni più ricche e differenzianti.
Make More come programma di crescita

Make More non è stato soltanto il titolo dell’evento. Come sottolinea Fujifilm, si tratta di un programma nato negli Stati Uniti e oggi in fase di localizzazione anche in Italia. Un concept più ampio, destinato a svilupparsi con ulteriori iniziative, strumenti e contenuti a supporto degli stampatori.
L’obiettivo è trasformare Make More in un progetto concreto, capace di accompagnare le aziende grafiche nel passaggio da una logica puramente produttiva a una visione più orientata al business.
«Make More non si ferma a questo evento», conclude Raviele. «È un concept ombrello che vogliamo rendere sempre più tangibile. Chi investe in una soluzione Fujifilm non compra solo una tecnologia ma una piattaforma per far crescere il proprio business».
Per Copyworld e Fujifilm, l’appuntamento in Toscana ha quindi rappresentato un modo nuovo di raccontare la stampa digitale: non partendo dalla macchina, ma dal valore che la macchina può contribuire a creare. Un cambio di prospettiva che mette al centro la capacità degli stampatori di distinguersi, aumentare i margini e proporre ai propri clienti soluzioni più efficaci, più creative e più redditizie.

