L’azienda di Anagni accelera la transizione digitale nella stampa di etichette
con una seconda piattaforma inkjet Durst Tau RSCi
Open Data rafforza il proprio percorso di crescita nella stampa digitale di etichette con l’installazione di una seconda piattaforma inkjet Durst Tau. Fondata ad Anagni, in provincia di Frosinone, nel 1990 come produttore di etichettatrici manuali, l’azienda è oggi una realtà di riferimento nella produzione di prezzatrici ed etichette autoadesive, con una presenza commerciale in 80 Paesi.
Open Data: dalla prezzatura alla stampa di etichette autoadesive
Con 35 anni di storia, un sito produttivo di oltre 20.000 metri quadrati e più di 5 milioni di pezzi stampati al giorno, Open Data ha costruito il proprio sviluppo su una progressiva diversificazione dell’offerta.
Dal 2012 l’azienda ha infatti avviato un percorso diretto nel comparto label, trasformando la stampa di etichette in un asset strategico. Oggi questa attività rappresenta il core business aziendale, generando circa il 65–70% del fatturato complessivo, pari a 54 milioni di euro, con un focus particolare sui settori GDO e industria.

Stampa digitale di etichette: flessibilità, dati variabili e tirature ridotte
La trasformazione del mercato delle etichette ha imposto nuove esigenze produttive: tirature più brevi, maggiore varietà dei layout, tempi di risposta più rapidi e personalizzazione crescente.
“In questo scenario, la stampa digitale è diventata un elemento centrale nel nostro modello produttivo, permettendoci una maggiore flessibilità e l’accesso a segmenti a più alto valore aggiunto, tra cui il comparto delle etichette premium wine & spirits”, spiega Nello Petitti, fondatore e amministratore di Open Data.
Durst Tau RSCi 420 rafforza la capacità produttiva
Il percorso di integrazione digitale di Open Data si è concretizzato con l’adozione delle piattaforme inkjet Durst Tau. Dopo l’introduzione nel 2023 di una Tau 330 RSCi 7c+W, l’azienda ha rafforzato la propria capacità produttiva con una nuova Tau RSCi 420.
La piattaforma Durst Tau RSCi è progettata per la produzione industriale di etichette ed è disponibile in diverse larghezze di stampa, tra cui 420 mm, con risoluzione nativa 1200 x 1200 dpi e velocità fino a 100 metri al minuto.
“L’introduzione della tecnologia digitale ci ha permesso di ottimizzare la gestione delle piccole tirature e dei dati variabili, ampliando al tempo stesso la gamma di supporti stampabili”, aggiunge Petitti.

Meno scarti e più qualità nel processo produttivo
L’impiego del bianco su supporti trasparenti ha ampliato ulteriormente le possibilità applicative, rendendo il digitale una valida alternativa per alcune lavorazioni tradizionalmente realizzate in serigrafia.
Dal punto di vista dell’efficienza, il passaggio al digitale ha permesso a Open Data di ridurre sensibilmente gli scarti di produzione, passati da circa il 20% a valori compresi tra l’1 e il 3%.
A questo risultato si affiancano qualità di stampa, precisione del registro e stabilità di processo, supportate anche da soluzioni come il sistema Durst MEP, pensato per proteggere le testine e migliorare l’affidabilità nella gestione dei materiali.

Un modello produttivo tra flexo e digitale
Oggi Open Data opera con un equilibrio produttivo tra tecnologie tradizionali e digitali: circa il 50% dei lavori viene realizzato in flexo e il restante 50% in digitale.
Questo assetto riflette l’evoluzione del settore label, sempre più orientato verso modelli produttivi flessibili, capaci di combinare efficienza industriale, personalizzazione e qualità costante.
La prospettiva futura guarda anche all’integrazione di tecnologie ibride, per rispondere con maggiore efficacia alle richieste di un mercato in continua trasformazione e consolidare il ruolo di Open Data nella stampa di etichette autoadesive per GDO, industria e segmenti premium.

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