Dai dati del settore al retail, dall’AI al greenwashing, fino ai temi della finanza e della competitività industriale: questi i contenuti del FESPA Italia day 2026
Il FESPA Italia Day 2026 si è svolto il 22 aprile a Palazzo Mezzanotte, a Milano, confermandosi come uno dei momenti più significativi dell’anno per il mercato della stampa di grande formato. Non è stato un semplice appuntamento associativo, ma una giornata di lavoro e confronto che ha riunito Assemblea dei Soci e convegno aperto al mercato in un unico format, con l’obiettivo di offrire a stampatori, fornitori e stakeholder strumenti concreti per leggere il mercato, interpretare i cambiamenti e orientare le scelte future. FESPA Italia ha ribadito così il proprio ruolo di rappresentanza di un comparto che spazia dal textile all’interior decoration, dal product decoration all’out of home e digital out of home, fino all’industrial printing e alla stampa 3D. Dopo il saluto del Presidente Nicola Posarelli che ha illustrato i temi in discussione durante la giornata si sono aperti i lavori della parte convegnistica dell’incontro.

Un confronto trasversale per tutta la filiera
In una fase di trasformazione rapida, la stampa di grande formato ha bisogno di dati, ma anche di chiavi di lettura, visione e capacità di dialogo con i brand. Il titolo scelto per l’evento — “I trend che contano, le tecnologie che vendono, le strategie che fanno crescere, le domande dei brand” — ha sintetizzato bene il taglio della scaletta di contenuti che hanno caratterizzato il FESPA Italia Day 2026, costruito per mettere in relazione analisi di scenario, logiche del retail, innovazione tecnologica, accesso alla finanza e sostenibilità.
Il FESPA Italia Day ha così assunto il profilo di un vero luogo di lavoro condiviso per la filiera, non commerciale ma strategico, dove dati, esperienze e visioni si sono trasformati in strumenti concreti per decisioni più consapevoli. Questo approccio si inserisce in una strategia più ampia dell’associazione, che anche nell’assemblea ha ribadito la volontà di rafforzare la continuità della propria presenza sul mercato attraverso eventi sul territorio, attività editoriali, social media, video-podcast e sviluppo del progetto Ambassador.
La bussola dei dati: Print Census e ricerca sul retail
Tra i momenti centrali della giornata c’è stata la presentazione del Print Census, richiamato come una delle principali fonti di lettura internazionale del settore della stampa specialistica. Il censimento, i cui dati sono stati presentati da Enrico Barboglio, Segretario di Fespa Italia. rappresenta una ricerca di mercato continuativa tra le attività di divulgazione dell’associazione, accanto alle ricerche italiane e ai contenuti formativi e tecnici rivolti agli operatori.

Sono emersi alcuni trend particolarmente rilevanti: la sostenibilità continua a essere frenata da costi elevati, domanda percepita come limitata e difficoltà di misurazione del ritorno; l’intelligenza artificiale è ancora in una fase iniziale, con solo il 7% delle aziende che dichiara un’integrazione significativa; l’automazione, infine, non risulta ancora diffusa, tanto che quasi metà degli operatori non ha implementato soluzioni strutturate. Questi elementi hanno dato il tono all’intera giornata, mostrando un mercato ricco di opportunità ma ancora segnato da una forte eterogeneità nei livelli di maturità.
Accanto allo scenario internazionale, il tema del retail è stato affrontato come uno dei terreni più importanti per comprendere l’evoluzione della comunicazione fisica. Il contributo di Michela Pibiri, Editor in Chief di PRINTlovers, a partire dalla ricerca stampa e retail ha portato l’attenzione su come i brand stiano ripensando punti vendita, materiali e touchpoint fisici. In questo quadro si inserivano anche gli interventi di Chiara Frigerio e Andrea Roscini dello studio 23Bassi, chiamati a leggere il punto vendita come spazio di relazione, esperienza e costruzione dell’identità del marchio.

Brand, retail e nuove logiche della comunicazione visiva
Uno degli aspetti più interessanti del FESPA Italia Day è stato proprio l’allargamento dello sguardo oltre la sola dimensione produttiva. L’incontro ha indagato le logiche di brand e agency nel creare comunicazione visiva e nel progettare l’esperienza dei luoghi commerciali, dando voce anche a figure esterne al mondo strettamente tecnico della stampa.
Gli interventi di Alice Usai, Retail Marketing Senior Consultant di Savills, e di Sonia Coppolaro, Business Development Manager di Yawcom Media Builders hanno rafforzato il messaggio di fondo dell’evento: la stampa specialistica oggi non può più essere letta soltanto come tecnologia o supporto, ma come parte di un ecosistema in cui marketing, architettura, contenuti, produzione e allestimento concorrono insieme alla costruzione dell’esperienza del brand.
Intelligenza artificiale: meno slogan, più strumenti utili
Tra i contenuti più interessanti emersi durante la giornata, grande attenzione ha attirato il tema dell’intelligenza artificiale, affrontato da Marco Biancavilla di DB Ingegneria dell’Immagine con un approccio molto concreto. Il cuore dell’intervento è stato l’uso dell’AI come mezzo per lavorare meglio. La domanda proposta da Biancavilla è stata semplice e insieme decisiva: “L’AI mi sta facendo fare meglio il lavoro che devo fare?”. Una chiave di lettura che ha spostato il confronto dall’adozione astratta alla misurazione del valore reale, in termini di consistenza, velocità e affidabilità.
Nella presentazione è emersa anche una distinzione molto utile tra uso verticale e uso orizzontale dell’AI. Da una parte l’impiego tattico, per produrre documenti tecnici, offerte, presentazioni, normalizzare dati e sviluppare specifiche; dall’altra l’impiego strategico, orientato a costruire template di comunicazione, strumenti di knowledge management, applicazioni operative e sistemi di analisi dei dati. Emblematici i casi d’uso mostrati: RoutePro per l’ottimizzazione dei percorsi delle squadre di allestimento, uno script per generare computi metrici da planimetrie Illustrator e un chatbot aziendale per interrogare documenti operativi in linguaggio naturale. È qui che l’AI ha smesso di essere un concetto generico ed è diventata infrastruttura di lavoro.
Capitale umano, organizzazione e competitività
Molto concreta è stata la testimonianza di Mauro Ispulla, amministratore delegato di Nuova Algis, che ha affrontato uno dei problemi più sentiti dalle imprese: la difficoltà di trovare personale qualificato. Nelle sue slide sono stati indicati alcuni nodi ormai strutturali, come la domanda superiore all’offerta, il mismatch tra competenze disponibili e richieste del mercato e il mancato ricorso allo smart working da parte di molte piccole e medie industrie. Ma la parte più significativa dell’intervento è stata quella dedicata alle risposte organizzative: più formazione, più coinvolgimento delle persone, maggiore ascolto interno, procedure condivise, retribuzioni eque, clima aziendale migliore e crescita professionale sono i punti nodali che fanno la differenza tra un’azienda in cui è piacevole lavorare e una realtà incapace di trattenere i talenti.
Non si è trattato soltanto di un intervento teorico. Ispulla ha portato risultati concreti, parlando di una riduzione del 70% del turnover, di maggiore produttività, più innovazione, migliore immagine aziendale e maggiore fidelizzazione dei clienti. Un passaggio importante, in quanto ha ricordato a tutta la platea che la competitività del settore del printing non dipende solo dagli investimenti in macchine e software, ma anche dalla qualità della cultura organizzativa e dalla capacità di rendere attrattive le imprese.
Sostenibilità senza greenwashing
Un altro asse forte della giornata è stato quello dedicato alla sostenibilità, affrontata però in chiave critica e normativa, non solo valoriale. L’intervento di Federica Furlan, di LCA Studio Legale, ha riportato il tema del greenwashing su un terreno molto pratico: quello della responsabilità delle imprese nella comunicazione ambientale. Dalla presentazione è emerso come il greenwashing venga definito come la pratica di suggerire o far intendere che un prodotto o un servizio abbia un impatto ambientale positivo, nullo o meno dannoso rispetto ai concorrenti, senza che ciò sia adeguatamente fondato.
Particolarmente rilevante il richiamo alla Direttiva Empowering, già recepita in Italia con il DL 30 del 20 febbraio 2026 e destinata ad applicarsi dal 27 settembre 2026. La relatrice ha evidenziato l’introduzione di nuove definizioni, l’ampliamento delle pratiche considerate ingannevoli e un irrigidimento significativo verso claim generici, promesse ambientali future non verificabili, marchi di sostenibilità privi di basi certificate e affermazioni ambientali estese impropriamente all’intero prodotto. Molto utile anche la parte finale dedicata ai “do” e “don’t”, con una raccomandazione implicita ma fortissima per tutta la filiera della stampa e del packaging: sulla sostenibilità non basta comunicare bene, bisogna documentare bene.
Obiettivo di questo intervento è stato supportare le imprese a evitare il greenwashing non solo dal punto di vista normativo, ma anche da quello della comunicazione, facendo riferimento alla più recente linea guida FESPA “Avoiding Greenwashing”. In questo senso, il FESPA Italia Day ha affrontato la sostenibilità non come slogan, ma come terreno su cui si gioca una parte sempre più importante della credibilità delle aziende.
Finanza e crescita: il contributo di ELITE e il caso Montecolino
Un altro contenuto centrale della giornata è stato il focus dedicato alla finanza come leva per la crescita. La sessione “La roadmap verso il futuro: finanza e impresa in un connubio virtuoso”, è stata condotta da ELITE, ecosistema del Gruppo Euronext che supporta le PMI nei percorsi di sviluppo attraverso accesso a capitali, competenze e networking. Il relatore ha sottolineato come oggi la crescita delle imprese non passi soltanto da tecnologia e capacità produttiva, ma anche da governance, reporting, cultura manageriale e accesso a strumenti finanziari adeguati.

A completare il quadro l’esperienza di Montecolino S.p.A., realtà di riferimento nella produzione di pavimentazioni e rivestimenti tessili con sede a Provaglio d’Iseo, ha mostrato come questi percorsi incidano concretamente sull’organizzazione, sulla struttura manageriale e sulle scelte di investimento. Anche con questo contributo il valore del FESPA Italia Day ha consistito nel mostrare che il futuro della stampa specialistica si gioca su più livelli contemporaneamente: mercato, innovazione, persone, sostenibilità, relazione con i brand e capacità di strutturare lo sviluppo d’impresa.
Un’associazione che continua a crescere
La giornata milanese è stata importante anche per il momento assembleare. Nella presentazione istituzionale di FESPA Italia emerge una realtà associativa in consolidamento, forte di un network internazionale che collega 37 associazioni nazionali e di una piattaforma di contenuti, relazioni e attività che comprende ricerche di mercato, guide tecniche, roadshow, partecipazione a manifestazioni internazionali, presenza a Print4All, progetto Ambassador, Olimpiadi della Stampa e nuovi video-podcast sviluppati in collaborazione con università e scuole di grafica e design.
Sul piano economico, l’assemblea ha riportato risultati incoraggianti: sei nuovi soci, quattro progetti speciali approvati, pieno raggiungimento degli obiettivi previsti e una riserva in crescita, elementi che rafforzano la capacità dell’associazione di mantenere continuità di presenza sul mercato e di aumentare l’attività di comunicazione.
Un evento per decidere, non solo per aggiornarsi
Il FESPA Italia Day 2026 ha lasciato la sensazione di un settore che non vuole limitarsi ad aggiornarsi, ma intende dotarsi di strumenti più maturi per decidere. È questa, forse, la sintesi più efficace della giornata milanese: un evento capace di tenere insieme rappresentanza, dati, retail, brand, casi reali, innovazione, sostenibilità, finanza e visione manageriale.
In un mercato in cui le tecnologie cambiano velocemente ma le scelte giuste richiedono sempre più consapevolezza, FESPA Italia ha costruito non solo un momento di confronto, ma una piattaforma di orientamento per il futuro della stampa specialistica. Ed è probabilmente questo il risultato più importante emerso da Palazzo Mezzanotte: aver trasformato un appuntamento associativo in uno spazio utile per leggere il presente e progettare il domani.


