Assografici e Unione GCT Milano celebrano ottant’anni di rappresentanza industriale. Innovazione, sostenibilità, persone e cultura le priorità di una filiera da 26,3 miliardi di euro

Il nome del concept scelto per festeggiare gli 80 anni di Assografici contiene già una dichiarazione d’intenti: “Punto,”. Un punto seguito da una virgola, dunque una tappa dalla quale ripartire. Il 15 e 16 ottobre 2026, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Assografici e Unione GCT Milano hanno riunito imprese, istituzioni, esperti e protagonisti della filiera grafica e cartotecnica per celebrare ottant’anni di attività associativa e, soprattutto, interrogarsi sui prossimi.

È questo l’aspetto più interessante dell’anniversario. In ottant’anni sono cambiate le tecnologie di stampa, i mercati, le applicazioni, i materiali, i modelli organizzativi e perfino il significato attribuito alla comunicazione stampata. Parallelamente si è trasformato il ruolo della rappresentanza industriale. Oggi un’associazione di categoria opera in uno scenario nel quale regolamentazione europea, transizione ambientale, energia, digitalizzazione, intelligenza artificiale, disponibilità di competenze e trasformazione dei consumi entrano direttamente nelle strategie delle aziende.

Dal 1946 a una filiera industriale sempre più integrata

Assografici nasce formalmente il 26 aprile 1946 come Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici. Nello stesso anno viene fondata anche Unione GCT Milano. Da allora l’associazione accompagna l’evoluzione di un comparto che dalla stampa editoriale e commerciale si è progressivamente articolato fino a comprendere cartotecnica, converting, etichette, imballaggio flessibile e numerose altre specializzazioni.

Oggi Assografici dichiara 951 aziende associate, tra soci effettivi e indiretti, per complessivi 47.234 addetti. La sua organizzazione riflette l’eterogeneità del settore, con gruppi di specializzazione dedicati, tra gli altri, ad astucci e scatole pieghevoli, cartone ondulato, imballaggio flessibile, etichette autoadesive, sacchi, carte valori e shopping bag.

Un passaggio decisivo arriva nel 2017 con la costituzione della Federazione Carta e Grafica insieme ad Assocarta e Acimga. Dal 2024 tutti i soci effettivi di Assografici partecipano anche alla Federazione: un modello che conserva l’identità delle singole associazioni e, allo stesso tempo, crea una rappresentanza più ampia della catena del valore, dalle materie prime alle tecnologie, dalla stampa alla trasformazione.

Gli ottant’anni arrivano quindi in una fase nella quale fare sistema assume un significato particolarmente concreto.

“Punto,”: Visioni, Impegno, Persone e Cultura

Le due giornate milanesi sono state costruite intorno a quattro parole: Visioni, Impegno, Persone e Cultura. Carlo Montedoro, presidente di Assografici, ha utilizzato proprio la punteggiatura scelta per il nome dell’evento per sottolineare l’idea di un passaggio e non di una conclusione. Lara Botta, presidente di Unione GCT Milano, ha invece richiamato la capacità delle due associazioni di mantenere governance distinte lavorando attraverso una squadra e un’identità comuni.

La prima area, “Visioni”, ha portato il confronto sull’innovazione e sul rapporto tra stampa, packaging e consumatore. Pietro Lironi e Peter Andrich, CEO di Koenig & Bauer Italia, hanno introdotto gli scenari futuri del printing, mentre Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e Neuromarketing alla IULM, ha affrontato il ruolo delle emozioni nelle decisioni d’acquisto.

Il packaging emerge così nella sua natura più ampia: protezione e contenimento del prodotto convivono con informazione, identità di marca ed esperienza. Materiali, superficie stampata, colore, tattilità e finitura concorrono alla relazione tra prodotto e consumatore. Una prospettiva particolarmente significativa per stampatori e converter, perché sposta il valore dell’imballaggio molto più vicino alle strategie di comunicazione dei brand.

Sostenibilità: dalla dichiarazione d’intenti alla produzione

Con “Impegno” l’attenzione si è spostata verso economia circolare, cambiamento climatico e responsabilità d’impresa. Serena Giacomin, direttrice scientifica dell’Italian Climate Network, ha affrontato il tema dell’urgenza climatica; Maria Ameli di Banca Generali quello della capacità delle imprese di generare valore nel tempo. Anche la sfilata degli abiti di carta realizzati da Caterina Crepax ha offerto una lettura creativa del recupero e del riuso dei materiali.

Per la filiera grafica e cartotecnica la sostenibilità ha però assunto ormai una dimensione industriale e normativa. PPWR, EUDR, riciclabilità, progettazione degli imballaggi, utilizzo delle materie prime e tracciabilità incidono sugli investimenti e sulle scelte produttive. Nel corso del 2026 Assografici ha inoltre richiamato l’attenzione sugli effetti dei costi energetici, delle tensioni geopolitiche e dell’instabilità negli approvvigionamenti di carta, plastiche, alluminio e altri componenti.

È uno dei campi nei quali il ruolo associativo diventa più evidente: interpretare norme sempre più complesse, trasferirle alle aziende, costruire linee guida e rappresentare le esigenze del settore nelle sedi italiane ed europee.

Una filiera da 26,3 miliardi di euro

Il contesto economico dà la misura del comparto rappresentato. Secondo il Rapporto Economico 2025 della Federazione Carta e Grafica, la filiera italiana della carta, della stampa, del packaging e delle relative tecnologie ha chiuso il 2025 con 26,3 miliardi di euro di fatturato, in flessione del 2,3% sull’anno precedente. Le imprese sono circa 15.400, gli addetti 162.000 e il saldo commerciale resta positivo per 2,7 miliardi di euro.

In Europa l’Italia mantiene inoltre il secondo posto dopo la Germania e rappresenta oltre il 14% dell’occupazione della filiera europea. Numeri che spiegano perché temi come energia, politiche ambientali, commercio internazionale e regolamentazione degli imballaggi abbiano conseguenze che vanno ben oltre i confini dei singoli comparti.

Anche all’interno del perimetro rappresentato da Assografici convivono dinamiche differenti. Nella lettura fornita a Stampamedia da Carlo Montedoro nella primavera 2026, nei primi nove mesi del 2025 il settore grafico mostrava una ripresa della produzione stimata nell’1,6%, accompagnata da una contrazione del fatturato dell’1,2%. Nello stesso periodo il cartotecnico-trasformatore cresceva dell’1,8% in volume e dell’1% a valore, con andamenti positivi soprattutto in alcuni segmenti legati ad alimentare, farmaceutica e cosmesi-profumeria.

Uno scenario che rende evidente quanto sia difficile parlare di “industria della stampa” come di un mercato omogeneo. Le dinamiche dell’editoria commerciale, delle etichette, dell’ondulato, degli astucci o dell’imballaggio flessibile seguono clienti, cicli economici e requisiti tecnici differenti.

Competenze e ricambio generazionale diventano una questione industriale

La parola “Persone”, al centro della seconda giornata di “Punto,”, ha portato il dibattito su uno dei problemi più sentiti dalle aziende: trovare e trattenere competenze.

Vincenzo Galasso, professore di Economia Politica alla Bocconi, ha posto l’accento sulla qualità complessiva del rapporto tra impresa e lavoratore — competenze, prevedibilità, mentoring e feedback — mentre Roberta Bullo di Umana ha affrontato il rapporto tra generazioni e la trasmissione del know-how. Il docufilm “Parliamone”, realizzato da ENIP-GCT, ha messo direttamente a confronto imprenditori, giovani e studenti.

Anche fuori dall’evento il tema è già diventato operativo. Nel 2026 Unione GCT Milano ha proseguito il progetto “Scuole in azienda, aziende in aula: talenti al top!”, mettendo in contatto studenti degli indirizzi grafici con imprese della stampa, cartotecnica e packaging. Il messaggio delle aziende coinvolte è stato esplicito: il settore cerca giovani preparati e offre percorsi professionali all’interno di una filiera tecnologicamente evoluta.

Sul fronte delle nuove competenze, il Gruppo Giovani Imprenditori di Assografici ha invece sviluppato AI-NSIGHT, percorso dedicato alle applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nei settori grafico e cartotecnico, proseguito fino all’incontro conclusivo dell’ottobre 2026.

Formazione, IA, automazione e trasferimento delle competenze finiscono così per convergere. Le tecnologie evolvono rapidamente, mentre molte professionalità della stampa richiedono conoscenza dei processi e una specializzazione che si costruisce nel tempo. Conservare quel sapere e renderlo attrattivo per una nuova generazione rappresenta una delle questioni industriali dei prossimi anni.

Il valore culturale della stampa nell’era digitale

L’ultima parola di “Punto,”, “Cultura”, ha riportato l’attenzione sulla natura particolare di questa industria.

Andrea Cangini ha affrontato il rapporto tra dispositivi digitali, scrittura e capacità di elaborare pensieri complessi. Aldo Cazzullo ha ripercorso invece la storia della circolazione delle idee, da Gutenberg e Aldo Manuzio fino all’attuale rivoluzione tecnologica, riportando carta, libri e giornali al centro del rapporto tra conoscenza, libertà intellettuale e democrazia.

È probabilmente uno degli elementi che distinguono maggiormente il printing da altre industrie manifatturiere. Un’azienda grafica produce attraverso macchine, software, carta, inchiostri, sistemi di finishing e automazione, ma il prodotto che esce dal processo può diventare un libro, un giornale, un’etichetta, una confezione o uno strumento di comunicazione.

Il digitale ha moltiplicato i canali attraverso cui le informazioni vengono prodotte e consumate. La stampa mantiene caratteristiche proprie: fisicità, permanenza, esperienza sensoriale, possibilità di conservazione e un rapporto con il lettore o il consumatore differente da quello dello schermo. Per le imprese del settore significa continuare a dimostrarne il valore attraverso qualità, innovazione e capacità progettuale.

Ottant’anni e una rappresentanza che cambia insieme alle imprese

Nel 1946 le priorità dell’industria grafica italiana erano inevitabilmente diverse. Ottant’anni dopo, Assografici si trova a rappresentare imprese alle prese con automazione, intelligenza artificiale, nuovi materiali, normative ambientali europee, costi energetici, mercati internazionali e trasformazione delle competenze.

Cambiano anche gli strumenti della rappresentanza: dai gruppi di specializzazione alle attività della Federazione Carta e Grafica, dal Centro Studi ai servizi tecnici e sindacali, fino alla relazione con scuole, istituzioni e associazioni europee.

“Punto,” ha scelto di raccontare questo passaggio attraverso quattro parole molto ampie. Dietro Visioni, Impegno, Persone e Cultura si intravedono però questioni estremamente concrete per chi stampa e trasforma: dove investire, come adeguare prodotti e processi, quali competenze sviluppare, come dialogare con le istituzioni e quale valore offrire ai clienti.

Dopo ottant’anni, la virgola posta dopo quel “Punto” appare quindi particolarmente appropriata. Perché la storia dell’industria grafica, cartotecnica e del packaging continua a essere scritta dalle imprese che riescono a leggere i cambiamenti prima che diventino semplicemente nuove condizioni di mercato.