Durante la open house organizzata presso la sede di Simeoni Arti Grafiche, Silvano Simeoni racconta le strategie alla base della prima installazione mondiale di Scodix Ultra 7000 SHD

Il 15 e 16 ottobre abbiamo partecipato all’open house organizzata presso la sede di Simeoni Arti Grafiche, a Sommacampagna (VR), in collaborazione con Heidelberg Italia, in occasione dell’installazione della nuova Scodix Ultra 7000 SHD, prima installazione mondiale di questo modello. La visita ci ha permesso di dare seguito al nostro precedente articolo, passando dall’annuncio dell’investimento all’analisi delle sue concrete prospettive applicative e commerciali.

Durante l’evento abbiamo intervistato Silvano Simeoni, fondatore e titolare dell’azienda, approfondendo una strategia che individua nella nobilitazione digitale uno strumento di differenziazione competitiva. Dalle applicazioni su supporti rigidi e trasparenti alla produzione di oggetti personalizzati, fino all’editoria, all’arte e all’interior decoration, l’investimento si inserisce in un percorso imprenditoriale orientato alla ricerca di nuovi mercati e alla valorizzazione delle competenze produttive.

Scodix Ultra 7000 SHD: nuove applicazioni e opportunità di mercato

L’installazione della Scodix Ultra 7000 SHD amplia sensibilmente le vostre possibilità produttive. Quali sono gli obiettivi strategici dell’investimento e quali applicazioni intendete sviluppare rispetto a quelle già realizzabili con la prima Scodix?

La prima macchina è destinata prevalentemente alla nobilitazione di prodotti cartacei, dalla cartotecnica al packaging. La nuova installazione ci consente invece di affrontare lavorazioni differenti, ampliando i formati disponibili e sfruttando soprattutto la possibilità di realizzare effetti a spessore su materiali particolari.

Abbiamo diversi progetti in fase di sviluppo, anche nel settore dell’istruzione e dei prodotti ludico-educativi. Una delle applicazioni sulle quali stiamo lavorando riguarda le carte da gioco, che possiamo realizzare non soltanto su carta o cartoncino, ma anche su plexiglas, ottenendo caratteristiche estetiche e tattili molto particolari.

L’obiettivo è utilizzare queste possibilità tecnologiche per sviluppare prodotti che abbiano una propria identità commerciale e possano rivolgersi a mercati differenti da quelli tradizionalmente serviti dall’industria grafica.

Si tratta quindi di un approccio nel quale l’innovazione tecnologica precede, almeno in parte, la domanda del mercato. Quanto è importante per voi assumere un ruolo propositivo nei confronti della clientela?

È fondamentale. Molto spesso il cliente non conosce le possibilità offerte dalle tecnologie disponibili e, di conseguenza, non può immaginare determinate applicazioni. Spetta a noi individuare nuove soluzioni, sviluppare prototipi e presentare prodotti che possano generare interesse.

La ricerca di nuove applicazioni è sempre stata una componente importante della nostra attività. Dopo quasi quarant’anni di esperienza, continuiamo a investire nella sperimentazione, anche grazie al contributo delle persone più giovani che lavorano in azienda. La combinazione tra esperienza produttiva, competenze tecniche e nuove idee ci permette di affrontare progetti che richiedono un approccio interdisciplinare.

Non possiamo limitarci a rispondere alle richieste del mercato. Dobbiamo contribuire a crearne di nuove.

Un settore nel quale la personalizzazione sta assumendo un ruolo crescente è quello dell’interior decoration. Quali opportunità intravedete nell’integrazione tra stampa digitale e nobilitazione?

Lavoriamo da molti anni nella stampa di grande formato e abbiamo già sviluppato applicazioni destinate all’arredamento, come ante di armadi, pannelli decorativi e carte da parati personalizzate.

La domanda di prodotti realizzati su misura è in crescita. Il cliente desidera poter scegliere non soltanto il soggetto grafico, ma anche il supporto, il formato e le caratteristiche della finitura.

L’integrazione tra stampa digitale e nobilitazione amplia ulteriormente queste possibilità, permettendoci di intervenire sull’aspetto visivo e sulla percezione tattile del prodotto.

Il mercato dell’interior decoration offre prospettive interessanti proprio perché la personalizzazione può diventare un elemento distintivo e giustificare un posizionamento commerciale diverso rispetto alle produzioni standardizzate.

Dall’arte alla produzione industriale: il progetto delle carte da gioco

Tra le applicazioni presentate durante l’open house, particolare interesse suscita il progetto editoriale dedicato alle Regioni italiane. Come nasce questa iniziativa e quale ruolo assume la nobilitazione digitale nella valorizzazione dei contenuti artistici?

Il progetto nasce dalla collaborazione con l’artista Elio Pistofoli, che conosco da molti anni e con il quale abbiamo già sviluppato altre iniziative. Da tempo lavora alla creazione di personaggi originali ispirati alle Regioni italiane, che hanno ottenuto un seguito significativo anche sui social network, in particolare su TikTok.

Il gioco prevede due personaggi per ogni regione, uno positivo e uno negativo, ciascuno caratterizzato da una propria identità e da una storia. Quando ho visto i disegni, ho individuato immediatamente la possibilità di sviluppare qualcosa che andasse oltre il tradizionale gioco da tavolo.

Abbiamo effettuato diverse prove di stampa e nobilitazione, utilizzando vernici ed effetti metallizzati. I risultati sono stati particolarmente interessanti, tanto da sorprendere lo stesso artista per la capacità delle lavorazioni di valorizzare i dettagli e la profondità delle immagini.

La particolarità di questo progetto risiede anche nell’originalità dei contenuti. Si tratta di personaggi interamente ideati e disegnati dall’artista, non di immagini generate con l’intelligenza artificiale o derivate da opere esistenti. Questo ci permette di lavorare su un patrimonio creativo originale, sviluppando una gamma di prodotti riconoscibile e coerente.

La possibilità di declinare uno stesso contenuto grafico su supporti e formati differenti apre prospettive interessanti anche in termini di diversificazione dell’offerta. Quali sviluppi avete previsto?

Il gioco rappresenta il punto di partenza. Abbiamo progettato una versione deluxe che comprende immagini nobilitate, ma gli stessi soggetti possono essere riprodotti in formati maggiori e trasformati in pannelli decorativi o vere e proprie opere da parete.

Stiamo sperimentando anche applicazioni su plexiglas retroilluminato, per realizzare lampade e oggetti luminosi, oltre a riproduzioni su canvas che possono raggiungere dimensioni di un metro e mezzo per un metro e mezzo.

L’idea è consentire al cliente finale di scegliere un soggetto e di acquistarlo nella configurazione preferita, dal piccolo oggetto da collezione al complemento d’arredo. In questo modo uno stesso contenuto artistico può generare prodotti differenti, con posizionamenti di prezzo e canali commerciali specifici.

Per quanto riguarda la commercializzazione, avete già definito un modello distributivo?

Inizialmente punteremo sul canale online, valorizzando anche la comunità che segue l’artista sui social network. Esiste già un interesse concreto per questi personaggi e abbiamo ricevuto diverse richieste.

Successivamente valuteremo la possibilità di coinvolgere distributori e altri operatori commerciali. Stiamo inoltre preparando un evento dedicato al lancio del gioco.

Parallelamente abbiamo avviato il progetto Back to South, con l’obiettivo di coinvolgere artisti che utilizzano tecniche e linguaggi espressivi differenti. Abbiamo già iniziato a selezionare alcune opere e a studiare come valorizzarle attraverso la stampa e la nobilitazione. La prospettiva è costruire una proposta artistica più ampia, potenzialmente destinata anche ai mercati internazionali.

Merchandising, turismo ed eventi: la nobilitazione come elemento di differenziazione

Durante la visita ci ha mostrato alcuni progetti sviluppati per eventi internazionali e iniziative legate al territorio. Quali potenzialità riconoscete al merchandising personalizzato e alla produzione di oggetti commemorativi?

Uno degli esempi più interessanti riguarda un importante congresso internazionale che si è svolto a Verona, con la partecipazione di circa 500 studiosi universitari provenienti da diversi Paesi.

Abbiamo proposto agli organizzatori di realizzare un oggetto commemorativo personalizzato, con una serie di soggetti dedicati alla città, tra cui l’Arena, Ponte Pietra e la Casa di Giulietta.

Ogni esemplare era numerato e caratterizzato da elementi differenti. L’obiettivo era creare un ricordo dell’evento che avesse un valore estetico e fosse destinato a essere conservato.

L’iniziativa è stata accolta positivamente e rappresenta un esempio di come sia possibile individuare un’opportunità commerciale partendo da un’esigenza che il committente non aveva inizialmente considerato.

Questa esperienza potrebbe essere replicata anche nel settore turistico e nel merchandising legato ai grandi eventi?

Certamente. Stiamo sviluppando diversi progetti ispirati a Verona e al suo patrimonio storico e culturale. Il turismo offre numerose possibilità per realizzare oggetti di piccolo formato, facilmente trasportabili, ma con caratteristiche estetiche e qualitative superiori rispetto al merchandising tradizionale.

Un altro ambito interessante è quello degli eventi sportivi. Abbiamo già realizzato scudi e riconoscimenti personalizzati e stiamo valutando applicazioni per tornei di golf e società calcistiche.

Le possibilità comprendono targhe, premi, oggetti commemorativi e prodotti destinati a manifestazioni particolari. La capacità di produrre anche quantitativi molto limitati ci permette di affrontare progetti specifici senza dover necessariamente raggiungere grandi tirature.

La sostenibilità economica di queste applicazioni è quindi legata alla flessibilità produttiva e alla possibilità di realizzare anche pezzi unici?

Sì. Possiamo sviluppare produzioni di poche decine di esemplari e arrivare anche al pezzo unico. Siamo abituati a progettare soluzioni specifiche per singoli clienti, eventi o iniziative.

Naturalmente ogni progetto richiede una valutazione tecnica ed economica, ma il nostro modello produttivo è orientato proprio alla realizzazione di applicazioni personalizzate e ad alto valore aggiunto.

L’evoluzione del modello industriale di Simeoni Arti Grafiche

Negli ultimi anni avete progressivamente modificato il posizionamento dell’azienda, riducendo il peso delle produzioni standardizzate e investendo in lavorazioni a maggiore marginalità. Quali risultati ha prodotto questa trasformazione?

In passato eravamo molto attivi nella stampa di grande formato e realizzavamo produzioni importanti per catene commerciali, con centinaia di punti vendita da allestire contemporaneamente.

Ricordo, per esempio, le campagne per una rete di oltre 200 negozi, che richiedevano la produzione di grandi quantità di espositori e materiali promozionali.

Erano commesse che generavano volumi e fatturato, ma la marginalità era spesso molto limitata. Il costo dei materiali, l’impegno produttivo e la pressione competitiva riducevano sensibilmente il valore economico del lavoro.

Con l’installazione della prima Scodix, nel 2019, abbiamo iniziato a orientare maggiormente l’attività verso prodotti caratterizzati da lavorazioni particolari e da un contenuto tecnico più elevato.

Il cambiamento ha interessato l’intero modello di business. Durante il periodo del Covid il fatturato è sceso fino a circa due milioni di euro, mentre lo scorso anno abbiamo raggiunto circa 2,7 milioni. Ma il dato più significativo è rappresentato dalla redditività.

Oggi preferiamo concentrarci su produzioni che consentano di valorizzare le competenze aziendali e ottenere margini adeguati, piuttosto che inseguire volumi elevati in mercati dove la competizione si sviluppa prevalentemente sul prezzo.

Questa strategia comporta anche costi industriali superiori, soprattutto per quanto riguarda materiali e consumabili. Come riuscite a trasferire questo valore al mercato?

I costi di alcune lavorazioni sono effettivamente molto più elevati rispetto a quelli delle produzioni tradizionali. Determinati consumabili per la nobilitazione hanno prezzi sensibilmente superiori a quelli utilizzati in altri processi di stampa.

Tuttavia, il confronto non può essere effettuato soltanto sul costo del materiale. Bisogna considerare il risultato finale, le caratteristiche del prodotto e il valore che il cliente è disposto a riconoscergli.

Quando si realizza un prodotto standard, la concorrenza tende inevitabilmente a concentrarsi sul prezzo. Se invece si sviluppa un’applicazione originale, con caratteristiche difficilmente replicabili, è possibile costruire una proposta commerciale differente.

È questa la direzione che abbiamo scelto. Ci permette di lavorare con maggiore serenità, di investire nella ricerca e di costruire rapporti con clienti interessati alla qualità e alla differenziazione.

La decisione di mantenere operativa anche la prima Scodix risponde quindi all’esigenza di separare la produzione consolidata dalle attività di ricerca e sviluppo?

Esattamente. La prima macchina continua a svolgere un ruolo importante nelle lavorazioni che realizziamo abitualmente.

La nuova Scodix ci offre invece la possibilità di affrontare applicazioni differenti, sperimentando materiali, spessori e combinazioni di finitura che richiedono prove e attività di messa a punto.

Disporre di entrambe le tecnologie ci permette di mantenere la continuità produttiva e, contemporaneamente, dedicare risorse allo sviluppo di nuovi prodotti.

La sperimentazione richiede tempo e non sempre porta immediatamente a un risultato commercializzabile. Per questo è importante poterla gestire senza compromettere l’operatività quotidiana.

Ricerca sui materiali e sviluppo di applicazioni speciali

La sperimentazione interessa anche supporti non convenzionali, come plexiglas e PET trasparente. Quali sono le principali complessità tecniche e quali opportunità commerciali state individuando?

Lavoriamo su diversi materiali, tra cui plexiglas, PET trasparente e altri supporti destinati ad applicazioni particolari.

Le difficoltà non riguardano soltanto la stampa o la nobilitazione, ma anche le successive lavorazioni di trasformazione. Alcuni materiali, per esempio, presentano caratteristiche di rigidità che rendono più complessa la fustellatura.

Per ottenere un prodotto finito è quindi necessario valutare l’intero processo produttivo, individuando soluzioni compatibili con le caratteristiche del supporto e con il risultato richiesto.

Abbiamo sviluppato applicazioni anche per clienti che operano a livello internazionale e devono confrontarsi con produttori asiatici particolarmente competitivi sul prezzo.

In questi casi la differenziazione tecnologica può rappresentare un vantaggio importante. Se il prodotto è standardizzato, la competizione diventa soprattutto economica. Se invece riusciamo a sviluppare una soluzione originale, possiamo contribuire a rafforzare la competitività del cliente.

La vostra esperienza comprende anche installazioni tridimensionali e progetti scenografici per eventi. In che modo queste competenze si integrano con la nuova strategia aziendale?

Abbiamo realizzato diversi progetti che combinano stampa, progettazione strutturale e personalizzazione.

Per un evento, ad esempio, abbiamo sviluppato un’installazione di circa tre metri per due, composta da centinaia di bottiglie di vino. Era una struttura scenografica che diventava parte integrante dell’esperienza dei partecipanti.

In un’altra occasione abbiamo progettato una struttura contenente confezioni di vino personalizzate, che gli ospiti potevano prelevare e conservare come ricordo.

Sono applicazioni che richiedono competenze differenti e una capacità progettuale che va oltre la semplice esecuzione della stampa.

La nostra esperienza nella cartotecnica, nel grande formato e nella lavorazione di materiali speciali ci permette di affrontare queste richieste con un approccio integrato.

Guardando ai prossimi anni, quale ruolo avrà la Scodix Ultra 7000 SHD nello sviluppo di Simeoni Arti Grafiche?

L’obiettivo è continuare a sviluppare prodotti originali, individuando nuove applicazioni e mercati nei quali valorizzare le nostre competenze.

Abbiamo diversi progetti in corso e sappiamo che non tutti avranno necessariamente lo stesso successo commerciale. Ma la sperimentazione fa parte del nostro modo di lavorare.

La nuova tecnologia ci permette di ampliare le possibilità creative e produttive, mentre l’esperienza maturata negli anni ci aiuta a valutare la fattibilità e il potenziale economico delle idee.

La competizione sulle grandi tirature è sempre più complessa e spesso lascia margini limitati. Noi abbiamo scelto di concentrarci su prodotti particolari, personalizzati e caratterizzati da un valore aggiunto riconoscibile. È su questa combinazione di tecnologia, progettazione e capacità di innovazione che intendiamo costruire il futuro dell’azienda.