Assografici chiede interventi al Governo sui costi energetici e sulla filiera del libro, oltre alla collaborazione degli utilizzatori per salvaguardare forniture strategiche

Materie prime, energia, trasporti e materiali di produzione: le imprese della stampa, della cartotecnica e del packaging stanno affrontando un accumulo di rincari che mette a rischio la sostenibilità economica delle attività.

Dal 28 febbraio, con l’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, si è aperta una nuova fase di tensione, con ripercussioni sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento. Dalla primavera, gli aumenti si sono progressivamente sommati, assumendo dopo l’estate un peso sempre più difficile da sostenere.

Assografici richiama l’attenzione sulle conseguenze per settori indispensabili alla produzione di libri e materiali per l’informazione e alla disponibilità degli imballaggi necessari per conservare, proteggere e commercializzare alimenti, farmaci e beni industriali.

«Le nostre imprese stanno affrontando aumenti che non possono essere assorbiti indefinitamente attraverso recuperi di efficienza o riduzioni dei margini», dichiara Carlo Montedoro, Presidente di Assografici. «Chiediamo agli utilizzatori un confronto concreto, che riconosca gli incrementi documentati dei costi e consenta di adeguare le condizioni di fornitura. Preservare l’equilibrio economico dei produttori significa garantire anche ai clienti continuità, qualità e affidabilità. È nell’interesse comune evitare che questa situazione si traduca in una perdita di capacità produttiva».

Rincari di carta, cartone ed energia: cresce la pressione sui costi di produzione

La dimensione dello shock emerge guardando agli aumenti accumulati nel corso dell’anno. Il kraftliner non sbiancato ha registrato nell’Europa continentale rincari cumulati di 200 euro per tonnellata da inizio 2026.

Sul fronte energetico, il prezzo del gas è passato dai circa 30 euro/MWh di febbraio a oltre 80 euro/MWh. Il caro energia incide direttamente sugli impianti di stampa e trasformazione e, a monte, sulla produzione delle materie prime. Ai maggiori costi di carta e cartone si aggiungono quelli dei trasporti, degli altri materiali e del lavoro.

Cartone ondulato e astucci pieghevoli: a rischio la sostenibilità delle produzioni

Fausto Ferretti, Presidente di GIFCO, descrive così la situazione del cartone ondulato: «Dall’avvio del conflitto tutto è cambiato. Già da aprile i costi del comparto hanno iniziato a crescere, raggiungendo dopo agosto un peso insostenibile. La materia prima, che incide fra il 55 e il 65% del fatturato, è aumentata di oltre il 25%. Sono cresciuti fortemente anche energia e trasporti, insieme al costo del lavoro e agli altri materiali. Siamo in una “tempesta perfetta”, dalla quale possiamo uscire solo concordando strategie intelligenti con gli utilizzatori del packaging in cartone ondulato. Diversamente, si profila un rischio per la continuità dell’intero settore, che garantisce un materiale necessario al funzionamento efficiente e sostenibile delle catene di approvvigionamento».

Per gli astucci pieghevoli, la pressione sui costi coinvolge produzioni che richiedono elevati livelli di qualità e specializzazione.

«Dal farmaceutico all’alimentare e alla cosmetica, i nostri clienti hanno bisogno di precisione, sicurezza e puntualità», osserva Alberto Luca, Presidente di GIFASP. «L’aumento dei costi dei cartoncini e delle lavorazioni mette sotto pressione queste produzioni. Mantenere gli standard richiesti e sviluppare nuove soluzioni richiede investimenti, competenze e condizioni economiche sostenibili».

Packaging flessibile, etichette e imballaggi in carta: l’impatto dei rincari sulla filiera

Nel packaging flessibile, l’esposizione riguarda una pluralità di materiali e processi.

«Carta, film plastici, alluminio, inchiostri e adesivi concorrono alle prestazioni dei nostri imballaggi: le tensioni sui diversi fattori produttivi si sommano lungo le lavorazioni», afferma Neni Rossini, Presidente di GIFLEX. «La protezione e la conservazione degli alimenti richiedono controlli e prestazioni che devono essere garantiti anche in questa fase. La pressione sui costi riduce le risorse disponibili proprio mentre le imprese sono impegnate nell’innovazione e nell’evoluzione degli imballaggi».

Emanuele Redaelli, Presidente del Gruppo GITAC, richiama infine il ruolo dei tubi e delle anime di cartone: «Sono componenti tecnici indispensabili in molti settori della trasformazione, dalla carta al tessile, dalla plastica alla stampa. Le difficoltà del nostro comparto mettono a rischio la continuità di gran parte delle filiere manifatturiere nazionali. Dobbiamo gestire dinamiche totalmente “esogene” al nostro controllo. In tale contesto, è difficile fare previsioni sul breve-medio periodo».

Anche Stefano Salvemini, Presidente di Gipea, ricorda che «Le etichette garantiscono identificazione, informazioni e tracciabilità dei prodotti: assicurare continuità alle nostre forniture è essenziale per le filiere che serviamo», mentre Federica Fabris, Presidente di GIPSAC, sottolinea come «Per i sacchi in carta, i rincari incidano su imballaggi indispensabili al confezionamento e alla movimentazione di prodotti alimentari e materiali industriali».

Assografici chiede al Governo interventi sul caro energia e sostegni alla filiera del libro

Assografici chiede inoltre al Governo di intervenire per contenere i costi energetici e salvaguardare la competitività della manifattura italiana, estendendo quanto più possibile la platea delle imprese beneficiarie delle misure di sostegno, così da includere i diversi comparti della stampa, della cartotecnica e del packaging.

«La prossima Legge di bilancio deve rafforzare gli interventi utili a ridurre l’impatto dell’impennata dei costi energetici e renderli accessibili al più ampio numero possibile di imprese manifatturiere», conclude Montedoro.

«Per la stampa e il packaging, occorre riconoscere sia il peso dell’energia nei processi produttivi sia gli effetti dei rincari sulle materie prime acquistate. Per la filiera del libro chiediamo un bonus carta esteso agli editori librari, con particolare attenzione all’editoria scolastica, insieme a interventi per sostenere l’accesso alla lettura e l’acquisto dei testi da parte delle famiglie. Contenere i costi della produzione e sostenere l’accesso ai suoi prodotti significa tutelare capacità industriale, occupazione e servizi essenziali per il Paese».