AI, automazione, workflow e stampa nonstop al centro dell’evento Dscoop Edge Slovenia 2026, che si è volto dal 10 al giugno 12
Siamo a Lubiana per partecipare a Dscoop Edge Slovenia 2026, l’evento EMEA della community internazionale che riunisce utilizzatori HP Industrial Print, partner tecnologici, print service provider e converter. L’appuntamento, in programma dal 10 al 12 giugno, ha segnato il ritorno in Europa di una delle conferenze più importanti dell’ecosistema HP Industrial Print.

Prima dell’apertura ufficiale dell’evento abbiamo incontrato il management di Dscoop e HP, che ha presentato alla stampa internazionale le novità della manifestazione e gli aggiornamenti tecnologici più importanti. Il messaggio emerso è chiaro: la prossima fase della stampa digitale industriale sarà guidata da automazione, intelligenza artificiale, workflow integrati, robotica e capacità di trasformare la produzione in un flusso continuo, efficiente e misurabile.

Il tema scelto per l’evento, The Art of Growth, ha sintetizzato bene questa direzione. La crescita non è stata raccontata solo come aumento dei volumi, ma come capacità di costruire aziende più resilienti, più automatizzate, più connesse e più profittevoli. Per i PSP, significa rispondere a un mercato in cui aumentano la complessità degli ordini, la pressione sui margini, la richiesta di tempi rapidi e la difficoltà di reperire personale qualificato.
Dscoop, una community globale per innovare insieme
La sessione di apertura ha ricordato la natura di Dscoop, nata nel 2005 con l’idea che la condivisione aperta tra utenti HP, partner e HP stessa potesse aiutare l’intero settore a crescere. Oggi la community conta oltre 25.000 membri, più di 4.500 organizzazioni di stampa, oltre 100 partner e una presenza in 102 Paesi.

Il valore di Dscoop non sta solo nell’evento, ma nel modello di relazione che propone. È una rete globale guidata dai membri, indipendente e non profit, nella quale il valore generato viene reinvestito nella community. Per gli stampatori, questo significa accedere a esperienze reali, casi concreti, confronto tra pari e contenuti formativi.
A Lubiana questa dimensione si è tradotta in un programma focalizzato sulla crescita concreta delle aziende di stampa: efficienza produttiva, nuove applicazioni, automazione dei processi, uso dell’AI, workflow connessi e capacità di rispondere più velocemente alle esigenze dei brand.
Amir Raziel: dalle cinque transizioni alla strategia 2026
Amir Raziel, Global Head of Strategy di HP Industrial Print, ha collegato le prospettive del settore alle cinque grandi transizioni che stanno ridefinendo la stampa: dal lavoro manuale all’automazione guidata dall’AI, dalle supply chain a basso costo a quelle a basso rischio, dalla produzione ad alto impatto alla produzione sostenibile, dall’informazione all’esperienza e dal prodotto al servizio.
Secondo questa visione, la stampa del prossimo decennio sarà sempre più automatizzata, integrata, sostenibile, connessa e orientata al servizio. Per HP Industrial Print, la strategia si concentra su tre direttrici: rafforzare la leadership nel commercial print, accelerare la conversione analogico-digitale nel label & packaging e sbloccare nuova domanda attraverso soluzioni e servizi basati sull’AI.
Il messaggio per i PSP è diretto: non basta più produrre bene. Occorre produrre in modo continuo, intelligente, integrato e redditizio. La stampa digitale deve diventare una piattaforma capace di collegare dati, sistemi di stampa, applicazioni, workflow e customer experience.
Noam Zilbershtain: la stampa digitale diventa nonstop
Noam Zilbershtain, VP & GM di HP Indigo, ha presentato la visione HP attorno al concetto di Nonstop Digital Printing. L’obiettivo è trasformare la stampa digitale in un modello produttivo capace di garantire capacità reale, output vendibile, qualità costante e maggiore continuità operativa.
“Nonstop Digital Printing è il nostro impegno verso un nuovo standard di produzione, in cui la vera produttività si misura attraverso una produzione prevedibile, un output vendibile costante e una maggiore redditività. È esattamente questo che portiamo a Dscoop Slovenia”, ha dichiarato Zilbershtain.
La produttività, in questa prospettiva, non viene più misurata solo in base alla velocità nominale o al duty cycle, ma in base alla produzione prevedibile, alla stabilità operativa, all’output realmente vendibile e alla redditività. È un cambio di paradigma importante per gli stampatori, chiamati a gestire più lavori, tirature variabili, tempi di consegna ridotti e carenza di operatori.
Zilbershtain ha sottolineato come questa visione prenda forma lungo l’intero ecosistema produttivo: dai sistemi di stampa HP Indigo al workflow, dall’intelligenza artificiale alla robotica. “Stiamo mostrando come questa visione prenda forma lungo l’intero ecosistema produttivo”, ha spiegato, citando HP Indigo 7K+, HP Indigo 18K Value Pack, HP PrintOS Order Flow e la collaborazione con MoviĜo Robotics.
HP Indigo 7K+: disponibilità commerciale globale e nuovi vantaggi economici
Uno degli annunci principali di Dscoop Europe 2026 è stato l’arrivo sul mercato globale della HP Indigo 7K+ Digital Press, presentata tre mesi prima a Dscoop Edge Rockies e ora disponibile commercialmente in tutto il mondo.
Il nuovo sistema di stampa nasce dall’evoluzione della piattaforma A3 commerciale HP Indigo, una delle più diffuse nel mercato della stampa digitale di qualità. L’obiettivo della 7K+ è aiutare gli stampatori commerciali a semplificare le operazioni, migliorare l’economia di produzione e aumentare la flessibilità applicativa.

Tra le novità più rilevanti c’è l’Eco Print Mode, una modalità di stampa a quattro colori che utilizza uno strato di inchiostro più sottile. Secondo HP, questa modalità consente di ridurre i costi operativi mantenendo una buona qualità di stampa. Nei test beta condotti con clienti in Nord America ed Europa, tra il 40% e il 60% dei lavori è risultato adatto alla stampa in Eco Mode.
La tecnologia è stata accolta positivamente anche dai clienti coinvolti nella fase di test. “Il nuovo sistema di stampa digitale HP Indigo 7K+ non solo ha soddisfatto le nostre aspettative in termini di efficienza e qualità di stampa, ma sotto molti aspetti le ha superate”, ha dichiarato Corinna Schorsch, CEO di novaconcept schorsch. “Lavorando principalmente in Eco Mode, il sistema offre un’eccellente convenienza economica, mantenendo al tempo stesso una qualità di produzione costantemente elevata”.
La HP Indigo 7K+ integra anche strumenti di automazione basati sull’AI, come AAA per il rilevamento automatico dei difetti, Color Beat per il monitoraggio colore in tempo reale, NIO come assistente virtuale AI e PIP+ con set inchiostri CMYK+. Per i PSP, il messaggio è chiaro: il nuovo sistema di stampa punta a combinare qualità premium, efficienza economica, semplicità operativa e sostenibilità.
HP Indigo 18K Value Pack: più applicazioni per gli utenti HP Indigo 15K
HP Indigo ha annunciato anche il nuovo HP Indigo 18K Value Pack, disponibile in esclusiva per i clienti che utilizzano una HP Indigo 15K Digital Press e vogliono ampliare le capacità della propria macchina.
Il pacchetto introduce una user experience semplificata, un kit di affidabilità potenziato e nuove funzionalità per la stampa su supporti spessi. In particolare, il nuovo kit one-shot duplex thick media consente di lavorare su substrati fino a 600 micron, pari a 24 punti.
Questa evoluzione apre opportunità interessanti in applicazioni ad alto valore aggiunto come trading card, hang tag e astucci pieghevoli di lusso. Secondo HP, circa il 50% dei clienti HP Indigo 18K utilizza già il thick media kit, a conferma della crescente richiesta di versatilità applicativa.

“Con l’aggiornamento dalla HP Indigo 15K alle funzionalità della HP Indigo 18K, abbiamo trasformato il nostro modo di pianificare il futuro. Il nostro obiettivo principale è ampliare la gamma di substrati su cui possiamo stampare e aumentare la nostra capacità digitale per gestire più lavori offset di piccola tiratura, producendoli in modo rapido ed efficiente con una qualità eccellente. La possibilità di stampare su foil-board fino a 24 punti, con bianco premium, ci apre opportunità di ricavo completamente nuove”, ha dichiarato Nick Giesbrecht, President di City Press.
Per gli stampatori, il Value Pack rappresenta un modo per estendere il ciclo di vita dell’investimento esistente, aumentando al tempo stesso la capacità di intercettare lavori più profittevoli e applicazioni che fino a poco tempo fa erano più complesse da gestire in digitale.
HP Indigo nel commercial print, nelle etichette e nel flexible packaging
La strategia HP Indigo presentata a Lubiana ha confermato l’attenzione verso quattro aree principali: commercial print, etichette, flexible packaging e nuove applicazioni. La proposta di valore ruota attorno a produttività, qualità, affidabilità, produzione autonoma, versatilità e sostenibilità.

Nel commercial print, HP ha sottolineato il ruolo delle piattaforme B2, in particolare HP Indigo 120K e HP Indigo 18K, evidenziando la crescita del segmento e il successo del portafoglio presentato a drupa. Nel label & packaging, la presentazione ha richiamato la leadership HP Indigo nei diversi segmenti, con quote di mercato indicate al 66% nel labels & packaging, all’89% nel flexible packaging, al 56% nel commercial e al 72% nel B2 commercial, sulla base dei dati IDC 2025 riportati da HP.
Nel flexible packaging, HP ha evidenziato il ruolo della HP Indigo 200K, presentata come piattaforma in grado di supportare una crescita significativa dei volumi, con più di 110 sistemi installati nel mondo. Nel mercato delle etichette, sono stati citati HP Indigo V12, HP Indigo 200K per labels e HP Indigo 6K+, con oltre 150 sistemi HP Indigo 6K+ spediti dal lancio a Labelexpo.
Anche in questi segmenti, il filo conduttore resta lo stesso: la conversione analogico-digitale non riguarda solo la tecnologia di stampa, ma la capacità di creare nuovi modelli produttivi, più flessibili, più automatizzati e più vicini alle esigenze dei brand.
AI e automazione: dagli strumenti di produzione alle decisioni intelligenti
HP ha ribadito l’ambizione di diventare un’azienda AI-first anche nel mondo della stampa digitale. L’AI è già presente in diversi strumenti HP Indigo: auto recovery per il recupero automatico da fermi macchina, PQ Maestro per troubleshooting e diagnostica automatizzata, EPM Preflight per decidere in modo intelligente quando utilizzare modalità di stampa più efficienti, e AAA 2.0 per il rilevamento dei difetti e la ristampa automatica.
L’obiettivo finale è l’intelligent automation: produzione autonoma, decisioni intelligenti e maggiore facilità d’uso per gli operatori. In un contesto di carenza di manodopera specializzata, queste tecnologie diventano fondamentali per aiutare i PSP a stabilizzare la produzione, ridurre downtime e gestire più lavori con meno interventi manuali.
MoviĜo Robotics: l’automazione entra nella movimentazione dei materiali
La visione Nonstop Digital Printing non riguarda solo sistemi di stampa e software. HP ha confermato anche l’integrazione degli autonomous mobile robots, AMR, di MoviĜo nei workflow HP Indigo e HP PageWide, dopo l’accordo di rivendita annunciato all’inizio dell’anno.
Questi robot mobili autonomi sono pensati per automatizzare la movimentazione dei materiali tra le diverse fasi della produzione. Per un PSP o un converter, significa ridurre gli interventi manuali, aumentare la visibilità operativa e permettere agli operatori di concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto.
La robotica entra così in una parte spesso sottovalutata del processo: il flusso fisico dei materiali. Anche il sistema di stampa più produttivo, infatti, può perdere efficienza se pallet, bobine, supporti e semilavorati non si muovono in modo ordinato e tempestivo all’interno dello stabilimento.
L’integrazione degli AMR mostra come HP stia ampliando il concetto di automazione, portandolo oltre il workflow digitale e dentro la fabbrica reale.
Diana Pascual Soldevilla: il workflow è la vera sfida da risolvere
Diana Pascual Soldevilla, General Manager di HP Industrial Print Software and Solutions, ha portato l’attenzione sul software e sul workflow. Il punto di partenza è netto: oggi la stampa è in gran parte risolta, mentre il workflow resta ancora una delle principali criticità del settore.
Molti PSP devono gestire processi frammentati, passaggi manuali, sistemi scollegati, mancanza di una visione unica delle attività e crescente richiesta di trasparenza da parte dei brand. In questo contesto, l’AI non viene presentata come sostituzione dell’uomo, ma come strumento per costruire operazioni più intelligenti, connesse e controllabili.
La visione proposta da HP è quella di un ecosistema integrato e human-centric, in cui il print service provider mantiene il controllo, ma può contare su automazione, dati e assistenti intelligenti per gestire meglio ordini, produzione, qualità, approvvigionamenti e relazioni con i clienti.
HP PrintOS Order Flow: un unico flusso per ogni ordine
Una delle novità più strategiche per il workflow è HP PrintOS Order Flow, soluzione pensata per eliminare la frammentazione nella fase di acquisizione e gestione degli ordini.
Oggi molti stampatori ricevono lavori da marketplace, brand, MIS, piattaforme web-to-print, API, sistemi di terze parti e ordini manuali. Il risultato è spesso un flusso complesso, difficile da standardizzare e costoso da scalare. HP PrintOS Order Flow punta a unificare questi canali in un unico workflow automatizzato, validando gli ordini e indirizzandoli verso l’ambiente produttivo corretto: HP Site Flow, DFE o altri sistemi downstream. La disponibilità generale è prevista dall’inizio del 2027.
“A drupa 2016 abbiamo introdotto la visione dell’Intelligent Factory con PrintOS. Dieci anni di dati, apprendimento e intelligenza produttiva reale dopo, stiamo costruendo su quelle fondamenta in modi che nessun altro in questo settore può fare”, ha dichiarato Pascual Soldevilla. “Ogni nuova funzionalità si collega alla successiva, dall’acquisizione degli ordini all’orchestrazione della produzione fino all’automazione intelligente, affinché i PSP possano possedere il proprio workflow, possedere il valore e crescere alle proprie condizioni”.
Il punto centrale è il controllo. HP propone un ecosistema in cui il PSP può gestire ordini, produzione e automazione senza perdere il governo del proprio workflow. In un mercato in cui la complessità aumenta, questa capacità diventa decisiva per crescere senza moltiplicare errori, passaggi manuali e costi nascosti.
HP Site Flow, Nio e GoMake: AI e automazione per decisioni più rapide
HP ha annunciato anche nuove evoluzioni per HP Site Flow, la piattaforma che continua ad arricchirsi di funzionalità per aiutare i PSP a scalare la produzione, semplificare l’onboarding di nuovi brand e usare analytics più avanzati per prendere decisioni operative.
HP Site Flow è ora integrato nella nuova app mobile HP PrintOS, ridisegnata sulla base di dieci anni di esperienza maturata in migliaia di siti produttivi nel mondo.
Da settembre 2026, inoltre, HP Nio, l’assistente AI di HP per la gestione del workflow, sarà integrato in HP Site Flow. Le squadre di produzione potranno accedere a informazioni su stato degli ordini, throughput e SLA usando il linguaggio naturale. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da dashboard complesse e rendere più rapide le decisioni nel momento in cui servono.
In parallelo, HP continua la collaborazione con GoMake per semplificare i processi di richiesta di preventivo e quotazione. “Il divario tra la ricezione di una richiesta del cliente e l’arrivo del lavoro sul sistema di stampa è sempre stato il punto in cui i PSP perdono tempo, margine e fiducia. Attraverso la nostra partnership con HP, permettiamo a ogni PSP di semplificare preventivazione, approvazioni del cliente e prestampa, completando il percorso dalla richiesta di offerta alla produzione in meno di dieci minuti”, ha spiegato Aous Mansour, CEO di GoMake.
Barbara McManus: una nuova HP PageWide T4250 HDR per il publishing
Un altro annuncio importante riguarda la tecnologia inkjet industriale. Barbara McManus, VP & GM di HP PageWide Industrial, ha presentato l’evoluzione del portafoglio HP PageWide, sintetizzata nel claim Built to Run.
La piattaforma è stata raccontata attraverso numeri che evidenziano continuità e affidabilità: oltre 1,25 trilioni di pagine letter stampate dal 2009, il 95% dei sistemi installati dal 2009 ancora in uso e il 67% dei sistemi con più di un miliardo di pagine prodotte.
Tra le novità c’è una nuova configurazione della HP PageWide T4250 HDR, pensata in modo specifico per le applicazioni publishing. Il sistema di stampa da 42 pollici, pari a 106 cm, era stato lanciato nel 2025 con l’obiettivo di offrire produttività digitale, qualità di livello offset e velocità fino a 244 metri al minuto. A Dscoop Europe 2026 HP ha annunciato una configurazione dedicata al mercato editoriale, progettata per offrire le stesse prestazioni ma con consumi energetici ancora più bassi, footprint ridotto e investimento iniziale più contenuto.
“Ci impegniamo ad aiutare i nostri clienti del publishing ad accelerare la loro trasformazione digitale e la nuova configurazione T4250 HDR è il sistema di stampa giusto per offrire qualità di livello offset con tutti i vantaggi della stampa digitale”, ha dichiarato McManus.
Per il publishing, questa proposta si inserisce in una trasformazione già in corso. La domanda di libri, riviste e prodotti editoriali richiede sempre più flessibilità, riduzione delle scorte, produzione su richiesta e tempi di consegna più rapidi. L’inkjet industriale diventa quindi una tecnologia chiave per rendere più sostenibile ed efficiente la transizione dal modello analogico tradizionale a una produzione digitale ad alto volume.
Dscoop Europe 2026: un laboratorio per la stampa connessa
A Dscoop Edge Slovenia 2026, i visitatori hanno potuto vedere le novità HP attraverso dimostrazioni live e virtuali del portafoglio HP Indigo, comprese HP Indigo V12, 18K, 7K+ e 200K, oltre alle applicazioni abilitate dalla tecnologia HP PageWide.
L’evento ha offerto anche consulenze workflow gratuite con HP Professional Services, pensate per aiutare gli stampatori a capire come costruire operazioni più connesse, informate dall’AI e capaci di generare maggiore efficienza, produttività e impatto commerciale.
Il quadro che emerge dagli annunci di Lubiana è quello di un ecosistema in cui la crescita non dipende da una singola tecnologia, ma dalla capacità di collegare ogni elemento: ordine, preventivo, prestampa, produzione, controllo qualità, movimentazione dei materiali e consegna.
Per gli stampatori, la sfida è trasformare la stampa in un servizio continuo, connesso e misurabile. Per HP e Dscoop, la risposta passa da un ecosistema in cui macchine, workflow, robotica, dati e competenze lavorano insieme senza prescindere dal valore umano della community, dove passione, empatia, collaborazione e creatività differenziano l’essere umano dal rapido ingresso delle intelligenze digitali generative e agentiche anche nel mondo della stampa. Ed è proprio da Lubiana che questa visione, che HP chiama Nonstop Digital Printing, ha preso forma davanti alla community EMEA.


