Lo scorso 25 marzo a Milano abbiamo partecipato all’evento Esko in cui ha presentato il proprio ecosistema integrato in cui automazione, software e intelligenza artificiale concorrono a ottimizzare l’intero flusso produttivo

Ad aprire Esko Innovation Day – Folding carton & Corrugated, andato in scena il 25 marzo a Milano, è stato Giovanni Vigone, responsabile business di Esko per Italia e Iberia, che ha accolto i partecipanti e introdotto i contenuti della giornata dedicata ai clienti del folding carton e del cartone ondulato.

Nel suo intervento, Vigone ha innanzitutto collocato l’appuntamento all’interno di un percorso più ampio, ricordando come il giorno precedente, nella stessa location, Esko aveva già organizzato un evento analogo rivolto ai clienti dei segmenti label e flexible packaging, con la partecipazione di Bobst. La giornata milanese del 25 marzo si è invece concentrata sul packaging in cartoncino teso e cartone ondulato, con il coinvolgimento di partner e specialisti impegnati a illustrare soluzioni e strumenti dedicati a questi comparti.

Una carrellata di interventi tecnici

Vigone ha presentato i due speaker Esko Boris Gruppo e Domenico Fiducioso per gli approfondimenti più operativi. In particolare, Fiducioso ha affrontato la parte relativa agli editor, mentre Gruppo si sarebbe concentrato sui portali, sulla comunicazione interna ed esterna con i clienti e sulla gestione del ciclo di approvazione.

Accanto al team Esko, la giornata ha visto la partecipazione dei partner di BQB, distributori in Italia di ArtiosCAD, storico prodotto Esko per la progettazione strutturale. In chiusura dell’evento, Luca Favotto e Davide Dalcol avrebbero inoltre presentato Packway, il gestionale sviluppato per cartotecniche e aziende attive nella produzione di imballaggi in cartoncino teso e cartone ondulato. Per quanto riguarda invece Kongsberg Packaging, distribuito in Italia da Synergic Solutions, era previsto l’intervento di Francesco Giacomelli.

Nel suo speech, Vigone ha chiarito il tema della giornata non sarebbe stato solo concentrato  sulle tecnologie già consolidate nel portafoglio Esko, ma anche sulla direzione evolutiva dell’azienda. Ha citato, per esempio, Phoenix, una delle acquisizioni più recenti del gruppo attraverso Tilia Labs, spiegandone il valore nel contesto produttivo. La soluzione, ha osservato, è pensata per ottimizzare la produzione, migliorare il layout sulle lastre da stampa o sulle macchine digitali, oltre a consentire una pianificazione e una stima anticipata dei costi. Un aiuto concreto, quindi, per quelle aziende che ancora oggi affrontano attività di preventivazione in modo manuale o con strumenti come fogli Excel.

Proprio questo passaggio ha permesso a Vigone di introdurre uno dei temi chiave dell’evento: il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale. Nel suo intervento ha infatti sottolineato come il mondo stia cambiando rapidamente anche grazie all’AI e come Esko intenda accompagnare questa trasformazione con un percorso che metta in evidenza dove e come l’intelligenza artificiale venga applicata, sia nei singoli prodotti sia nell’intero ecosistema software dell’azienda.

L’accento posto sull’ecosistema non è stato casuale. Al contrario, ha rappresentato uno dei punti centrali della visione proposta in apertura: integrare prodotti, dati e processi per ottimizzare l’intero flusso di produzione, rendendo più efficiente la connessione fra progettazione, prestampa, gestione operativa e comunicazione con il cliente.

Di seguito approfondiamo il primo intervento dedicato alla piattaforma S2 di Esko.

S2, la nuova architettura cloud di Esko per connettere dati, software e intelligenza artificiale

S2 è la nuova piattaforma cloud di Esko, un’infrastruttura pensata per centralizzare file, dati e risorse strategiche in un ambiente unico, scalabile e sicuro. Più che un semplice spazio di archiviazione, si presenta come il nucleo di una nuova architettura digitale capace di mettere in comunicazione software, database, librerie colori, librerie CAD e asset grafici, con l’obiettivo di rendere i processi più integrati, rapidi e intelligenti.

Come ha spiegato Domenico Fiducioso, Presales Solution Consultant – Esko, si tratta di un’“architettura cloud-native, scalabile, sicura e multi-tenant”, nella quale tutti i contenuti saranno centralizzati in un’area cloud chiamata Drive. Non si tratterà soltanto di file, ma di un patrimonio informativo più ampio, destinato a essere condiviso e reso disponibile a tutti i software dell’ecosistema Esko.

Per spiegare il concetto, è stata mostrata una slide volutamente complessa, che in un primo momento aveva spiazzato parte del pubblico. Eppure, proprio dalle interpretazioni emerse in sala è arrivata una chiave di lettura particolarmente efficace: quella di S2 come “cervello” del sistema. Un centro intelligente in cui convergono dati, informazioni e contenuti, e da cui questi stessi elementi vengono redistribuiti verso gli altri strumenti della piattaforma.

In effetti, il cuore del progetto è proprio questo: il cloud come centro nevralgico. Da lì verranno archiviati e gestiti file grafici, database e librerie, che dovranno poi dialogare in modo bidirezionale con i software utilizzati dalle aziende. La comunicazione tra piattaforma e applicativi sarà quindi un elemento essenziale del nuovo ecosistema. “S2 è il cloud, dove andremo a salvare tutti i nostri asset grafici, database ed eccetera”, ha spiegato Fiducioso, sottolineando come l’obiettivo sia quello di centralizzare l’intero patrimonio informativo dell’azienda.

Software cloud e software installati: la convergenza nell’ecosistema Esko

Uno dei passaggi centrali della presentazione ha riguardato la distinzione tra software già nativamente cloud e software tradizionalmente installati in locale. Sul lato “cloud based” rientrano quelle applicazioni accessibili via browser, senza installazione, tramite abbonamento, username e password. Sul lato opposto restano invece i software che il mercato già conosce bene, come ArtiosCAD e altri strumenti dell’universo Esko utilizzati quotidianamente nelle attività di progettazione e prestampa.

La novità, però, non sta tanto nella distinzione tecnica tra i due mondi, quanto nella loro progressiva convergenza. Anche i software tradizionali, infatti, saranno arricchiti con nuove funzionalità rese possibili dalla connessione bidirezionale con il cloud. Fiducioso ha sintetizzato questo passaggio con un’espressione efficace, parlando di applicazioni che da ora in avanti saranno dotate di veri e propri “superpoteri”.

Il riferimento è alla possibilità di sfruttare strumenti di nuova generazione, compresi quelli legati all’intelligenza artificiale, su software già noti agli operatori. Il parallelismo richiamato durante l’intervento è quello con il mondo Microsoft 365, dove applicazioni diffuse da anni hanno cambiato profondamente natura grazie all’integrazione con Copilot e con le tecnologie di AI. Non si tratta di un confronto diretto fra prodotti, ma di una visione condivisa del percorso evolutivo: software già familiari che acquistano capacità nuove grazie alla combinazione di cloud, automazione e intelligenza artificiale.

Cloud computing e AI per una nuova generazione di strumenti packaging

Nel ragionamento sviluppato da Esko, il cloud computing rappresenta il fondamento tecnologico di questa trasformazione. Un software in cloud non utilizza le risorse del computer locale, ma quelle di server remoti, consentendo di lavorare anche con macchine meno performanti senza compromettere l’esperienza d’uso. Questo sposta il valore dall’hardware locale all’architettura complessiva del sistema.

Il secondo pilastro è l’intelligenza artificiale, che Esko intende combinare con la propria competenza specifica nel packaging. L’obiettivo è chiaro: aumentare il livello di automazione e supportare attività che oggi dipendono ancora fortemente dall’intervento manuale e dal know-how individuale.

Tra gli esempi illustrati, uno dei più immediati riguarda l’analisi automatica dei file grafici. In prospettiva, il sistema potrà esaminare il contenuto di un artwork, riconoscerne loghi, elementi chiave, informazioni rilevanti e archiviarli nel cloud per renderli riutilizzabili in altri progetti. Un’operazione che oggi richiede spesso copia-incolla manuali, ricerca di elementi e ricostruzione di asset da un file all’altro.

Un secondo ambito è quello del controllo di stampabilità. L’idea è quella di un assistente intelligente capace di verificare se un file è corretto, se può proseguire lungo il flusso produttivo oppure se necessita di correzioni, suggerendo eventualmente gli interventi necessari. A questo si affianca il possibile supporto sulla gestione del colore, con algoritmi in grado di aiutare l’operatore ad adattare il file ai diversi processi di stampa, dalla flexo alla rotocalco, fino al digitale.

Il tema delle fustelle e il recupero del know-how

Uno degli esempi più interessanti emersi nel corso della presentazione riguarda il trattamento delle fustelle. Se un cliente invia una nuova struttura, realizzata magari in Illustrator, in CAD o in un altro formato, S2 potrà verificare se quella fustella sia già stata prodotta in passato. In pratica, il sistema andrà a cercare nel database interno eventuali strutture identiche o simili, restituendo un’indicazione sul grado di corrispondenza.

La possibilità di individuare una similarità molto elevata, per esempio del 98%, consentirebbe di capire immediatamente se si è davvero di fronte a una nuova struttura o se si tratta di una variante minima rispetto a un lavoro già eseguito. Anche la lettura delle differenze assumerebbe valore tecnico: una discrepanza può dipendere, ad esempio, dal fatto che la nuova fustella sia stata disegnata in un ambiente meno preciso rispetto a un CAD strutturale specialistico. In questo senso, l’AI non si limiterebbe a “trovare un file”, ma contribuirebbe a valorizzare il patrimonio di conoscenza accumulato in azienda. “Con quella parte di S2 è possibile capire se quella fustella l’ho già prodotta in passato”, ha osservato Fiducioso, spiegando come il sistema possa ricercare nel database strutture uguali o quasi identiche e segnalarne automaticamente le differenze.

Dall’acquisizione del lavoro alla prestampa: dove interviene l’intelligenza artificiale

La presentazione ha poi allargato lo sguardo all’intero ciclo produttivo, dall’acquisizione del lavoro fino alla preparazione per la stampa. In questa logica, l’intelligenza artificiale potrebbe intervenire in diversi punti della filiera.

Nella fase iniziale, potrebbe supportare il controllo preliminare dei file e la comunicazione immediata al cliente di eventuali criticità tecniche o formali. Nella fase di preparazione vera e propria, uno degli ambiti più promettenti è quello del trapping, attività oggi ancora fortemente dipendente dall’esperienza dell’operatore. Come ha sottolineato Fiducioso, “non può esistere un solo trapping”, perché le esigenze cambiano in funzione del processo: offset, flexo, rotocalco, caratteristiche della macchina, supporti e condizioni di stampa.

Per questo motivo, il supporto dell’AI non viene immaginato come un automatismo generico, ma come un motore istruito sulla base del know-how Esko e adattabile alle specificità del processo reale. In altre parole, l’obiettivo non è sostituire la competenza dell’operatore, ma metterle a disposizione uno strumento di supporto avanzato.

Un ulteriore campo di applicazione riguarda la stima preventiva dei costi di produzione e l’ottimizzazione dei materiali, per esempio delle lastre in flexo, il cui impatto economico è spesso significativo. Anche su questo fronte, Esko ha lasciato intendere che parte del lavoro sia già in corso e che alcune soluzioni siano già in fase di sviluppo concreto.

Un pilastro strategico per il futuro di Esko

Nel messaggio complessivo, cloud computing e intelligenza artificiale sono stati presentati come uno dei principali assi di sviluppo del futuro Esko. Non solo come evoluzione tecnologica, ma come leva concreta per ridurre i tempi di consegna, semplificare i processi, aumentare la reattività e sbloccare livelli di efficienza che fino a pochi anni fa apparivano poco realistici.

Fiducioso lo ha detto in modo esplicito: l’obiettivo è “ridurre significativamente i tempi di consegna” e combinare un’architettura moderna con una competenza verticale sul packaging, che resta il vero terreno di specializzazione dell’azienda.

WebCenter Pack, il nuovo tassello per onboarding e approvazione

In questo scenario si inserisce WebCenter Pack, presentato come un nuovo prodotto pensato per semplificare la gestione del ciclo approvativo e, soprattutto, la fase di onboarding dei lavori.

Il posizionamento del prodotto è stato chiarito con precisione: da un lato eredita il percorso evolutivo di Share & Approve, dall’altro si colloca sotto WebCenter, considerato il “fratello maggiore”, molto più ampio e potente. WebCenter Pack nasce quindi con una logica diversa: non quella della massima estensione funzionale, ma quella della massima semplicità d’uso.

Il sistema è cloud, accessibile via browser, attivabile rapidamente con training ridotti e senza lunghi percorsi di integrazione. “Serve soltanto una username, una password, un abbonamento e si inizia a usarlo”, ha spiegato Fiducioso. Il valore principale, però, sta nel modo in cui affronta alcuni nodi critici dell’operatività quotidiana.

Oggi i file arrivano spesso da canali eterogenei: mail, FTP, WeTransfer, piattaforme varie, a volte perfino WhatsApp. Questa frammentazione complica l’acquisizione dei lavori, rende meno lineare il controllo dei materiali ricevuti e introduce ulteriori passaggi nel rapporto fra cliente, customer service e reparto prestampa.

WebCenter Pack è stato concepito per agire proprio su questi punti: offrire un portale unico e semplice per il caricamento dei file, automatizzare il controllo preliminare del materiale ricevuto e rendere più fluido il ciclo approvativo. In questo modo, il sistema non porta benefici soltanto all’organizzazione interna, ma anche al cliente, che può utilizzare uno strumento più strutturato, tracciabile ed efficace rispetto a una gestione dispersiva via mail o chat.

Alleggerire la prestampa e migliorare il flusso

Un altro passaggio importante emerso dalla presentazione riguarda la distribuzione del carico di lavoro all’interno dell’azienda. Senza un sistema di questo tipo, il controllo preliminare dei file finisce spesso per interrompere il lavoro del reparto prestampa, costretto a verifiche continue prima ancora che il lavoro sia realmente pronto per essere gestito. Questo crea ritardi, dispersione di attenzione e inutili passaggi intermedi fra cliente, customer service e operatori tecnici.

L’ambizione dichiarata è quella di alleggerire almeno in parte questa fase iniziale, facendo sì che al reparto prestampa arrivino file già “pre-filtrati”, più vicini a una condizione di lavorabilità. Non necessariamente file pronti per la stampa, ma materiali già ripuliti da molte criticità di base e quindi più gestibili in termini di tempo e priorità.

Interfaccia, ricerca e reportistica

Dal punto di vista operativo, l’interfaccia mostrata è quella di un sistema browser-based essenziale ma strutturato, con elenco dei lavori, stati di avanzamento, anteprime, file associati e strumenti di filtro per nome o codice commessa. È inoltre possibile effettuare ricerche trasversali sulle risorse contenute nel sistema, recuperando rapidamente file e informazioni distribuite su commesse diverse.

A questo si affianca un cruscotto in grado di evidenziare con immediatezza i lavori puntuali, quelli in ritardo e quelli ancora non completati, oltre a una sezione di reportistica dedicata al monitoraggio di approvazioni, commenti, scadenze e tempi di risposta. Per il customer service, tutto ciò significa maggiore controllo e visibilità sullo stato reale delle commesse.

Particolarmente rilevante è anche la possibilità di configurare il sistema per cliente, creando profili ad hoc per esigenze specifiche e persino “link aperti” dedicati a clienti consolidati, che possano caricare direttamente i file in un portale condiviso e generare in automatico una nuova commessa con le informazioni necessarie.

Il messaggio finale che emerge dalla presentazione è quello di una visione integrata: cloud, AI, onboarding, approvazione, recupero del know-how e connessione fra applicazioni non sono tasselli separati, ma parti di una stessa trasformazione.
S2, in questo senso, non si limita a essere una nuova piattaforma cloud. Si propone come l’infrastruttura su cui costruire un ecosistema Esko più connesso, capace di centralizzare il patrimonio informativo aziendale, metterlo in comunicazione con i software e valorizzarlo attraverso automazione e intelligenza artificiale.