Nel 2026 il packaging entra in una fase decisiva: con l’entrata in vigore del PPWR ad agosto, le scelte su materiali, processi e design non sono più solo una leva competitiva, ma diventano un terreno obbligato di conformità normativa, investimento e posizionamento di marca.

In questo scenario, Pack Around 2026 si propone come il dossier di riferimento per capire dove si stanno orientando i brand, quali tecnologie stanno adottando e quali spazi di innovazione restano aperti per chi stampa e produce imballaggi.

Frutto della collaborazione tra Stratego Group e Largo Consumo e validato da un comitato scientifico universitario, Pack Around è una ricerca annuale che mette sotto la lente l’intera filiera del packaging: materiali, tecnologie di stampa, sostenibilità, comunicazione, organizzazione interna, digitalizzazione e intelligenza artificiale. L’edizione 2026 non è una semplice fotografia dello stato dell’arte, ma un vero osservatorio sugli investimenti presenti e futuri delle aziende utilizzatrici di imballaggio, con l’obiettivo di offrire alla filiera – stampatori in primis – una bussola per orientare le proprie strategie.

La ricerca: cosa misura e perché interessa agli stampatori

La survey Pack Around 2026 è rivolta a brand, retailer e GDO e si chiude il 23 marzo 2026. Le domande puntano a capire non solo quali politiche e tecnologie siano già state adottate, ma anche quali progetti e investimenti siano in programma nei prossimi anni.

Per chi stampa e converte, questo significa avere accesso a indicazioni chiare sulle priorità dei propri clienti: quali materiali stanno crescendo, quali tecnologie vengono considerate “abilitanti”, quali elementi frenano o accelerano le decisioni di investimento.

Nel 2026 i temi vengono organizzati in sei grandi capitoli, pensati per restituire una visione sistemica:

  • Sostenibilità ambientale e PPWR
    Il primo asse di indagine riguarda l’impatto dell’entrata in vigore del PPWR sulle scelte di packaging: riciclabilità, contenuto riciclato, riuso, sistemi di raccolta e gestione del fine vita. La ricerca punta a mappare quanto la normativa stia già orientando le richieste di brand e retailer, quali investimenti siano stati fatti per adeguare materiali e strutture di pack e quali barriere (economiche, tecniche, culturali) restino ancora da superare. Per gli stampatori, è un termometro essenziale per capire dove concentrare sviluppo di soluzioni, consulenza tecnica e proposte innovative.

  • Materiali e tecnologie di stampa
    A distanza di due anni da Pack Around 2024, il capitolo materiali e stampa torna a essere trattato in modo integrato, per confrontare l’evoluzione del “packaging mix” e delle tecnologie di stampa e consumabili. L’attenzione si concentra sulle scelte di supporti (carta e cartone, plastiche, materiali compostabili o monomateriali), sugli inchiostri e sulle finiture in relazione a compliance normativa, riciclabilità, disponibilità di materie prime, dazi e fattori congiunturali. Per chi lavora in stampa e converting, questa sezione consente di capire quali tecnologie stiano diventando lo standard richiesto dai brand e dove invece ci sia ancora spazio per proporre soluzioni di frontiera.

  • Design, comunicazione, accessibilità e inclusione
    Il packaging non è solo contenitore, ma strumento di comunicazione e interfaccia tra marca e consumatore. Pack Around 2026 approfondisce il ruolo del design in chiave di accessibilità (leggibilità, usabilità, fruizione per diverse tipologie di utenti), inclusione e sostenibilità sociale, affiancando i temi di “design for recycling”, “design for reuse” e refillable. Questo capitolo dell’indagine mostrerà se e quali requisiti tecnici (ad esempio la riciclabilità) stiano entrando nei brief creativi e come gli imballaggi debbano conciliare esigenze di brand, normative e user experience e se si dovranno posizionare come partner progettuali, e non solo come fornitori di esecuzione.

  • Logistica e catena di fornitura
    Dazi, costi energetici e incertezze geopolitiche stanno ridisegnando la catena di approvvigionamento, con effetti diretti sulle scelte di packaging. La ricerca indaga come le aziende stiano ripensando formati, volumetrie, resistenze, standard di confezionamento per conciliare efficienza logistica, resilienza e obiettivi ambientali. Per la stampa e il converting, questa fotografia aiuta a comprendere quali caratteristiche di pack (peso, ingombro, modularità, robustezza) saranno più richieste e come queste si tradurranno in specifiche tecniche e investimenti.

  • Organizzazione interna: chi fa cosa sul packaging
    Uno dei segnali più forti emersi dalle precedenti edizioni riguarda l’organizzazione interna delle aziende: spesso le decisioni di packaging sono frammentate tra marketing, acquisti, produzione, sustainability officer, con conseguenti inefficienze che rallentano gli investimenti. Pack Around 2026 torna su questo punto per comprendere ruoli, responsabilità e processi decisionali, e per verificare la diffusione (o la mancanza) di figure dedicate come il packaging leader. Per gli stampatori, conoscere queste dinamiche significa capire meglio con chi parlare, come costruire proposte e in che modo accompagnare i clienti in progetti complessi.

  • Digitalizzazione, intelligenza artificiale e tracciabilità
    Rispetto al 2024, il 2026 è l’anno in cui strumenti digitali e intelligenza artificiale iniziano a entrare concretamente nei flussi di lavoro del packaging. La survey esplora l’utilizzo di configuratori di packaging, software di progettazione avanzata, tecnologie cognitive e sistemi di tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita del pack, dalla progettazione alla produzione, dalla comunicazione al fine vita. Un focus specifico è dedicato ai digital product passport e alle prospettive di integrazione con gli imballaggi, in vista delle prime applicazioni settoriali. Qui il tema non è solo quali strumenti vengano adottati, ma anche quali ostacoli ne frenino la diffusione: competenze interne, investimenti richiesti, cultura aziendale, interoperabilità dei sistemi.

Dal dato al confronto: il valore del gruppo di lavoro

Pack Around 2026 non si esaurisce nella sola pubblicazione del dossier. I risultati della ricerca saranno infatti al centro di un incontro di lavoro a porte chiuse, con un numero limitato di partecipanti tra aziende utilizzatrici di imballaggio e fornitori. In questo contesto, i dati diventano il punto di partenza per un confronto diretto su priorità, criticità e opportunità di collaborazione, generando insight qualitativi che arricchiscono ulteriormente la lettura dei numeri.

Per gli stampatori che decidono di esserci, il gruppo di lavoro è uno spazio privilegiato per ascoltare da vicino le aspettative dei brand, testare proposte, raccontare casi applicativi e posizionarsi come interlocutori strategici su temi come sostenibilità, innovazione di materiali, gestione dei rischi di supply chain e soluzioni digitali. È anche l’occasione per contribuire al video di resoconto, che restituisce le principali evidenze emerse dal confronto.

Il volume: contenuti, diffusione, opportunità di visibilità

I risultati della survey confluiranno in un volume monografico Pack Around 2026, con analisi dei dati, commenti degli esperti, contributi delle aziende e casi esemplificativi. Il book è distribuito in 6.000 copie cartacee sui circuiti Stratego Group e Largo Consumo, oltre che in versione digitale. Una quota significativa delle copie è indirizzata a brand, agenzie di comunicazione, designer e stampatori attivi nei comparti a più alto valore aggiunto – dal food & beverage al fashion, dal design alla cosmetica e al luxury – mentre il resto raggiunge le principali realtà della distribuzione moderna e dell’industria di beni durevoli e semidurevoli.

Questo fa sì che Pack Around non sia una semplice pubblicazione di settore, ma un sistema di contenuti che collega chi il packaging lo usa per portare i propri prodotti sul mercato e chi lo progetta e lo stampa. All’interno del dossier, gli stampatori che aderiscono al progetto possono raccontare la propria visione e le proprie esperienze con interviste e spazi dedicati, inseriti in un contesto editoriale fortemente qualificato e orientato ai contenuti. In altre parole, si tratta di una visibilità che nasce dal merito dei temi trattati, non da un tono promozionale.

Perché è un investimento strategico per gli stampatori

Per uno stampatore o un converter, partecipare a Pack Around 2026 significa, prima di tutto, avere accesso privilegiato a una mappa aggiornata degli investimenti e delle priorità dei propri clienti, in un anno segnato da cambiamenti normativi, pressioni sulla supply chain e accelerazioni tecnologiche. Significa poter allineare sviluppo prodotto, proposta commerciale e narrativa aziendale a trend che non sono percepiti, ma misurati.

Allo stesso tempo, la presenza nel volume e nel gruppo di lavoro permette di presidiare un terreno sempre più importante: quello del contenuto. Non solo capacità produttiva, ma anche competenza sui temi della sostenibilità, dell’ecodesign, della digitalizzazione e della gestione dei rischi di filiera.

Pack Around 2026 offre agli stampatori e ai converter la possibilità di posizionarsi in questo ruolo, parlando direttamente alle comunità dei brand e della distribuzione all’interno di un progetto editoriale riconosciuto, con un taglio analitico, rigoroso e di ampio respiro.