Tra digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione, il settore della stampa affronta una trasformazione profonda che impone nuove competenze oltre la tecnologia. Normative ambientali, fiscalità internazionale, dogane e bandi SIMEST diventano leve strategiche per le aziende di stampa e converting che sono chiamate a competere nei mercati globali.
Le rivoluzioni che hanno attraversato la fine del Ventesimo secolo e che hanno stravolto più volte le economie mondiali in questi primi vent’anni del nuovo Millennio riguardano anche un’industria complessa, affascinante e sempre attrattiva come quella della stampa. Dalle tipografie polverose alle linee produttive di nuova generazione, il settore ha vissuto una trasformazione profonda con l’avvento della stampa digitale, che oggi rappresenta il 50% del mercato, di fatto ridimensionando l’offset. Un segmento che muta forma, che segue con scrupolosa attenzione le evoluzioni innovative, segnando a livello globale una crescita importante. Una tendenza che resiste, focalizzandosi su fattori che, solo qualche decennio fa, non erano consideranti trainanti. Oltre che all’innovazione tecnologica o l’introduzione di nuovi macchinari (leggi crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0, due misure che, se ben sfruttate, hanno fatto fare un salto quantico agli imprenditori), l’attenzione ora e domani si dovrà concentrare sulla strategia: le imprese dovranno confrontarsi con normative internazionali sempre più articolate, con nuovi obblighi ambientali e con la necessità di garantire tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la filiera. Un settore tradizionalmente trainato da competenze tecniche si trova, quindi, a integrare dimensioni che un tempo erano periferiche, come governance fiscale, dogane e compliance ESG.
Il ruolo dei bandi SIMEST per un settore ad alta intensità tecnologica
“In questo contesto, i bandi SIMEST rappresentano una leva determinante anche per gli stampatori, i converter e le aziende del packaging – spiega Francesco Voltolina, Sales & Marketing Director di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee ed internazionali –. L’accesso a mercati esteri richiede investimenti significativi, dalla partecipazione a fiere internazionali allo sviluppo di piattaforme digitali, dall’apertura di strutture commerciali alla transizione ecologica dei processi produttivi. Il settore grafico e cartotecnico è particolarmente esposto a queste dinamiche e può trarre beneficio dalla possibilità di finanziare non solo attività operative, ma anche l’analisi e la pianificazione in ambito fiscale, doganale e ambientale, oggi elementi fondamentali per garantire continuità e margini nei progetti di internazionalizzazione”.
Le nuove complessità dei mercati extra-UE
L’espansione verso Paesi extra-UE implica una gestione attenta di aspetti doganali e fiscali che incidono direttamente sulla competitività: “La classificazione corretta dei materiali importati, l’origine preferenziale, l’applicazione di dazi o l’accesso a regimi agevolati influenzano tempi e costi – commenta Voltolina –. A questo si aggiungono nuovi strumenti regolatori come il CBAM, che introduce un prezzo sulle emissioni incorporate nei prodotti importati e interessa da vicino materiali utilizzati nella filiera della stampa e del packaging, come acciaio e alluminio. Parallelamente, il regolamento EUDR sulla deforestazione impone una tracciabilità rigorosa delle fibre e coinvolge in modo significativo tutte le aziende che lavorano carta, cartoncino e derivati. L’adeguamento richiede strumenti informativi, documenti di verifica e un controllo più stringente sulla supply chain globale”.
Le regole europee tra IVA, OSS e responsabilità ambientale
Anche all’interno dell’Unione europea il cambiamento è evidente. Le aziende che operano tramite ecommerce, piattaforme digitali o servizi cross-border devono gestire in modo accurato IVA, OSS/MOSS e registrazioni fiscali nazionali. Al tempo stesso si stanno consolidando i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore che, nel caso degli imballaggi, richiedono alle imprese contributi ambientali proporzionati alla riciclabilità e alla sostenibilità dei materiali utilizzati. “Per il settore della stampa e del packaging ciò significa ripensare la progettazione dei prodotti, valutare l’impatto ambientale lungo il ciclo di vita e rispondere alle richieste crescenti di brand e retailer che pretendono trasparenza e conformità” sottolinea Voltolina.
Integrare finanza, fiscalità e sostenibilità per competere davvero
In uno scenario così articolato, trattare finanza agevolata, fiscalità internazionale, dogane e obblighi ambientali come elementi separati rappresenta un rischio: “L’integrazione di questi aspetti è il vero fattore competitivo per chi vuole crescere nei mercati globali – ribadisce Voltolina –. La capacità di allineare un progetto SIMEST con gli obblighi di tracciabilità, con le logiche di transfer pricing, con gli adempimenti EPR e con le nuove regole su CBAM ed EUDR consente alle imprese di costruire una strategia di internazionalizzazione solida, sostenibile e credibile agli occhi dei clienti e delle istituzioni”.


