La stampa digitale amplia il proprio campo applicativo, dalla decorazione di bottiglie e contenitori fino ai componenti industriali dalle geometrie più complesse. Robotica, sistemi multiassiali, stampa elicoidale e tecnologie single-pass stanno contribuendo allo sviluppo del Direct-to-Shape. Una panoramica dei principali produttori, delle soluzioni più recenti e delle sfide tecnologiche di un mercato in evoluzione.

L’evoluzione delle tecnologie che consentono la stampa diretta su oggetti sta aprendo nuove prospettive all’inkjet industriale. Bottiglie, lattine, tubetti, contenitori cosmetici, articoli sportivi e componenti tecnici possono essere decorati senza ricorrere a etichette, transfer o altri supporti intermedi. Il processo si svolge direttamente sulla superficie del prodotto, con i vantaggi della stampa digitale in termini di personalizzazione, variabilità dei dati e gestione delle tirature.

Se il principio è relativamente semplice, la sua applicazione industriale, soprattutto quando si affrontano geometrie complesse, richiede un controllo estremamente accurato del processo.

In questo scenario si fa strada il Direct-to-Shape (DtS), una delle applicazioni più interessanti della stampa inkjet industriale. Il settore comprende soluzioni molto diverse per architettura e capacità produttiva: dalle macchine rotative per contenitori cilindrici alle piattaforme single-pass, fino ai sistemi robotizzati capaci di seguire superfici tridimensionali irregolari.

La varietà delle configurazioni riflette quella delle applicazioni. Nella decorazione di bottiglie o lattine, dove la geometria del supporto è relativamente prevedibile, l’attenzione si concentra soprattutto sulla produttività, sul registro e sulla qualità dell’immagine. Per un casco, un componente automotive o un articolo sportivo con curvature multiple, diventano invece determinanti la libertà di movimento e la capacità di adattare la traiettoria di stampa alla forma dell’oggetto.

Come funziona la stampa inkjet Direct-to-Shape

Una testina inkjet deve depositare le gocce mantenendo una distanza dal supporto compatibile con le caratteristiche del sistema di espulsione. Quando la superficie è curva, inclinata o presenta variazioni di quota, cambiano continuamente le condizioni nelle quali le gocce raggiungono il substrato.

La precisione di posizionamento dipende quindi dalla cinematica della macchina, dalla velocità relativa tra testina e oggetto, dalle caratteristiche del fluido e dalla capacità del sistema di sincronizzare l’espulsione delle gocce con il movimento.

Il controllo della distanza di stampa

Uno degli aspetti tecnicamente più delicati riguarda il jetting gap, la distanza tra la superficie degli ugelli e il substrato. All’aumentare di questa distanza cresce il tempo di volo delle gocce e, di conseguenza, la sensibilità del loro posizionamento alle condizioni di espulsione e al movimento relativo del supporto.

Le caratteristiche della testina, la dimensione e la velocità delle gocce, le forme d’onda di pilotaggio e le proprietà reologiche dell’inchiostro devono essere valutate insieme.

Gli aspetti progettuali del Direct-to-Shape, devono tenere conto della geometria, della scelta del sistema inkjet, della movimentazione e delle tolleranze dimensionali dell’oggetto. Anche una variazione minima nella posizione del componente può tradursi in un errore di registro, particolarmente evidente quando la decorazione deve raccordarsi lungo l’intera circonferenza.

Movimentazione, inchiostri e trattamento superficiale

Nella stampa rotativa l’oggetto ruota davanti alle testine; nei sistemi elicoidali alla rotazione si combina una traslazione assiale, così da costruire progressivamente l’immagine. Le architetture contour-following adattano il movimento al profilo del supporto, mentre quelle robotizzate utilizzano più assi interpolati per controllare l’orientamento dell’oggetto rispetto al gruppo inkjet.

Un ulteriore elemento è rappresentato dal materiale. Vetro, alluminio, acciaio, PET, PE e PP presentano caratteristiche superficiali differenti, che influenzano bagnabilità, adesione e resistenza della decorazione. Trattamenti al plasma, alla fiamma o corona, applicazione di primer e polimerizzazione UV o UV LED sono quindi parte integrante della configurazione di stampa.

Sistemi Direct-to-Shape robotizzati per oggetti 3D

La robotica permette di affrontare componenti con superfici diversamente orientate, curvature multiple e geometrie difficilmente gestibili attraverso una semplice rotazione. La sfida consiste nel coordinare il movimento del pezzo e quello del sistema inkjet, mantenendo condizioni di deposizione stabili lungo l’intera traiettoria.

Epson CONTOURJET: robotica e testine PrecisionCore

Tra le novità più significative del 2026 figura CONTOURJET di Epson, una piattaforma che riunisce due competenze consolidate del costruttore giapponese: le testine inkjet PrecisionCore e la robotica industriale.

L’architettura prevede un robot a sei assi che movimenta il componente da decorare, mentre le testine sono installate su gruppi mobili azionati da motori lineari. La combinazione dei movimenti consente di mantenere sotto controllo la distanza di stampa durante il passaggio su superfici curve, inclinate o caratterizzate da variazioni di profilo.

Il sistema utilizza testine PrecisionCore S800 con risoluzione di 600 × 600 dpi e può essere configurato con diversi canali di inchiostro, compresi bianco e trasparente per effetti decorativi e materici.

CONTOURJET si rivolge principalmente a produzioni con elevata varietà di articoli e volumi contenuti, in settori come automotive, articoli sportivi e componentistica industriale. L’introduzione commerciale europea è prevista dal 2027, con la possibilità di effettuare prove applicative presso l’Experience Centre Epson di Neuss, in Germania.

Cyan Tec Robojet: celle di stampa personalizzate

Un’impostazione basata sull’integrazione tra robotica e inkjet caratterizza anche Robojet di Cyan Tec Systems. La piattaforma britannica è concepita come una cella industriale modulare, configurabile in funzione delle dimensioni del componente, delle superfici da decorare e del ciclo produttivo richiesto.

Il robot movimenta l’oggetto rispetto al sistema di stampa, permettendo di raggiungere aree con orientamenti differenti. L’impianto può comprendere trattamento superficiale al plasma, stampa CMYK con bianco, pinning UV e polimerizzazione finale.

Robojet è particolarmente interessante per applicazioni nelle quali la geometria del pezzo richiede attrezzaggi dedicati. La progettazione della cella comprende lo studio dei punti di presa, delle traiettorie, dell’accessibilità delle superfici e della sequenza di stampa, con l’obiettivo di garantire ripetibilità e qualità anche su componenti complessi.

Engineered Printing Solutions: XD-R e XD-360

Negli Stati Uniti, Engineered Printing Solutions, società del gruppo Xaar, propone un portafoglio che comprende differenti architetture Direct-to-Object.La soluzione più orientata alle geometrie tridimensionali è XD-R, nella quale un sistema di stampa inkjet single-pass viene integrato con un robot articolato a sei assi. La movimentazione permette di presentare alle testine superfici con curvature composte e più facce dello stesso componente.

La macchina può essere personalizzata attraverso sistemi di visione, sensori per il posizionamento, attrezzaggi specifici e moduli di pretrattamento e curing.

Per i contenitori cilindrici EPS dispone invece di XD-360, progettata per la stampa circonferenziale single-pass su bottiglie, tubi e altri articoli rotondi, con produttività dichiarate fino a 5.000 pezzi all’ora. Le due piattaforme rispondono a esigenze differenti: massima accessibilità geometrica nel primo caso, elevata capacità produttiva nel secondo.

Stampa inkjet su cilindri, coni e superfici sagomate

Tra le macchine rotative tradizionali e i sistemi robotizzati si colloca una famiglia di tecnologie che amplia la varietà delle forme stampabili attraverso movimentazioni elicoidali, contour-following e una maggiore distanza utile di jetting.

LSINC Peri Series: la stampa segue il profilo

LSINC ha sviluppato la famiglia Peri Series, dedicata alla decorazione diretta di oggetti cilindrici, conici e sagomati.

La piattaforma Perivallo360m utilizza una tecnologia di stampa elicoidale contour-following: durante la rotazione dell’oggetto, il sistema segue il profilo del supporto per mantenere condizioni di deposizione adeguate anche in presenza di variazioni di diametro e superfici rastremate.

La macchina può lavorare con conicità fino a ±30 gradi e gestire oggetti di lunghezza fino a circa 406 mm. La gamma comprende inoltre PeriQ360, dotata di quattro stazioni per incrementare la capacità produttiva, e PeriH, sviluppata per recipienti provvisti di manico.

Dal 2026 la Peri Series è distribuita a livello internazionale da Roland DG, un accordo che amplia la presenza commerciale di queste tecnologie nei mercati della decorazione industriale e del packaging personalizzato.

Inkcups Helix High Throw: maggiore distanza di jetting

La gestione delle variazioni di quota è al centro dello sviluppo di Inkcups. Con Helix High Throw, presentata nel 2026, il costruttore ha ampliato le possibilità applicative della propria tecnologia di stampa cilindrica UV.

La piattaforma permette di affrontare differenze di quota fino a circa 15 mm, rendendo accessibili oggetti con gradini, profili irregolari e zone prossime all’attacco dei manici. La risoluzione dichiarata arriva a 1.200 × 600 dpi.

La stessa impostazione tecnologica viene utilizzata sulla X5-T High Throw, una flatbed UV destinata alla decorazione di oggetti arrotondati, leggermente curvi o con variazioni superficiali.

L’ampliamento della distanza di jetting richiede un controllo particolarmente accurato della traiettoria delle gocce, ma consente di estendere il campo applicativo delle macchine senza aumentare in modo significativo la complessità della movimentazione.

Roland DG VersaOBJECT RC-300: decorazione UV elicoidale

Anche Roland DG ha rafforzato nel 2026 la propria offerta per la stampa diretta su oggetti con VersaOBJECT RC-300 e RC-300c.

Le due macchine utilizzano un sistema di stampa UV elicoidale per decorare contenitori cilindrici e leggermente conici. Il diametro massimo dichiarato è di 127 mm, con conicità fino a 10 gradi e risoluzione fino a 1.200 dpi.

La configurazione degli inchiostri comprende CMYK, bianco, gloss e primer, così da ampliare la compatibilità con materiali e finiture differenti. La versione RC-300c è stata sviluppata anche per la decorazione di recipienti trasparenti e traslucidi.

Le applicazioni riguardano soprattutto packaging premium, drinkware, prodotti promozionali e piccole serie personalizzate. Attraverso la distribuzione dei sistemi LSINC, Roland DG dispone inoltre di soluzioni destinate a esigenze industriali più articolate.

Innovative Digital Systems: RevPro 360 e RevHDL

Tra gli specialisti del settore figura Innovative Digital Systems – IDS, con una gamma di stampanti UV Direct-to-Object che comprende RevPro 360 e RevHDL.

RevPro 360 è progettata per oggetti cilindrici e rastremati e utilizza testine Ricoh Gen 6, una configurazione high-gap e sistemi di regolazione dell’inclinazione e rilevamento del contorno.

L’obiettivo è mantenere una corretta deposizione dell’inchiostro anche quando la superficie presenta variazioni rispetto alla geometria cilindrica ideale.

RevHDL è invece dedicata a recipienti dotati di manico, come mug e tumbler, per i quali occorre coordinare la rotazione dell’oggetto con le aree effettivamente raggiungibili dalle testine. La gamma IDS comprende anche sistemi flatbed high-gap e soluzioni single-pass, destinati ad applicazioni con differenti esigenze di produttività e flessibilità.

Mimaki Kebab HS: stampa a 360 gradi su flatbed UV

Nel segmento delle produzioni di piccolo e medio formato, Mimaki propone un approccio basato sull’estensione delle proprie stampanti flatbed UV.

L’accessorio Kebab HS, compatibile con specifiche configurazioni della serie UJF, consente di stampare a 360 gradi su oggetti cilindrici attraverso un dispositivo rotativo installato sul piano della macchina.

Il sistema gestisce diametri compresi tra 50 e 100 mm, lunghezze fino a circa 300 mm e conicità fino a 7,5 gradi. Rispetto alla precedente generazione Kebab MkII, il costruttore dichiara una produttività fino a tre volte superiore.

La soluzione permette di ampliare le applicazioni delle flatbed UV alla decorazione di bottiglie, bicchieri, tumbler e articoli promozionali, sfruttando le possibilità offerte dagli inchiostri UV nella stampa su materiali differenti.

ArrowJet Spin Pro: decorazione cilindrica ad alta risoluzione

Sempre nell’ambito della decorazione circonferenziale opera Arrow Digital con ArrowJet Spin Pro, sistema UV per la stampa diretta su bottiglie, contenitori, bicchieri e altri oggetti cilindrici.

La macchina impiega testine Ricoh G5i, polimerizzazione UV LED e una configurazione che comprende CMYK, bianco e vernice. La risoluzione massima dichiarata raggiunge 1.800 dpi, mentre i diametri gestibili sono compresi tra 60 e 260 mm.

La possibilità di depositare direttamente il bianco e la vernice amplia le opzioni decorative, soprattutto sui supporti trasparenti e nei prodotti che richiedono finiture differenziate.

La movimentazione rotativa assicura il controllo della posizione dell’oggetto, mentre la tecnologia digitale consente di modificare rapidamente i soggetti e gestire produzioni con un’elevata variabilità grafica.

Direct-to-Shape per packaging e contenitori industriali

Nella decorazione dei contenitori industriali, il Direct-to-Shape si confronta con processi consolidati come serigrafia, dry offset, tampografia ed etichettatura.

Le prestazioni richieste comprendono qualità di stampa, resistenza della decorazione, continuità produttiva e costi per pezzo compatibili con i volumi del settore. Le macchine sviluppate per queste applicazioni adottano architetture fortemente specializzate, nelle quali alimentazione, movimentazione e stampa vengono ottimizzate in funzione del contenitore.

Koenig & Bauer Kammann K4 DP: decorazione di hollow ware

Koenig & Bauer Kammann affronta queste esigenze con K4 DP, piattaforma progettata specificamente per la decorazione digitale di hollow ware in vetro, plastica e metallo.

La macchina può essere configurata in versione automatica o semiautomatica e utilizza un braccio inclinabile per orientare il contenitore rispetto alle testine. Questa soluzione permette di gestire geometrie differenti e oggetti non perfettamente cilindrici, mantenendo un controllo accurato della distanza e della posizione di stampa.

La risoluzione arriva a 720 dpi e il sistema può realizzare anche effetti decorativi in rilievo. K4 DP trova applicazione soprattutto nel packaging premium, nella cosmetica, nella profumeria e nel beverage, settori nei quali la qualità visiva e tattile della decorazione assume un ruolo determinante.

Hinterkopf DX Series: stampa digitale a 360 gradi

Una lunga esperienza nella decorazione digitale dei corpi cavi caratterizza Hinterkopf, che ha sviluppato la DX Series per la stampa a 360 gradi su contenitori cilindrici in alluminio, acciaio e plastica.

La piattaforma gestisce diametri indicativamente compresi tra 9 e 165 mm e raggiunge una risoluzione dichiarata di 1.500 dpi. Le applicazioni comprendono tubi, aerosol, lattine, bottiglie e altri contenitori industriali.

La DX è orientata in particolare alla flessibilità di formato e alla gestione economica delle produzioni di piccola e media tiratura. Accanto a questa famiglia rimane la D Series, sviluppata per applicazioni che richiedono elevata qualità fotografica.

Nell’agosto 2026 Hinterkopf ha inoltre acquisito tecnologie, brevetti, macchine e ricambi di Velox Pure Digital, annunciando una futura V Series destinata alle produzioni ad alta velocità. L’operazione amplia il portafoglio tecnologico del costruttore, con piattaforme indirizzate a differenti livelli di produttività e costo unitario.

Polytype: DigiTube, DigiCan e DigiBottle

Un’impostazione fortemente specializzata caratterizza l’offerta di Polytype, che ha sviluppato sistemi di decorazione digitale per diverse famiglie di contenitori.

DigiTube G3 rappresenta la generazione più recente dedicata ai tubi, con un’architettura aggiornata e la possibilità di estendere il gamut cromatico oltre CMYK e bianco attraverso colori aggiuntivi come arancione, viola e verde.

DigiCan è destinata alla stampa single-pass su lattine e contenitori metallici, con produttività dichiarate fino a 120 pezzi al minuto. La gamma comprende anche DigiBottle, per bottiglie e contenitori plastici, con capacità fino a 100 pezzi al minuto, e DigiCup, dedicata ai bicchieri.

La specializzazione delle singole piattaforme consente di ottimizzare sistemi di alimentazione, movimentazione, stampa e polimerizzazione in funzione delle caratteristiche dimensionali del supporto.

OMSO Servojet: stampa digitale per tubi e flaconi

In Italia, OMSO propone Servojet, una piattaforma digitale destinata alla decorazione diretta di tubi, flaconi, bottiglie e altri contenitori, particolarmente rilevante nei settori cosmetico e beauty.

Il sistema può essere configurato fino a sette colori e integra tecnologie di movimentazione e polimerizzazione UV LED. La capacità di gestire superfici non perfettamente uniformi amplia le possibilità applicative, mentre il workflow digitale facilita i cambi di soggetto e la produzione di varianti grafiche.

Nella configurazione per tubi, OMSO dichiara produttività fino a 100 pezzi al minuto; per le bottiglie, fino a 70 pezzi al minuto, in funzione delle caratteristiche del contenitore e della decorazione.

La tecnologia risponde in particolare alle esigenze di un packaging nel quale aumentano referenze, versioni linguistiche, edizioni speciali e frequenza dei cambi grafici.

Martinenghi Tech Michelangelo KX48P: inkjet contactless

Un altro costruttore italiano presente in questo segmento è Martinenghi Tech, con Michelangelo KX48P, piattaforma inkjet sviluppata per la decorazione di tubi, aerosol e altri contenitori cilindrici.

La macchina utilizza un processo di stampa piezoelettrico contactless con inchiostri UV e integra sistemi di movimentazione e controllo per assicurare il corretto posizionamento dell’immagine.

L’assenza di contatto tra organi di stampa e superficie del contenitore riduce le sollecitazioni meccaniche sul supporto e consente di affrontare decorazioni che richiedono precisione e uniformità.

Il workflow digitale permette inoltre di gestire soggetti differenti all’interno della stessa sequenza produttiva. Questa caratteristica è particolarmente interessante per campionature, versioni personalizzate e lotti caratterizzati da frequenti cambi di grafica.

Jetron D2Shape: CT40 e CT80 per produzioni industriali

Nel panorama internazionale, Jetron ha sviluppato la famiglia D2Shape, dedicata alla stampa digitale diretta su contenitori cilindrici e conici.

Tra i modelli figurano CT40 e CT80, con capacità produttive dichiarate rispettivamente fino a 3.000 e 6.000 pezzi all’ora. I sistemi possono gestire diametri compresi tra 20 e 300 mm e prevedono differenti tecnologie di preparazione superficiale, tra cui plasma, fiamma e ionizzazione, oltre alla polimerizzazione UV LED.

La gamma è destinata a bottiglie, tubi, lattine, bicchieri e altri contenitori, con una particolare attenzione alla produttività industriale.

Jetron costituisce inoltre un esempio concreto dell’integrazione tra costruttori di macchine e fornitori di tecnologie inkjet: i suoi sistemi utilizzano soluzioni elettroniche e software di Meteor Inkjet per il controllo delle testine.

Machines Dubuit MD-9360: stampa su contenitori cilindrici

La francese Machines Dubuit dispone di competenze consolidate nella stampa su oggetti e ha sviluppato sistemi digitali destinati alla decorazione industriale.

Tra questi figura MD-9360, una macchina inkjet progettata per contenitori cilindrici come bicchieri, tubi cosmetici e altri articoli cavi. L’architettura comprende una torretta verticale con 20 mandrini servoazionati e può essere configurata fino a sette colori e 21 testine.

La gestione servoassistita dei mandrini consente di controllare la posizione del supporto durante le differenti fasi del ciclo. La macchina è concepita per produzioni industriali nelle quali la ripetibilità del posizionamento, la qualità della decorazione e la continuità di funzionamento sono requisiti essenziali.

Testine, elettronica e software per la stampa Direct-to-Shape

La panoramica dei costruttori evidenzia un aspetto importante: nel Direct-to-Shape le prestazioni dipendono dall’integrazione di tecnologie differenti. La scelta della testina è determinante, ma da sola non definisce le capacità del sistema.

Meteor Inkjet, Xaar e GIS: le tecnologie abilitanti

Meteor Inkjet sviluppa elettronica di pilotaggio e software per l’integrazione di testine industriali in configurazioni che comprendono anche robot e sistemi di movimentazione complessi.

La sincronizzazione tra movimento e generazione delle gocce assume particolare rilevanza quando l’oggetto cambia orientamento o velocità rispetto al gruppo di stampa.

Xaar, oltre a sviluppare testine piezoelettriche per applicazioni industriali, è presente nel settore attraverso Engineered Printing Solutions. Le tecnologie di espulsione delle gocce, la gestione di fluidi con differenti caratteristiche e la possibilità di operare a distanze di stampa maggiori sono elementi particolarmente importanti nelle applicazioni su superfici irregolari.

Anche Global Inkjet Systems opera sul fronte dell’elettronica, del software e del controllo delle testine. La gestione delle waveform, la sincronizzazione con gli assi macchina e l’elaborazione dei dati di stampa sono aspetti fondamentali per ottenere una deposizione precisa e ripetibile.

Visione artificiale e gestione del processo

A questi si aggiungono i sistemi di visione e misura, utilizzati per verificare la posizione del componente, rilevare eventuali scostamenti dimensionali e correggere la traiettoria.

Nei processi più complessi, la qualità finale dipende dalla capacità di coordinare tutte queste informazioni in tempo reale.

Un ruolo altrettanto importante è svolto dagli inchiostri. La loro formulazione deve garantire compatibilità con la testina, corretta formazione delle gocce, adesione al substrato e resistenza alle condizioni di utilizzo del prodotto finito.

Nei contenitori destinati al packaging, la scelta del sistema di inchiostrazione e polimerizzazione deve inoltre tenere conto degli specifici requisiti applicativi e normativi.

Produttività, flessibilità e costo per pezzo: come scegliere un sistema DtS

L’evoluzione del Direct-to-Shape procede lungo direttrici tecnologiche differenti, legate alle caratteristiche dei mercati di destinazione.

Nella decorazione industriale dei contenitori, dove i volumi possono raggiungere migliaia di pezzi all’ora, l’attenzione dei costruttori si concentra sulla produttività, sull’automazione e sulla riduzione dei tempi di cambio formato. Le architetture single-pass e i sistemi rotativi multistazione permettono di integrare la stampa digitale in cicli produttivi caratterizzati da elevata continuità operativa.

Per componenti tecnici, articoli sportivi e oggetti dalle geometrie complesse assumono maggiore importanza la libertà di movimento, l’accessibilità delle superfici e la possibilità di adattare rapidamente il processo a prodotti differenti.

Il costo industriale oltre la velocità nominale

Rimane centrale il tema del costo per pezzo. La valutazione economica deve comprendere, oltre alla velocità nominale, i tempi di preparazione, l’attrezzaggio, la gestione dei cambi formato, il consumo di inchiostro, le operazioni di pretrattamento e polimerizzazione, gli scarti e la disponibilità effettiva dell’impianto.

Tra questi due ambiti si sta sviluppando un’ampia fascia di applicazioni che beneficia delle tecnologie contour-following, high-gap e high-throw. Sono soluzioni che permettono di affrontare forme più articolate mantenendo architetture di macchina relativamente compatte e livelli di investimento proporzionati ai volumi produttivi.

Software e automazione guideranno la prossima evoluzione

Anche il software avrà un peso crescente. La possibilità di acquisire o importare la geometria tridimensionale dell’oggetto, elaborare automaticamente le traiettorie, compensare le deformazioni dell’immagine e coordinare i movimenti della macchina potrà ridurre sensibilmente il lavoro necessario per avviare una nuova produzione.

Il Direct-to-Shape sta così ampliando le possibilità applicative dell’inkjet industriale, portando la stampa digitale direttamente all’interno del processo di fabbricazione e decorazione del prodotto.

La maturità delle diverse soluzioni dipenderà dalla capacità di coniugare qualità di deposizione, ripetibilità, produttività e sostenibilità economica, con sistemi sufficientemente flessibili da rispondere alla crescente varietà di forme, materiali e requisiti applicativi.

Per le aziende di stampa e decorazione industriale si apre un ambito tecnologico che merita attenzione. La crescente disponibilità di piattaforme specializzate, componenti inkjet e soluzioni di automazione rende possibile affrontare lavorazioni che fino a pochi anni fa richiedevano processi più articolati o attrezzature dedicate.

La scelta della tecnologia dovrà partire dalle caratteristiche del prodotto e dai volumi richiesti, considerando l’intero processo, dalla preparazione della superficie alla verifica della decorazione finita.