Innovation in Paper Packaging è un premio speciale dell’Oro della Stampa, ecco i trend che caratterizzano questo comparto del printing e del converting

Dagli astucci ai cofanetti di lusso fino alle nuove carte barriera per il packaging flessibile, la ricerca sul packaging cellulosico punta a ridurre materiali e complessità senza rinunciare a prestazioni, riconoscibilità, esperienza sensoriale e accessibilità. Proprio a questo comparto l’Oro della Stampa ha dedicato una  categoria specifica che invita aziende italiane dell’industria del printing e del converting a candidarsi per concorrere al prestigioso premio. A questo link i dettagli dell’ORO per INNOVATION IN PAPAER PACKAGING. Per candidarsi c’è tempo fino al 15 settembre 2026.

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Il packaging premium cerca una nuova idea di lusso

Nel packaging in carta e cartoncino l’innovazione sta assumendo forme molto diverse. Per astucci, scatole rivestite, fondo-coperchio e cofanetti premium, la sfida non è semplicemente utilizzare materiali percepiti come più sostenibili, ma mantenere – e possibilmente aumentare – quella capacità di sorprendere che nel beauty, nel fashion, nella cosmetica, nel food di alta gamma e nella profumeria rappresenta parte integrante del prodotto.

La ricerca interessa quindi cartoncini più leggeri ma performanti, carte speciali, fibre riciclate o provenienti da flussi alternativi e strutture capaci di ridurre l’overpackaging mantenendo rigidità, precisione di cordonatura e qualità delle superfici. Parallelamente cresce l’attenzione verso costruzioni più semplici, separabili e progettate fin dall’origine in funzione del fine vita.

È una trasformazione che riguarda anche il concetto stesso di valore. Un recente approfondimento di SDA Bocconi sottolinea come, nelle industrie ad alta intensità simbolica, il packaging si sia progressivamente spostato da elemento accessorio a componente strategica nella costruzione del valore percepito e nella differenziazione del marchio.

La nobilitazione resta protagonista, ma diventa più selettiva

Nel lusso, meno materiale non significa necessariamente meno emozione. Anzi, proprio la nobilitazione permette oggi di costruire valore intervenendo in maniera estremamente precisa sulla superficie. Foil, stampa a caldo, embossing e debossing, micro-rilievi, verniciature selettive, effetti tattili e contrasti tra opaco e lucido trasformano la carta in un vero elemento narrativo.

Il trend emergente non sembra però essere quello dell’accumulo di effetti. La direzione è piuttosto verso una nobilitazione mirata e coerente con l’identità del brand: un dettaglio metallico che intercetta la luce, un logo impresso a secco, una texture percepibile al tatto o una superficie materica possono comunicare qualità senza rendere il packaging ridondante. Nel 2026 si registra infatti una rinnovata attenzione verso stamping, embossing e debossing proprio perché consentono al packaging cartaceo di generare un’esperienza fisica difficile da replicare attraverso la comunicazione digitale.

Nobilitazione e sostenibilità sono quindi chiamate a essere progettate insieme. Il valore dell’effetto speciale deve essere commisurato alla sua funzione comunicativa e valutato anche rispetto a materiali, processi di separazione e riciclabilità dell’intera confezione.

Sullo scaffale il design deve farsi riconoscere in pochi secondi

Se nel lusso il packaging può costruire un’esperienza lenta e rituale, nel mercato mainstream deve affrontare una sfida diversa: emergere in uno spazio affollato e rendere immediatamente riconoscibile prodotto e marca.

Per astucci e confezioni in cartoncino destinati al largo consumo, innovare significa quindi lavorare su forme, colore, gerarchie grafiche, tipografia e struttura, utilizzando la superficie stampata come una vera architettura dell’informazione. Il design deve attirare a distanza e diventare progressivamente più informativo man mano che il consumatore si avvicina al prodotto.

Anche qui la nobilitazione può giocare un ruolo importante, ma con logiche differenti rispetto al luxury. Una vernice tattile, un particolare lucido, un piccolo elemento metallizzato o un rilievo possono diventare punti focali capaci di differenziare una referenza senza incidere eccessivamente sulla struttura del pack. Il principio è utilizzare stampa e finishing non come decorazione aggiunta, ma per costruire una gerarchia visiva immediatamente comprensibile.

La stessa progettazione contemporanea tende inoltre a considerare insieme identità, informazioni obbligatorie e capacità di distinguersi: il packaging retail deve comunicare rapidamente marca, variante e caratteristiche del prodotto pur mantenendo lo spazio necessario a informazioni, codici e indicazioni normative.

Packaging accessibile: progettare per un pubblico più ampio

A questa evoluzione si aggiunge un tema sempre più rilevante: l’accessibilità. Il packaging non deve soltanto essere bello da vedere, ma facile da comprendere e utilizzare.

Caratteri leggibili, gerarchie grafiche chiare, contrasti cromatici adeguati, pittogrammi intuitivi, elementi tattili e sistemi di apertura che richiedano minore forza o destrezza possono ampliare la platea degli utilizzatori. Anche Braille, codici digitali, NFC e sistemi connessi possono aggiungere livelli informativi senza sovraccaricare graficamente la confezione.

Il punto interessante è che il design inclusivo non deve necessariamente produrre packaging esteticamente “speciali”. Quando accessibilità e identità vengono sviluppate insieme, una soluzione più intuitiva può migliorare l’esperienza di tutti gli utenti.

L’e-commerce premium porta il lusso dentro casa

Un capitolo sempre più rilevante riguarda inoltre il packaging destinato all’e-commerce, soprattutto nel segmento alto di gamma. Qui viene meno uno degli elementi fondamentali del retail tradizionale: lo scaffale. La prima esperienza fisica con il brand avviene quando il pacco arriva a destinazione.

Il packaging deve quindi affrontare contemporaneamente esigenze apparentemente opposte: resistere a trasporto e movimentazione, limitare volumi e materiali, proteggere superfici e prodotto e, al momento dell’apertura, ricostruire la percezione premium del marchio.

L’innovazione si sposta così sul right-sizing, sugli inserti e sistemi di protezione paper-based, sulle aperture intuitive e sulle strutture che evitano la successione di scatole dentro altre scatole. Ma anche la parte interna acquista valore comunicativo: stampa, messaggi, texture, carte colorate e piccoli dettagli possono trasformare l’unboxing nel corrispettivo digitale della presentazione in boutique. Nel design per e-commerce, infatti, struttura, grafica e materiali devono essere calibrati in funzione di un percorso distributivo differente da quello del retail.

La carta entra in territori sempre più “flessibili”

L’altra grande frontiera della ricerca riguarda le carte destinate ad applicazioni che richiedono flessibilità e proprietà barriera. Qui lo sviluppo interessa coating e trattamenti capaci di proteggere da grassi, ossigeno, umidità e aromi, garantendo contemporaneamente saldabilità, stampabilità e compatibilità con linee industriali ad alta velocità.

La prospettiva più interessante è quella del fit-for-purpose: non aggiungere prestazioni indiscriminatamente, ma costruire la barriera realmente necessaria alla specifica applicazione. È un percorso che porta produttori di carta, chimica, coating, tecnologie di stampa e costruttori di macchine per il packaging a lavorare sempre più a monte e in maniera congiunta.

Lo sviluppo di queste nuove carte amplia così il territorio del fibre-based packaging e avvicina due mondi tradizionalmente distinti, quello degli imballaggi cartotecnici e quello del packaging flessibile, senza cancellarne le differenti caratteristiche tecniche.

Dal design for recycling al design for people

Il PPWR sta accelerando lightweighting, riduzione dell’overpackaging, riciclabilità e progettazione orientata al fine vita. Ma il futuro del packaging in carta appare più articolato della sola sostituzione o riduzione dei materiali.
La vera innovazione consiste nel riuscire a mettere insieme prestazioni, efficienza industriale, sostenibilità, attrattività e facilità d’uso. Per il lusso significa creare valore con meno materia e nobilitazioni più consapevoli; per il mainstream costruire riconoscibilità e shelf impact; per l’e-commerce trasferire l’esperienza del brand fino alla casa del consumatore; per le nuove carte barriera, conquistare applicazioni sempre più complesse.
È in questa convergenza tra tecnologia, creatività e progettazione che il packaging in carta sta probabilmente trovando il proprio terreno di innovazione più fertile.