Il mercato del wide format che, nonostante possa essere definito maturo, nel 2025 ha visto arrivare da parte dei vendor molte implementazioni tecnologiche e di processo
Le aziende italiane hanno approcciato l’aggiornamento tecnologico come leva di competitività?
Il mercato del wide format può essere considerato maturo dal punto di vista tecnologico, anche per l’elevato numero di soluzioni e piattaforme di stampa oggi disponibili. Le principali tecnologie sono ampiamente diffuse e consolidate, ma questo non significa affatto che il settore sia fermo.
Le innovazioni introdotte dai vendor nell’ultimo periodo confermano, infatti, un’evoluzione continua, che non riguarda solo la qualità o la velocità di stampa, ma soprattutto il modo in cui la produzione viene organizzata.
In Italia, in particolare, le aziende più strutturate e orientate al mercato stanno utilizzando l’aggiornamento tecnologico come una vera leva di competitività. Gli investimenti vengono valutati non soltanto in funzione delle prestazioni della macchina da stampa, ma sempre più in base alla capacità di aumentare l’efficienza complessiva: automazione, integrazione dei flussi di lavoro, riduzione dei tempi improduttivi, maggiore controllo sulle commesse.
È soprattutto nella possibilità di creare efficienza “attorno” alla macchina che si concentrano oggi le attenzioni delle imprese: dall’ingresso dell’ordine alla prestampa, dalla gestione dei materiali fino alle fasi di finitura e consegna.
L’obiettivo comune è lavorare meglio, con processi più stabili e prevedibili, riducendo errori e sprechi e rispondendo con maggiore efficacia a richieste che ormai sono centrali nel mercato: personalizzazione, rapidità di esecuzione e sostenibilità.
In altre parole, la tecnologia non è più solo un upgrade, ma uno strumento per ripensare il modo di produrre e per difendere – o aumentare – la marginalità in un contesto sempre più competitivo.
In quali ambiti vede maggiori margini di crescita per le aziende italiane che operano nel mercato di riferimento di FESPA?
In Italia le opportunità di crescita nel wide format si concentrano soprattutto negli ambiti applicativi ad alto valore aggiunto, più che sui volumi. La spinta più interessante, oggi, arriva da quei segmenti in cui la stampa è parte di un progetto più ampio, in cui contano competenza, consulenza, capacità di proporre soluzioni e non soltanto di produrre metri quadrati.
Un primo ambito in crescita è quello della decorazione e dell’interior: wallcovering, superfici decorative, applicazioni per l’architettura e il contract, ma anche soft signage. Sono aree che mostrano segnali costanti di sviluppo e che vedono nel binomio qualità di stampa e sostenibilità ecologica una chiave di mercato sempre più rilevante.
Brand e utenti finali cercano soluzioni belle, coerenti con l’identità del marchio, ma anche più attente a materiali, inchiostri e processi.
Un secondo spazio di crescita riguarda la grafica per retail, allestimenti e visual communication. Qui la differenza la fanno la personalizzazione e la rapidità, non solo nella produzione ma anche nell’installazione. È un settore in cui le richieste cambiano velocemente e la capacità di rispondere “bene e subito” è determinante.
Proprio in quest’area, inoltre, le sinergie e le collaborazioni tra imprese possono diventare un vero moltiplicatore di valore: unendo competenze e specializzazioni diverse si possono offrire servizi più completi e ridurre inefficienze. Infine, ci sono le applicazioni tecniche e speciali: film funzionali, materiali certificati, soluzioni per ambienti complessi e contesti dove servono requisiti specifici.
Qui il wide format diventa anche tecnologia applicata, con opportunità interessanti per chi investe in know-how e in una proposta più specialistica. Al contrario, sulle applicazioni più standardizzate e replicabili si osserva una pressione competitiva più forte.
In quei segmenti, dove la differenziazione è ridotta, la concorrenza tende a spostarsi soprattutto sul prezzo e i margini, inevitabilmente, si comprimono. Per molte aziende, quindi, la crescita passa dalla capacità di spostarsi su lavori meno “commodity” e più progettuali, dove la qualità del servizio pesa quanto – se non più – della sola produzione.
FESPA ITALIA ha messo in campo una serie di nuove iniziative per essere più vicina al proprio mercato e per creare un maggiore engagement. Come sono state accolte dai vostri associati e potenziali soci? Quali iniziative caratterizzeranno il 2026?
Le iniziative messe in campo da FESPA Italia nell’ultimo periodo, e quelle già impostate nel progetto 2026, nascono dall’esigenza di essere più vicini al mercato reale, favorendo il confronto diretto tra aziende, fornitori e professionisti del settore. L’obiettivo non è solo “fare attività associativa”, ma costruire occasioni concrete di relazione, aggiornamento e crescita, soprattutto a livello territoriale.
In questa direzione si inserisce FESPA Italia in Tour, avviata a luglio 2025 con la prima tappa in Calabria, che ha rappresentato il punto di partenza di un progetto pluriennale. L’idea è quella di coinvolgere in modo concreto le community locali, portando momenti di incontro e contenuti dove le imprese operano quotidianamente.
A rafforzare ulteriormente questa presenza sul territorio c’è la designazione di un FESPA ITALIA Ambassador per ogni macroarea geografica: una figura che aiuta l’Associazione a restare in ascolto, a intercettare bisogni e opportunità, e a creare connessioni stabili.
Il programma è stato accolto molto positivamente dagli associati, che hanno apprezzato soprattutto le attività in grado di generare condivisione di esperienze, aggiornamento tecnico e networking. In particolare, il fatto che queste opportunità siano costruite anche a livello territoriale è stato percepito come un valore aggiunto, perché rende più facile partecipare, conoscersi e attivare collaborazioni.
Per il 2026, l’obiettivo è dare continuità a questa impostazione, rafforzando il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento per il settore e coinvolgendo un numero crescente di aziende.
L’attenzione sarà rivolta anche a quelle realtà che oggi non si riconoscono pienamente in un’associazione di categoria, ma che hanno comunque bisogno di orientamento, rappresentanza e visione per affrontare un mercato in trasformazione.
Proseguirà il progetto “Ambassador”, che sta già dando segnali molto incoraggianti, e tornerà con decisione anche il tema della formazione: insieme agli eventi sul territorio e al dialogo costante con il mercato, sarà uno dei pilastri centrali dell’attività, perché oggi la crescita passa anche dalla competenza e dalla capacità di evolvere insieme al settore.


