La produzione on-demand sostenibile offre un’importante occasione per riportare in loco le attività di stampa su tessuto

di Chris Govier, presidente di Kornit Digital EMEA

In un recente articolo di Vogue Business, “Could Digital Printing Ease Supply Chain Disruptions” viene rilevata la tendenza di riportare in EMEA importanti attività produttive, ritenuta una contromisura temporanea per attenuare le complicazioni per l’economia derivanti dalla pandemia. Questa tendenza sembra ora rientrare in una strategia di più ampio respiro volta a conseguire fattibilità operativa, resilienza, valore e velocità sul lungo periodo.

Gli elevati costi del lavoro sono serviti per molto tempo a giustificare la produzione offshore; ora, invece, la volatilità delle filiere, le complicazioni e i costi di spedizione, i dazi, la percezione dell’instabilità sociopolitica e altri fattori — fra cui la proliferazione delle tecnologie di automazione che portano alla riduzione del numero di lavoratori necessari per il funzionamento delle attività — rendono il reshoring un’opzione pratica, redditizia e, in ultima analisi, più sicura.

Secondo quanto sostiene l’articolo, “la stampa digitale è in grado di ottimizzare la produzione dei brand di moda con il nearshoring, grazie alla possibilità di produrre on-demand gli indumenti e i prodotti tessili. In passato, questo tipo di tecnologia era solo un’alternativa alla stampa serigrafica per le T-shirt. Oggi, il settore della stampa digitale vede l’opportunità di lanciare le proprie innovazioni nel complesso di un settore della moda che cerca di risolvere i ritardi nelle filiere”.

 

Per alcuni, questo sviluppo può sembrare una novità, ma noi del mondo della moda e del tessile abbiamo sperimentato direttamente questa tendenza. In effetti, le ripercussioni economiche del riavvicinare la produzione al consumatore finale — consegna immediata che rende inutili le grandi giacenze e annulla la vulnerabilità delle filiere, capacità di reazione in tempo reale alle tendenze dei consumatori, ecocompatibilità del processo razionalizzato e attenuazione generale dei fattori esterni problematici — sono alla base della nostra rete di adempimento globale Kornit, che riavvicina con efficacia la produzione in ogni mercato.

   

Molti dei nostri partner e clienti si stanno sviluppando attraverso la localizzazione delle attività, persino in regioni fortemente regolamentate che presentano alti costi e che, a prima vista, sembrerebbero essere del tutto illogiche per la produzione. Eppure, le tecnologie per la produzione on-demand efficiente rendono estremamente redditizi questi modelli.

Una delle caratteristiche più importanti dei modelli di produzione tessile e di moda on-demand localizzati è la totale modularità della strategia: può essere replicata in ogni luogo per mitigare i rischi, promuovere la versatilità e l’agilità operativa e garantire redditività. Forse il partner di Kornit che rappresenta meglio questa definizione è Fashion-Enter, che utilizza i sistemi di produzione Kornit DTG e di stampa diretta su tessuto per formare, abilitare e soddisfare le esigenze di brand e rivenditori affermati e nascenti nel Regno Unito.

Che riescano a farlo con grande successo all’interno di Londra, la culla ad alto costo della stessa Rivoluzione Industriale, dimostra in che modo lo slogan “Make It British” possa significare anche che si può “produrre in modo sostenibile, con una qualità superiore, in qualsiasi quantitativo, senza limitazioni e in maniera brillante — e sempre con grande convenienza”.

    

Non importa le sfide che affrontiamo: quando serve, le tecnologie d’avanguardia forniscono una soluzione, e lo hanno sempre fatto. Negli ultimi quarant’anni, i progressi tecnologici hanno permesso di compiere notevoli passi in avanti per ridurre la povertà, migliorare l’assistenza sanitaria e il benessere, hanno rivoluzionato le modalità di comunicazione (e di fare acquisti), aumentato la qualità di vita e molto altro ancora. Un tempo i calcoli economici spingevano i produttori a risolvere i problemi semplicemente spostando le attività in località periferiche, con manodopera a basso costo e ampia disponibilità di spazi; ora, l’impegno a sviluppare tecnologie di produzione sostenibili, efficienti, automatizzate e versatili ha reso più che mai redditizio il rientro in patria di tali attività. Le imprevedibili dinamiche del mercato globale, come gli innumerevoli rischi e le tante complicazioni che abbiamo vissuto in questi ultimi anni, hanno indotto i business leader ad adottare tale politica di saggezza.

In un recente articolo Bloomberg, il CEO di GE Appliances Kevin Nolan ha sintetizzato così la situazione: “Ho sempre detto che si tratta solo di economia, le persone si renderanno conto che i supposti risparmi (con le attività offshoring) in realtà non sono tali, e che sarà più conveniente e pratico riportare le attività nella collettività”.

Foto su gentile concessione di Haydon Perrior e Tom Marshak, Kornit London Fashion Week, stilisti: Aharon Genish, Love Hero, Just Hype, Alon Livné, Julia Clancey e Manish Arora.