Al Salone del Libro di Torino il confronto con Federazione Carta e Grafica su smartphone, iperconnessione e valore della lettura su carta
Al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 si è parlato di digitale responsabile, crisi della lettura e ruolo della carta nei percorsi educativi delle nuove generazioni. L’occasione è stata l’incontro “Il diavolo in tasca, il libro fra le mani. Tra iperconnessione e crisi della lettura”, promosso da Federazione Carta e Grafica in collaborazione con Unione Industriali Torino, nella giornata inaugurale della manifestazione.
Il confronto, ospitato al Caffè Letterario del Padiglione Oval di Lingotto Fiere, ha preso spunto dal libro Il diavolo in tasca di Carlo Verdelli, pubblicato da Einaudi, dedicato alla dipendenza da smartphone e alle conseguenze culturali e sociali dell’iperconnessione.
Smartphone e lettura: una convivenza da ripensare
Ad aprire l’incontro è stato Emanuele Bona, consigliere della Federazione Carta e Grafica e presidente della sezione Grafici, Cartai e Cartotecnici dell’Unione Industriali Torino, che ha richiamato la necessità di superare ogni contrapposizione ideologica tra digitale e analogico.
“Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo voluto promuovere una riflessione seria e non ideologica sul rapporto tra digitale e analogico”, ha dichiarato Bona, sottolineando come innovazione tecnologica, lettura su carta e scrittura a mano debbano convivere in equilibrio, soprattutto nei percorsi educativi.
Il tema è oggi particolarmente attuale: in un tempo dominato dalla presenza costante dello smartphone, la lettura rischia di perdere spazio, attenzione e profondità. Proprio da questa consapevolezza nasce il confronto promosso da Federazione Carta e Grafica, che da anni sostiene il valore delle attività analogiche per lo sviluppo cognitivo, la concentrazione e l’apprendimento profondo.
Carlo Verdelli: lo smartphone come rivoluzione pervasiva
Al centro del dibattito c’è stato il volume Il diavolo in tasca, nel quale Carlo Verdelli analizza il rapporto sempre più totalizzante tra individui e dispositivi digitali. Attraverso reportage, testimonianze e analisi, il libro mette in luce fragilità, rischi e possibili strade per ritrovare un equilibrio più sano con la tecnologia.
“Gli smartphone hanno segnato la rivoluzione probabilmente più impetuosa e dirompente della storia: mai un oggetto ha condizionato l’umanità in maniera così universale e pervasiva”, ha affermato Verdelli durante l’incontro.
Non si tratta, però, di demonizzare il progresso. Il punto, emerso con forza durante il confronto, è costruire un nuovo rapporto con il digitale, fondato sulla consapevolezza e sulla capacità di restituire tempo e profondità alla lettura, alla scrittura e alla riflessione.
Giovani, adulti e responsabilità educativa
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giuseppe Iannaccone, presidente del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, che ha evidenziato l’impatto dei nuovi linguaggi digitali sulle modalità di pensiero e apprendimento.
“In pochi anni il formato egemone sugli schermi è diventato il video breve, che archivia l’argomentazione logica del testo scritto per sostituirlo con il frammento enfatico e banalizzante”, ha dichiarato Iannaccone.
La riflessione si è poi concentrata sul ruolo degli adulti. Secondo Iannaccone, la responsabilità non può essere attribuita soltanto ai giovani o alla tecnologia in sé: genitori, educatori e adulti sono chiamati a dare l’esempio e a guidare un uso più equilibrato degli strumenti digitali.
Verso un nuovo equilibrio tra carta e digitale
Moderato da Paolo Verri, il dibattito ha ribadito la necessità di un equilibrio nuovo, lontano tanto dalla nostalgia del passato quanto dall’accettazione passiva dell’iperconnessione. Lettura su carta, scrittura a mano e strumenti digitali possono convivere, ma solo dentro un modello più consapevole.
“Dalla velocità con la quale il digitale si è diffuso può, con pari rapidità, diffondersi la consapevolezza della necessità di un giusto equilibrio”, ha osservato Verri.
È questo il cuore del messaggio lanciato da Federazione Carta e Grafica al Salone del Libro di Torino: promuovere un digitale responsabile, capace di valorizzare l’innovazione senza sacrificare concentrazione, spirito critico e profondità della lettura.
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