Una storia familiare nata dalla composizione, evoluta con la stampa a foglio, trasformata con la bobina, consolidata nel mondo delle etichette per il vino e proiettata verso il futuro grazie al digitale con la tecnologia HP Indigo Press e a una nuova generazione che desidera continuare a crescere.

«La storia dell’azienda in parte è già nota. Grafical è nata nel 1984 ed era inizialmente di proprietà di quattro soci. Il primo a iniziare l’attività è stato mio papà Andrea, che faceva il compositore di caratteri. Poi sono entrati nella compagine, uno dopo l’altro, anche gli altri miei zii. Prima Mario, che è stato amministratore fino a pochi anni fa, e poi gli altri due, Flavio ed Elio». così Anna Lonardi ripercorre la storia della sua Grafical, saldamente intrecciata con quella della sua famiglia.

Anna prosegue «Il tratto dei Lonardi è sempre stato riconoscibile. Siamo persone molto simili come carattere: naturalmente ognuno ha le sue peculiarità personali, ma in generale siamo creativi, curiosi e pieni di idee». Aspetti che hanno definito il carattere di questa realtà di punta del mondo delle etichette. Anche per questo torniamo sempre volentieri a visitare questa azienda con sede nel cuore della Valpolicella, per l’entusiasmo e per la genuina passione che contraddistingue non solo le persone del management ma per affinità elettiva tutti gli operatori. Un tratto che si è ulteriormente consolidato quando la seconda generazione, insieme ad Anna il fratello Sebastiano, oggi Ceo dell’azienda, e i cugini Zeno, Tommaso ed Emanuele, ha assunto la guida di Grafical, insieme a una serie di eredità materiali e immateriali raccolte con il passaggio di testimone.

Una collaborazione quasi ventennale

 «Per Dna siamo da sempre molto ricettivi nei confronti delle novità. Ogni volta che andiamo a una fiera, vediamo una nuova tecnologia o visitiamo un’azienda, scatta immediatamente la scintilla che ci proietta verso nuovi progetti sviluppo: “E se facessimo anche noi questa cosa? E se prendessimo quella macchina? E se ampliassimo il capannone?”». Continua Anna: «sono sogni che a volte devono aspettare per realizzarsi e in altri casi si concretizzano rapidamente».

È andata proprio così quasi vent’anni fa quando la prima HP Indigo è entrata in azienda, quasi in punta di piedi in un mondo ancora tutto analogico. Una scelta lungimirante da parte dei fratelli Lonardi in quanto la macchina ha subito mostrato tutta la sua grinta segnando il punto di inizio della partnership tra Grafical e HP e ponendo le basi per un’importante strategia di sviluppo.

E oggi la storia si ripete con l’ultimo investimento in ordine di tempo avvenuto in seguito a Labelexpo Europe 2025: ad arrivare in casa Grafical è stata HP Indigo 6K+, portando a quota quattro HP Indigo attualmente in funzione nel reparto digitale dell’azienda veneta.

Tra questi due momenti, lontani tra loro nel tempo ma uniti dal filo rosso del desiderio di crescere nel segmento del digital printing di pari passo con l’evoluzione della tecnologia HP Indigo, si sono avvicendati progetti importanti, sperimentazioni, vincite di premi, partecipazione a contest e i festeggiamenti dei 40 anni dell’azienda oltre naturalmente al lavoro quotidiano che vede le HP Indigo operare a pieno regime su doppio turno.

Dal foglio alla bobina per seguire il mercato

In origine la sede di Grafical era un laboratorio di circa 800 metri quadrati, posto accanto alla casa in cui Anna abitavo da piccola insieme alla sua famiglia. Inizialmente il core business era la stampa a foglio. Poi, nel 1999, l’azienda si è trasferita nell’attuale sede circondata dai vigneti per una vicinanza affettiva ai paesaggi della Valpolicella ma anche strategica al mondo del vino target principale del business di Grafical. Nel 2000 è stata installata la prima macchina a bobina.

«I nostri clienti erano, e sono ancora oggi, soprattutto cantine. All’epoca stampavamo etichette carta-colla, ma i primi clienti iniziavano a cambiare le linee di imbottigliamento e a passare all’applicazione di etichette autoadesive per questo la conversione alla stampa in bobina è stato un passo che ha seguito l’evoluzione del mercato. Da lì siamo partiti con una macchina e oggi ne abbiamo così tante che ogni tanto dobbiamo contarle, perché ne arriva sempre una nuova» aggiunge Anna.

Anche le diverse tecnologie si sono avvicendate nel tempo. Grafical ha iniziato con la stampa offset, successivamente è arrivata in sala stampa anche la serigrafia. Nel 2008, otto anni dopo la prima offset a bobina, è stata la volta del digitale che ha visto l’avvio di un vero e proprio sodalizio con HP. Grafical ha investito nella prima HP Indigo Press, e le successive non hanno tardato ad arrivare. Oggi sono tre le HP Indigo in bobina attive nel reparto digitale a cui si aggiunge una macchina a foglio, acquistata dieci anni dopo la prima Indigo a bobina.

«Un altro passaggio epocale è avvenuto 2011, quando abbiamo ampliato la nostra sede acquistando il lotto accanto – racconta Anna –  è lì che abbiamo realizzato un reparto completamente dedicato alla stampa in bobina e il nuovo magazzino».

40 anni e una nuova generazione alla guida

Nel 2024, Grafical ha festeggiato i suoi primi 40 anni di attività, pietra miliare nella storia dell’azienda che ha dato inizio a un concreto cambio generazionale, che pur nelle difficoltà che un passaggio di questo genere può comportare, ha rappresentato un esempio virtuoso di come un’azienda familiare affronta il futuro.

Mario Lonardi, storico amministratore, è uscito dalla società e sono state riorganizzate le quote. Se in origine la società era divisa al 25% tra quattro soci; oggi Andrea ne detiene il 60%, mentre ai fratelli Flavio ed Elio sono assegnati il 20% ciascuno: questi ultimi sono rimasti all’interno dell’azienda, ma hanno coinvolto i rispettivi figli.

«La nuova generazione è composta da me, da mio fratello e dai nostri cugini. Due di loro lavorano nell’ufficio tecnico-commerciale, un altro si occupa di acquisti. Siamo fortunati, perché ognuno di noi ha trovato il proprio spazio professionale basato sui rispettivi skill. C’è un DNA comune che ci viene riconosciuto anche dai clienti e dai fornitori» aggiunge Anna, lasciando trasparire grande soddisfazione e orgoglio per una coesione interna che va oltre le pure questioni di business. «Condividiamo molto, difficilmente prendiamo decisioni senza discuterne insieme. Anche quando ci troviamo a cena per festeggiare un importante traguardo lavorativo e per brindare al futuro, finiamo inevitabilmente per parlare di tutt’altro proprio perché in azienda il confronto c’è già ogni giorno».

Questo naturale affiatamento è dovuto anche al fatto che nessuno di loro ha sentito pressioni a entrare nell’azienda di famiglia, al contrario ognuno è stato spronato dai rispettivi genitori a seguire la propria strada e la scelta di seguirne le orme è avvenuta con la massima libertà.

Inizialmente, infatti, il percorso professionale di Anna si era orientato all’esterno: dopo gli studi ha svolto diversi stage e ha iniziato a lavorare in altre realtà. Con il tempo, però, ha capito di avere bisogno di un contesto in cui poter costruire, proporre idee e dare un contributo concreto. Racconta infatti di fare fatica negli ambienti troppo rigidi o pieni di vincoli e che, a un certo punto, abbia maturato la consapevolezza di poter mettere le proprie competenze al servizio dell’azienda di famiglia. È così che è arrivata in Grafical.

Ammette che l’inizio non sia stato semplice. Si definisce una persona determinata, con molte idee, e ricorda che il confronto con lo zio Mario sia stato talvolta complesso. Tuttavia, con il passare del tempo, è diventato evidente che le sue proposte di cambiamento e di nuove attività nascevano dalla convinzione autentica di poter contribuire alla crescita dell’azienda.

Quando il marketing supporta il core business

Uno dei cambiamenti più importanti è stato lo sviluppo di un reparto marketing interno, che ha visto come primo step la partecipazione di Grafical a una fiera di settore come espositore nel 2019. Fino ad allora non era proprio nella mentalità aziendale promuoversi con questa modalità. Ma come sottolinea Anna non è un’anomalia nel settore del printing: la maggior parte dei fornitori di servizi di stampa possiede un know-how enorme, una passione fortissima e una grande capacità produttiva, tuttavia non ha la propensione a comunicare lasciando che sia il prodotto e non il branding aziendale a emergere.

«I miei studi allo IULM, al contrario, mi hanno aiutato a comprendere l’importanza, anche per una realtà B2B come la nostra, di raccontarsi, di fare emergere la propria identità e di mettere in evidenza quando possa offrire ai propri mercati di riferimento attraverso attività come la pubblicità e iniziative di co-marketing con riviste di settore e testate destinate a brand e agenzie» rivela Anna.

Il primo vero evento di marketing di Grafical risale 2010-2011, e da quel momento la comunicazione è diventata una parte consolidata dell’azienda, che ha anche incubato al suo interno un’agenzia di pubblicità con la quale il marketing si confronta costantemente per realizzare progetti sempre più originali e creativi.

Insieme tutto è possibile

«Ricordo con grande affetto l’idea delle bottigliette di cedrata personalizzate realizzate per una fiera nel 2019, la nostra prima grande manifestazione. Ci siamo chiesti cosa potesse colpire davvero chi visitava lo stand e abbiamo scelto qualcosa di semplice ma originale: una bibita colorata e allegra. Attraverso un gioco su iPad, ogni visitatore poteva creare la propria etichetta personalizzata combinando diverse variabili, fino a generare 125 versioni differenti che abbiamo prodotto grazie alle soluzioni HP. Dietro le quinte un operatore applicava in tempo reale l’etichetta corrispondente sulla bottiglia e la consegnava al visitatore. L’effetto sorpresa è stato straordinario».

È proprio in quest’ambito che si è ulteriormente consolidata la partnership con HP, diventata oggi un vero sodalizio che va oltre la collaborazione tra fornitore e cliente, ma si articola in uno scambio continuo di esperienze. Attività condivise, collaborazioni e sperimentazioni che esulano dalla sola, per quanto importante spinta tecnologica a ottenere i migliori risultati di stampa in ambito delle applicazioni a cui sono dedicate le HP Indigo attive in azienda.

«HP in questo si distingue da un comune fornitore di tecnologia –  conclude Anna – è una fonte di ispirazione e di confronto continuo e un partner sempre pronto a sostenerci e a fornirci aggiornamenti che ci supportano nello sviluppo di progetti, una presenza che offre un valore aggiunto importante per il nostro business quotidiano ma anche per guardare al futuro con una visione strategica».

Una tecnologia strategica per la crescita del business

Per quanto riguarda la stampa digitale, infatti, l’arrivo delle HP Indigo è stato un passaggio fondamentale. Io non ero ancora pienamente coinvolta in azienda quando è arrivata la prima macchina, quindi non ricordo ogni dettaglio della decisione iniziale: sicuramente l’intuizione che questa tecnologia fosse strategica per il nostro mercato è stata fondamentale. Con il tempo, però, è diventato evidente quanto lo fosse.

«Le tre HP Indigo in bobina lavorano costantemente su doppio turno. Sono macchine estremamente versatili, ma per esprimere davvero il loro potenziale è fondamentale avere un flusso produttivo efficiente. Su questo in Grafical abbiamo investito molto e continuiamo a lavorare ogni giorno. Credo che oggi il nostro flusso sia ben strutturato, anche se esistono ancora margini di miglioramento» aggiunge Sebastiano Lonardi.

Nel lavoro quotidiano di Grafical esiste però un ulteriore livello di complessità: la necessità di riprodurre campioni già esistenti. Nel settore vinicolo, infatti, capita spesso di dover ristampare etichette realizzate anni prima, magari con supporti non più disponibili o provenienti da produzioni differenti. Un’attività che richiede tempo, precisione e un attento lavoro di calibrazione su colori, sfondi e materiali. Proprio questa capacità di adattamento e cura del dettaglio rappresenta uno degli elementi distintivi dell’azienda e del suo valore aggiunto.

Secondo il management, la stampa digitale è fondamentale in uno scenario in cui le tirature si sono ridotte e le varianti sono aumentate. Nel settore del vino ci sono sempre più referenze, retroetichette diverse, lingue, normative e mercati da presidiare.

«A volte tutto questo è molto sfidante, soprattutto in Europa, dove le richieste regolatorie sono sempre più articolate. Da questo punto di vista, ad esempio il fatto che HP Indigo abbia inchiostri già verificati e conformi è un vantaggio importante» prosegue Anna.

HP Indigo 6K+ e oltre

L’ultimo investimento è stato nella HP Indigo 6K+, acquistata in occasione di Labelexpo. È stata una scelta legata anche alla sostituzione di una macchina precedente, ma non solo.

«Questa nuova piattaforma rappresenta un salto tecnologico importante. Stiamo ancora imparando a conoscerla fino in fondo, perché alcune differenze si vedono davvero solo utilizzandola tutti i giorni; – specifica Sebastiano – Per noi uno degli aspetti decisivi è la precisione di registro. Stampando moltissime etichette per il vino, raramente realizziamo lavori solo in quadricromia. Ci sono quasi sempre ripassaggi, nobilitazioni, effetti, passaggi successivi. Per questo la precisione tra una battuta e l’altra è fondamentale per garantire la qualità».

Secondo l’analisi attenta di Sebastiano, HP Indigo 6K+ porta miglioramenti importanti anche sul fronte dell’efficienza, della produttività e dell’automazione. È una nuova release vera e propria: molte parti sono diverse rispetto ai modelli precedenti, pur mantenendo la qualità di stampa Indigo. Sono stati migliorati componenti, software, diagnostica e gestione della macchina. Il fatto che il sistema aiuti a individuare in tempo reale dove si trova un problema permette di ridurre i fermi e supportare meglio gli operatori.

«L’elevato livello di automazione di HP Indigo 6K+  supporta il lavoro dell’operatore: oggi questo aspetto è fondamentale – aggiunge Sebastiano – anche perché trovare personale formato sulle macchine tradizionali è sempre più difficile, mentre le tecnologie digitali permettono di inserire nell’organico più facilmente giovani operatori. Attraverso formazione, corsi e affiancamento, possono imparare rapidamente a lavorare su macchine di ultima generazione. Per ragazzi e ragazze nativi digitali, inoltre, questo tipo di tecnologia risulta decisamente più attrattivo».

Insomma la nuova HP Indigo 6K+ rappresenta per Grafical un ulteriore step di crescita, ma da come Anna e Sebastiano ce ne parlano e dalle occhiate raggianti che i due fratelli si scambiano rispondendo alle nostre domande, intuiamo che un successivo progetto targato HP non tarderà a concretizzarsi. Se abbiamo intuito correttamente, si tratterà un’altra grande avventura, ma per creare ulteriore hype, non chiediamo anticipazioni. Sarà un ottimo tema per un prossimo articolo!