Fra drupa 2024 e i mesi successivi, diversi costruttori hanno accelerato lo sviluppo di macchine da stampa inkjet B2 a foglio. L’obiettivo è offrire agli stampatori piattaforme digitali capaci di competere con la offset, mantenendo formati, supporti e workflow compatibili con le linee di finishing esistenti.
Il B2 inkjet a foglio si sta imponendo come uno dei segmenti più strategici e dinamici della stampa di produzione. Per dimensioni e impostazione industriale, questo formato si colloca nel punto di incontro tra stampa offset e stampa digitale, rendendo l’inkjet competitivo in applicazioni storicamente presidiate dalla offset: dalla stampa commerciale ai libri, dal direct mail al packaging leggero. Il tutto senza rinunciare ai vantaggi tipici del workflow digitale, come tempi di avviamento ridotti, personalizzazione, minori sprechi e un livello sempre più elevato di automazione.
A sostenere questa evoluzione contribuisce anche il contesto: secondo Smithers, il mercato globale della stampa e del printed packaging vale nel 2025 circa 868 miliardi di dollari ed è previsto in crescita fino a 969,7 miliardi di dollari nel 2030. Nello stesso scenario, l’inkjet è indicato come la tecnologia destinata a crescere più rapidamente in termini di valore. Un altro dato ricorrente nelle analisi di settore è che il mercato del digital print nel 2025 si colloca attorno a 167,5 miliardi di dollari, con una proiezione fino a 251,1 miliardi di dollari entro il 2035.
In parallelo, la domanda continua a cambiare. In molti comparti della stampa commerciale le tirature medie si riducono, mentre aumentano ristampe frequenti, versioning e richieste di consegna sempre più rapide. In questo scenario il B2 inkjet a foglio assume un ruolo centrale perché colma il divario produttivo tra le macchine digitali di formato più piccolo e le tradizionali offset 70×100, offrendo agli stampatori una risposta più efficace in caso di ristampe ravvicinate e produzioni variabili, senza rinunciare a formato, produttività e compatibilità con il finishing esistente.
Il B2 ponte produttivo tra offset e digitale
Non sorprende quindi che, soprattutto tra drupa 2024 e i mesi successivi, i principali costruttori abbiano accelerato gli investimenti in questo segmento, presentando nuove piattaforme e aggiornamenti tecnologici con l’obiettivo di fare del B2 inkjet una vera alternativa industriale all’offset. Il numero crescente di sistemi oggi disponibili mostra con chiarezza che questo mercato è entrato in una nuova fase: se fino a pochi anni fa tali macchine erano considerate soluzioni di nicchia, oggi si candidano a intercettare una quota sempre più rilevante dei lavori offset non solo nelle brevi tirature.
La spinta arriva soprattutto dall’evoluzione della domanda. In molti mercati della stampa commerciale, l’offset resta imbattibile sulle lunghe tirature, ma perde efficienza quando il numero di copie si riduce o quando la variabilità del contenuto diventa un fattore decisivo. È proprio qui che il B2 digitale trova il suo spazio: da un lato mantiene formati compatibili con i flussi offset tradizionali, facilitando l’integrazione con piegatrici, linee di finitura e sistemi di legatoria già presenti in tipografia; dall’altro introduce i vantaggi tipici del digitale, come l’eliminazione delle lastre, la stampa on demand e la riduzione dei tempi di setup.
I punti di forza del formato
Un elemento particolarmente interessante è quello dell’imposizione, che in ambito commerciale resta uno dei veri discriminanti economici. Nella logica offset, infatti, il formato del foglio determina direttamente la resa industriale del lavoro: quante pose A4 si riescono a inserire nel foglio, quanto efficacemente si sfrutta la carta e quale marginalità si può ottenere sulla commessa. In questo senso, l’arrivo di piattaforme con il formato massimo di 614×750 mm, cioè in area B2+ definita oversize, segnala un passaggio importante.
Il punto chiave è la possibilità di lavorare in 6-up A4, cioè sei pose A4 per foglio, contro i limiti degli altri sistemi che spesso si fermano al 4-up oppure raggiungono il 6-up solo su formati di matrice americana, non equivalenti all’A4 europeo. È questo uno degli aspetti che può cambiare il conto economico di molte applicazioni: brochure, stampati editoriali, segnature leggere, lavori commerciali multipagina, versioning e tirature brevi o medie iniziano così a trovare nel digitale una marginalità che fino a pochi anni fa era difficile sostenere.

Tecnologie sempre più mature
A rafforzare il potenziale del segmento contribuisce anche la maturità ormai raggiunta dalle tecnologie inkjet industriali. Qualità d’immagine, stabilità del punto e resa cromatica si avvicinano sempre più ai livelli richiesti da numerose applicazioni offset, mentre le velocità produttive e i sistemi di asciugatura hanno raggiunto uno stadio di sviluppo tale da rendere queste piattaforme adatte anche a volumi consistenti. Le strategie dei costruttori riflettono bene questa evoluzione. Alcuni, come Canon, Ricoh e Fujifilm, puntano su inchiostri a base acqua associati a sistemi di trattamento del supporto per lavorare anche su carte offset.
Altri, come Konica Minolta e Komori, seguono invece la strada degli inchiostri UV Led, che consentono di stampare su una gamma molto ampia di materiali senza pretrattamenti specifici. Cambiano le scelte tecnologiche, ma l’obiettivo è comune: rendere il digitale compatibile con il maggior numero possibile di supporti e applicazioni tipici del mondo offset. Non è un caso che il formato B2 stia attirando l’attenzione anche di aziende storicamente legate alla stampa convenzionale. L’ingresso di Heidelberg nel segmento con Jetfire 75 va letto proprio in questa direzione: il B2 inkjet non è più un’estensione del digitale, ma uno dei terreni più interessanti nella convergenza tra offset e stampa digitale industriale.
Canon varioPRESS iV7: inkjet base acqua con trattamento del supporto
Canon presidia il formato B2+ con varioPRESS iV7, una piattaforma sheetfed inkjet progettata per spostare quote di lavoro dall’offset al digitale. Il sistema gestisce fogli fino a 750×614 mm e raggiunge una produttività fino a 8.700 fogli B2 all’ora in simplex e circa 4.350 fogli all’ora in duplex.
Questa soluzione e l’analoga Jetfire 75 di Heidelberg offre quello che è definito formato B2+ oversize, sono le uniche due sul mercato che permettono di stampare il 6-up di A4, quindi consentono di realizzare il dodicesimo, piuttosto che le 6 pose di A4, questo significa raggiungere il 33% di produttività in più rispetto al 50×70 cm classico.
La macchina utilizza inchiostri a pigmento polimerici a base acqua e integra la tecnologia ColorGrip, un sistema di trattamento del supporto che migliora l’ancoraggio dell’inchiostro su una vasta gamma di materiali. Grazie a questo processo è possibile stampare non solo su carte trattate per inkjet, ma anche su carte offset patinate e non patinate, ampliando il ventaglio delle applicazioni. Il processo di fissaggio prevede inoltre un sistema di asciugatura e polimerizzazione in due fasi, progettato per ottenere fogli pronti per il finishing con buona resistenza superficiale.

Heidelberg entra nell’inkjet B2+ con Jetfire 75
Con Jetfire 75, Heidelberg entra ufficialmente nel segmento B2+ oversize inkjet a foglio.
Il sistema lavora su formato massimo 614×750 mm (analogamente al sistema Canon permette stampare il 6-up di A4) ed è progettato per integrarsi nell’ecosistema digitale dell’azienda, che comprende software di workflow, servizi e consumabili.
Sul piano produttivo la macchina può raggiungere fino a 9.800 fogli/ora, con una capacità annua dichiarata fino a 58 milioni di fogli. La tecnologia di stampa utilizza inchiostri a pigmento base acqua con risoluzione 1.200×1.200 dpi.
Heidelberg posiziona la piattaforma soprattutto per applicazioni di stampa commerciale come brochure, libri, poster e lavori che richiedono versioning. Per quanto riguarda i supporti, la macchina può gestire grammature comprese tra circa 60 e 450 g/m².
Heidelberg sottolinea l’integrazione con il proprio ecosistema produttivo e con il mondo offset, anche se nei materiali pubblici non viene esplicitato in modo dettagliato l’eventuale utilizzo di sistemi di primer o pretrattamento per la stampa su carte offset tradizionali.
Basata sulla stessa piattaforma di Jetfire 50 nel formato 35×50, questa macchina si colloca nel mercato della stampa commerciale. Il debutto di Jetfire 75 a livello globale è previsto nel corso dell’anno presso la Home of Print di Heidelberger Druckmaschinen AG a Wiesloch-Walldorf.

Konica Minolta: la tecnologia UV Led nel formato B2
Konica Minolta ha scelto una strada diversa adottando inchiostri UV nella propria gamma B2+ (585×750 mm). AccurioJet 30000 utilizza tecnologia HS-UV inkjet con risoluzione fino a 1200×1200 dpi e una produttività fino a 3.000 fogli/ora in simplex e 1.500 fogli/ora in duplex.
I supporti gestibili vanno da circa 0,06 a 0,45 mm in duplex, con possibilità di arrivare a 0,6 mm in simplex. Il vantaggio principale della tecnologia UV è la possibilità di stampare su una vasta gamma di materiali senza richiedere pretrattamenti complessi dei supporti.
Il sistema integra inoltre la tecnologia Dot Freeze, progettata per migliorare la definizione dei dettagli e la stabilità del punto.
Più in alto nella gamma si colloca AccurioJet 60000, presentata come evoluzione industriale della piattaforma. In questo caso la produttività arriva fino a 6.000 fogli/ora in simplex e 3.000 in duplex, con un posizionamento più chiaramente orientato alla produzione industriale.

Komori J-throne 29: UV inkjet senza carte speciali
Con J-throne 29, Komori porta nel mondo digitale l’esperienza maturata nella stampa offset.
La macchina utilizza inchiostri LED-UV e raggiunge velocità fino a 6.000 fogli all’ora in simplex e 3.000 in duplex nel formato B2+ (585×750 mm).
Uno degli aspetti distintivi della piattaforma è proprio la tecnologia UV, che secondo il costruttore elimina la necessità di carte pre-coat per inkjet e permette di lavorare su numerosi supporti tradizionali offset, oltre che su materiali sintetici.
La macchina integra un sistema di trasporto foglio ad alta precisione derivato dall’esperienza offset dell’azienda e utilizza una logica gripper-to-gripper, pensata per garantire registro accurato e stabilità di produzione anche alle alte velocità.

Fujifilm Jet Press 750S: qualità offset grazie al primer
Tra i pionieri del segmento B2+ (585×750 mm) inkjet a foglio si trova Fujifilm con la Jet Press 750S High Speed Model.
La piattaforma raggiunge fino a 5.400 fogli B2 all’ora in modalità ad alte prestazioni e 3.600 fogli all’ora in modalità qualità.
La macchina utilizza inchiostri VIVIDIA HS a base acqua con testine Samba e può lavorare fino a 1.200×1.200 dpi.
Un elemento chiave della tecnologia Fujifilm è il sistema di Rapid Coagulation Primer, un trattamento applicato al foglio prima della stampa che consente di ottenere elevata qualità e stabilità dell’immagine anche su supporti simili alle carte offset.
Questo approccio permette alla piattaforma di mantenere una qualità molto elevata e una resa cromatica particolarmente stabile, rendendola una delle macchine di riferimento nel segmento della stampa commerciale di qualità.

Ricoh Pro Z75: inkjet a pigmento base acqua con feeder automatico
Ricoh Pro Z75 è una piattaforma B2+ (585×750 mm) inkjet con inchiostri a pigmento base acqua e stampa fronte-retro automatica.
Il formato massimo è di circa 585×750 mm, mentre la produttività arriva fino a 4.500 fogli all’ora.
La macchina lavora con risoluzione 1.200×1.200 dpi e può gestire supporti fino a circa 600 micron. Ricoh dichiara compatibilità sia con carte offset patinate e non patinate, sia con supporti trattati per inkjet.
Il sistema utilizza un processo di asciugatura avanzato che consente di ottenere fogli pronti per il finishing immediatamente dopo la stampa, facilitando l’integrazione con linee di legatoria e finishing.

L’arrivo di queste piattaforme dimostra come l’obiettivo dei costruttori sia offrire agli stampatori sistemi capaci di trasferire al digitale una quota crescente dei lavori offset, mantenendo formati, supporti e flussi di finishing compatibili con le linee produttive esistenti.
Per questo motivo il segmento B2 inkjet è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni, diventando uno dei pilastri della trasformazione industriale della stampa commerciale, editoriale e anche del packaging.



