Dopo l’insolvenza avviata a marzo 2026, il costruttore tedesco spegne la produzione di nuove macchine. Restano aperti interrogativi su service, ricambi e futuro del business.
Con grande tristezza diamo una notizia che non avremmo mai voluto scrivere sulla nostra storica testata, quella chiusura dello stabilimento Manroland Sheetfed di Offenbach che segna uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni per l’industria europea delle macchine da stampa. I produttori tedeschi di sistemi offset hanno rappresentato l’eredità di una storia secolare, che da Gutenberg in poi hanno posto nel cuore dell’Europa il baricentro della concezione, della costruzione e dell’evoluzione della tecnica della offset.

Erede della stampa tipografica che ha lanciato il printing nell’era moderna, la offset è un know-how che abbiamo sempre considerato – non ce ne vogliano i giapponesi la cui tecnologia è altrettanto valida – una “nostra” ricchezza, fiore all’occhiello della manifattura europea in una nicchia dell’industria che ha contribuito alla democratizzazione del sapere e dell’informazione. Heidelberg, Koenig & Bauer e Manroland, tre scuole di pensiero, tre identità, tre player iconici la cui dialettica di competizione nel suo insieme ha fatto la storia della stampa. Noi addetti ai lavori ne siamo da sempre affezionati e non possiamo immaginare il nostro mondo senza questi nomi pieni di significato e di eccellenza tecnica, anche nella nuova era in cui il digitale è sempre più protagonista della scena globale della stampa.
Si chiude un’era per la stampa offset
Manroland, fondata nel 1871 e da oltre un secolo legata al sito tedesco di Offenbach, aveva già annunciato il 3 marzo 2026 l’avvio di una procedura di insolvenza in regime di Schutzschirmverfahren, una sorta di “scudo protettivo” che in Germania consente di tentare una riorganizzazione sotto supervisione giudiziaria. In quell’occasione, Langley Holdings aveva spiegato che il mercato delle macchine da stampa si era ristretto in modo drastico e che la Cina, storicamente pari a circa il 40% delle vendite di nuove presse, aveva registrato un forte rallentamento.

Ora il quadro si è ulteriormente aggravato. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, la produzione commerciale regolare a Offenbach dovrebbe cessare dal 1° giugno 2026, con la fine della produzione di nuove macchine fissata al 31 maggio 2026 e una successiva fase di sola gestione residua e transizione fino a fine anno.
Perché Manroland Sheetfed chiude Offenbach
Alla base della crisi non c’è un solo fattore, ma una combinazione di elementi industriali e di mercato. Langley Holdings ha dichiarato che nel 2025 il business delle macchine da stampa del gruppo ha generato una perdita di 43,2 milioni di euro, a fronte di un utile ante imposte record del gruppo pari a 152,3 milioni di euro. Nella comunicazione ufficiale di marzo, la holding britannica aveva definito la situazione di Manroland Sheetfed “non sostenibile”, parlando apertamente della necessità di una profonda riorganizzazione strutturale per tentare un ritorno alla redditività, comunque su scala molto più ridotta.
Il nodo principale è il crollo della domanda di nuove macchine offset, un fenomeno che colpisce da tempo il settore, ma che nel caso di Manroland Sheetfed si è tradotto in una pressione economica ormai ingestibile. A pesare è stata soprattutto la frenata del mercato cinese, che per anni aveva rappresentato uno sbocco fondamentale per le vendite.
Oltre 700 posti coinvolti e produzione in uscita
Il sito di Offenbach era il cuore produttivo di Manroland Sheetfed. Secondo le ricostruzioni più recenti, la fabbrica impiega circa 750 addetti e il ridimensionamento porterà alla permanenza di una quota minima di personale legata alle attività di uscita produzione, chiusura operativa e possibile passaggio di alcune funzioni. La stampa specializzata internazionale parla di oltre 660 posti a rischio immediato, mentre fonti sindacali e istituzionali tedesche indicano che la maggior parte dei dipendenti sarà liberata dal lavoro già dal 1° giugno.
La notizia ha un peso che va oltre i numeri. Offenbach non è soltanto un impianto industriale: è uno dei luoghi simbolo della storia della stampa offset a foglio. La stessa Manroland ricorda che la propria origine risale alla fondazione di Faber & Schleicher nel 1871, con il successivo trasferimento a Offenbach e una lunga traiettoria che ha accompagnato l’evoluzione tecnologica del settore.
Ricambi e assistenza: il vero tema per gli stampatori
Per il mercato, la questione più urgente non riguarda solo la chiusura della produzione, ma il futuro del service e dei ricambi. Già nella nota di marzo Langley aveva sottolineato che un numero molto elevato di tipografie, in gran parte PMI private, continua a fare affidamento sulle macchine Manroland e che l’obiettivo era garantire in ogni caso supporto alla base installata. Anche i servizi dell’azienda continuano tuttora a presentare un’offerta articolata di parti originali e supporto tecnico.
Tuttavia, secondo la stampa di settore e una comunicazione di IG Metall Offenbach del 20 aprile, il piano inizialmente ipotizzato per mantenere in vita service e ricambi nel sito tedesco non sarebbe più sostenibile nella forma originaria, per assenza di un investitore disposto a proseguire le attività a Offenbach. Restano sul tavolo ipotesi di vendita di asset, quote di organizzazioni di mercato e del business legato a ricambi e assistenza, ma senza prosecuzione manifatturiera nello stabilimento storico.
Per gli stampatori che lavorano con presse Roland 700 Evolution o con i modelli Roland 900, il punto decisivo sarà dunque capire chi garantirà continuità di supporto tecnico, disponibilità di componenti e tempi di intervento nel medio periodo. È questo l’aspetto che può davvero incidere sulla fiducia del mercato.
Effetti anche sull’alleanza con Heidelberg
La crisi di Manroland Sheetfed tocca indirettamente anche il recente accordo con Heidelberg nel very large format. Nel 2025 Heidelberg aveva annunciato il Cartonmaster CX 145, una macchina basata sulla piattaforma Roland Evolution 900 di Manroland Sheetfed e integrata nell’ecosistema digitale Heidelberg, con prime installazioni previste nel 2026.
Questo rende ancora più rilevante la vicenda Offenbach, perché la chiusura del polo produttivo potrebbe avere implicazioni industriali e organizzative anche per partnership recenti nel packaging. Al momento, però, il quadro definitivo sull’evoluzione di questi accordi non è ancora chiarito da comunicazioni ufficiali ulteriori.
Un segnale forte per tutto il settore printing
La vicenda Manroland Sheetfed conferma una trasformazione che il mondo della stampa industriale osserva da anni: la domanda di nuove macchine offset tradizionali si sta concentrando, il peso della Cina non è più quello di un tempo e i costruttori devono fare i conti con volumi più bassi, cicli decisionali più lunghi e una competizione che si sposta sempre più su automazione, service e specializzazione applicativa.
Per questo la chiusura di Offenbach non è soltanto la crisi di un marchio storico. È anche il segnale di una fase di consolidamento del comparto, in cui il valore non si gioca più solo sulla vendita della macchina, ma sulla capacità di garantire continuità operativa, ricambi, competenze e integrazione di sistema lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto.
Ricordiamo che Manroland Goss Web Systems con headquartered ad Augsburg e di proprietà di Possehl Group e American Industrial Partners è un’azienda completamente autonoma rispetto a Manroland Sheetfed.


