Decreto Legge FISCO aggiornamento sulle agevolazioni fiscali per le aziende previsti dalla Legge di Bilancio 2026

Pubblicato in GU di venerdì 28 marzo il decreto fiscale messo a punto dal Governo per rispondere ad alcune situazioni di natura fiscale e di supporti alle imprese che erano presenti nella Legge di Bilancio 2026, ma sulle quali si erano aperti dibattiti e discussioni su punti ancora non definiti. Fino a venerdì quando è stato emanato il cosiddetto DL Fisco, anche se di fatto il decreto porta con se luci e ombre.

La luce, per le imprese grafiche che sono abitualmente un bacino importante nell’utilizzo delle risorse fiscali messe a disposizione attraverso crediti di imposta e agevolazioni per fare investimenti tecnologici, risulta data dalla modifica all’articolo 1, comma 427, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.  Grazie al DL Fisco le parole «in beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo,» sono soppresse.
Questo significa che le imprese grafiche potranno investire in beni non solo di provenienza (produzione) europea.

L’ombra, però, è subito lì dietro l’angolo. Si parla di Transizione 5.0 e della situazione venutasi a creare il 7 novembre 2025 quando venne anticipatamente chiuso il portale GSE per caricare progetti che intendevano usufruire dei benefici legati a Transizione 5.0.
Fatto che lasciò nello sconcerto aziende che avevano già fatto investimenti e stavano completando la parte documentale per la richiesta di accesso ai benefici di legge (la cui data limite era il 31 dicembre).
Dopo le pressioni del mondo imprenditoriale e in primis di Confindustria il Governo estese la possibilità di fare domande sino al 27 novembre ed assicurò che avrebbe garantito la copertura di quanto richiesto dalle imprese.

Un ostacolo per le aziende che hanno investito nel 2025

Oggi la GU recita: “… alle imprese che hanno presentato le comunicazioni di cui all’articolo 38, comma 10, …, e che abbiano ricevuto dal GSE la comunicazione che l’investimento risponde tecnicamente ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 24 luglio 2024, … spetta, nell’anno 2026, un contributo, sotto forma di credito d’imposta, …, pari al 35 per cento dell’ammontare del credito d’imposta richiesto con le predette comunicazioni …”
Un taglio del 65% rispetto a quanto preventivato dalle imprese che hanno fatto investimenti a seguito di una legge che viene oggi modificata retroattivamente.
Inutile dire che questa ombra è un pesante fardello per le imprese grafiche che hanno fatto importanti investimenti nel 2025 e che non avevano ancora concluso le pratiche per accedere ai benefici (anche a causa, ricordiamolo, dei gravi ritardi e inefficienze della prima fase di Transizione 5.0).

Ci auguriamo che queste ombre non si ripercuotano anche sulla luce dei chiarimenti relativi ai benefici della misura fiscale relativa all’iper-ammortamento, che vede ammessi gli investimenti fatti a partire dal 1 gennaio 2026. Anche se, ammettiamolo, diventa difficile continuare ad avere fiducia nel rapporto tra imprese e istituzioni quando le condizioni vengono cambiate a posteriori.
Il Ministro Giorgetti ha dichiarato che dopo lo shock dei recenti avvenimenti internazionali il Governo dovrà decidere chi aiutare… speriamo passi il concetto che l’aiuto alle imprese è primario per il sostentamento economico di tutte le fasce sociali.
Il Governo ha già fatto sapere che incontrerà le associazioni di categoria per valutare possibili variazioni nell’ambito dei 60 giorni necessari per la conversione del DL in Legge.

Enrico Barboglio