Mi piace pensare alla Print Connection come a una magione, con tante stanze, una per ogni azienda che la abita. E tutte piene di luce con affaccio panoramico. Stanze autonome ma interconnesse da corridoi, spazi comuni, saloni e dehor progettati per consentire agli abitanti una comunicazione continua e gentile in perfetta armonia con il paesaggio circostante e suoi ritmi naturali.

La visualizzo come si fa con le mappe mentali o piuttosto come un’architettura concettuale, che ogni anno inizia a ricostruirsi partendo dalle idee del nostro team redazionale e commerciale. Inizialmente composta solo dal suo impianto grafico, a poco a poco si anima e prende vita propria.

Ogni volta che qualcuno decide di entrarci ci siamo noi a dargli il benvenuto all’ingresso principale: poi apriamo la porta di una delle stanze. Il nuovo ospite entra con il suo bagaglio: personalizza le sue pagine, la arreda con i propri prodotti, la illumina con i propri progetti, la anima con le proprie strategie.

Così il palazzo si popola di inquilini diversi che rimangono per un anno intero e poi decidono se riconfermare il soggiorno o andare via per poi ritornarci dopo un anno, due o di più. Sempre con la certezza che la casa è sempre lì. Uguale a se stessa nella struttura come una dimora di famiglia, diversa nella forma come un luogo che si rinnova, salda nelle sue radici ma con nuovi germogli come un albero antico.

Questa metafora per dire che è sempre un piacere fare gli onori di casa. Stringere la mano a voi che arrivate, ascoltare i vostri racconti e popolare le vostre pagine con le novità. Conoscervi meglio ci aiuta a rendere più precisa e puntuale la vostra comunicazione sulle pagine di questa ormai storica directory di settore e su quelle di tutti i numeri dell’anno de Il Poligrafico e dei suoi annessi digitali.

Accogliervi all’interno della Print Connection è come darvi il bentornato in un luogo ospitale. In particolare questa edizione 2026 arriva dopo un anno non facile. Non sono solo i numeri a dirlo: in molti di voi alla domanda su come sia andato il 2025 avete risposto che è stato un anno di transizione, caratterizzato da incertezza e da uno stallo decisionale da parte dei clienti. Una situazione a
cui fa da sfondo un panorama geopolitico complesso e una situazione congiunturale non semplice.

Ma come accade in ogni community coesa, condividere sfide, obiettivi e visioni aitua ad affrontare le criticità con maggiore consapevolezza e determinazione. Non per nulla abbiamo deciso di trovarci per un anno intero sotto lo stesso tetto, quello della Print Connection, per avere sempre nuove opportunità per approfondire il confronto e creare sinergie anche inaspettate in un orizzonte di filiera – perché no? – anche con il vicino di pagina che fino a ieri abbiamo considerato poco affine al nostro business o addirittura competitor.