DL Bollette: cosa prevede e perché per la filiera carta e grafica è un provvedimento strategico

Il DL Bollette è il decreto con cui il Governo interviene per contenere l’impatto dell’aumento dei costi dell’energia. Il provvedimento prevede  misure che riguardano gas ed elettricità e che mirano a ridurre gli effetti della volatilità dei mercati su famiglie e imprese. In una fase segnata da nuove tensioni geopolitiche e da un ritorno di instabilità sui mercati energetici, il decreto si inserisce nel dibattito sulla competitività del sistema produttivo italiano, in particolare per i settori manifatturieri energivori.

In questo contesto la Federazione Carta e Grafica, attraverso Assocarta, è intervenuta nelle audizioni indette dalla X Commissione della Camera per la conversione in legge del DL Bollette, presentando il punto di vista del comparto cartario.

Assocarta valuta positivamente l’impianto del provvedimento e il segnale di politica industriale che rappresenta. Come dichiarato dal Direttore Generale Massimo Medugno: “I produttori italiani di carta e cartone hanno accolto con soddisfazione il DL Bollette. Si tratta di un provvedimento di politica industriale, ampio e strutturato che rappresenta un segnale forte da parte del Governo”.

Bene l’articolo 10: il servizio di liquidità sul differenziale PSV–TTF

Tra gli aspetti considerati più rilevanti, Assocarta evidenzia la misura prevista dall’articolo 10. Attraverso quest’ultimo introduce un servizio di liquidità finalizzato a ridurre il differenziale tra il mercato italiano PSV e quello del Nord Europa TTF. Riferimento a cui sono spesso agganciati i contratti gas dei competitor europei. Medugno sottolinea: “E anche nella sua fase di conversione – evidenzia Medugno – Assocarta esprime apprezzamento per la misura, attesa da diversi mesi. Quest’ultima è inserita nel decreto all’articolo 10 con cui si prevede l’istituzione di un servizio di liquidità per cercare di annullare il differenziale tra il mercato italiano PSV e quello del Nord Europa TTF a cui sono agganciati i contratti gas dei nostri competitor europei.”

Assocarta richiama inoltre i dati sullo spread PSV/TTF, che nel gennaio 2026 è stato in media di 3,5 euro/MWh con punte spot fino a 7 euro/MWh, pari al 17% del prezzo del gas. Un differenziale che, secondo l’associazione, si traduce in un “costo-Paese”. Qeust’ultimo capace di compromettere la competitività delle imprese e di penalizzare l’economia nazionale, soprattutto in fasi di rialzo dei prezzi alimentate dall’instabilità internazionale.

Articolo 6: obiettivo condiviso, ma serve una modifica per tutelare la cogenerazione industriale

Il settore cartario, che utilizza impianti di cogenerazione ad alta efficienza per produrre energia elettrica da gas naturale, esprime apprezzamento anche per le finalità dell’articolo 6. Ma segnala una criticità che richiede un intervento correttivo. “Il settore cartario – spiega Medugno – che produce energia elettrica da gas naturale attraverso impianti di cogenerazione ad alta efficienza, esprime apprezzamento anche per le finalità dell’articolo 6. Quest’ulltimo è volto a ridurre i costi del gas per la generazione elettrica e a trasferire tali benefici sui prezzi dell’energia. Il tutto a condizione che il mercato elettrico operi in modo pienamente concorrenziale e trasparente.”

Per Assocarta è centrale che il rafforzamento della concorrenza previsto dal comma 1 sia effettivo. Altrimenti l’intervento rischia di non arrivare ai prezzi finali. Allo stesso tempo, l’associazione mette in evidenza un problema legato ai commi 2 e 3. In quanto la previsione di rimborsi limitati alla sola energia immessa in rete, con esclusione di quella autoprodotta e autoconsumata, può introdurre una disparità a danno della cogenerazione industriale.

“Riteniamo fondamentale il rafforzamento delle condizioni di concorrenza previsto dal comma 1, senza il quale le misure rischierebbero di tradursi in un mero vantaggio per la generazione termoelettrica, senza effetti concreti sui prezzi finali” spiega Medugno “ma al contempo, segnaliamo una criticità nei commi 2 e 3: la previsione di rimborsi limitati alla sola energia elettrica immessa in rete, con esclusione di quella autoprodotta e autoconsumata, introduce una disparità che penalizza la cogenerazione industriale.”

La richiesta della Federazione Carta e Grafica, tramite Assocarta, è quindi di modificare l’articolo 6. L’obiettivo è evitare asimmetrie e preservare il valore dell’autoproduzione efficiente. Secondo l’associazione, l’impostazione attuale rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi di efficienza e sostenibilità. In quanto rischia di disincentivare la cogenerazione e peggiorando i parametri ambientali ed economici. “Tale impostazione” conclude Medugno “rischia di disincentivare l’autoproduzione efficiente, con effetti negativi per il sistema Paese in termini di maggior consumo di gas, incremento delle emissioni di CO₂ e aumento dei costi complessivi.”