Produzione di carta e cartone 2025: Europa a -1,5% e Italia a -2,2%, ma packaging e tissue tengono. In Europa produzione in calo, trend negativo dal 2021

I dati preliminari 2025 sulla produzione di carta e cartone in Europa e in Italia fotografano un settore che mostra moderata resilienza, pur dentro un quadro complicato: costi energetici e industriali ancora elevati, concorrenza internazionale più aggressiva, domanda debole e rallentamento manifatturiero.
Secondo le statistiche preliminari 2025 di Cepi, la produzione europea di carta e cartone (area Cepi) è scesa dell’1,5% nel confronto 2025/2024. Il dato arriva dopo il rimbalzo del 2024 e conferma una traiettoria complessivamente negativa dal 2021, influenzata da fattori macroeconomici sfavorevoli e da un contesto regolatorio e geopolitico più oneroso.
Il report Cepi quantifica inoltre la produzione totale 2025 in 77,6 milioni di tonnellate, evidenziando una riduzione in molte categorie merceologiche.

Carte grafiche, il segmento più fragile, e stabilità per Packaging e tissue

Il calo più netto riguarda le carte grafiche, che nel 2025 arretrano del 7,2% rispetto al 2024. È un dato coerente con una dinamica strutturale: la domanda di questi prodotti resta più esposta alla trasformazione dei consumi, oltre che alla debolezza generale dei mercati. Se si guarda invece ai comparti più legati ai consumi quotidiani e alla logistica, il quadro cambia. Nel comunicato Assocarta, la produzione europea 2025 risulta relativamente stabile nei segmenti carta e cartone per imballaggi (+0,1%), igienico-sanitario (-0,8%) e altri tipi (+0,4%), pur restando sotto il picco del 2021. Nel dettaglio Cepi, le carte per packaging sono sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,2%), con andamenti diversi all’interno del mix (containerboard in crescita, cartonboard in calo).

Scambi esteri e competitività: saldo positivo, ma segnali di pressione

Un altro punto chiave è la competitività sui mercati internazionali. Il saldo commerciale europeo resta ampiamente positivo, ma in erosione: nell’area Cepi diminuisce del 4,4% rispetto al 2024. Il comunicato Assocarta, basato sugli ultimi dati Eurostat disponibili (11 mesi), segnala inoltre un quadro UE con export in calo (-2,2%) e import in aumento (+1,4%) nel 2025, evidenziando fragilità competitive. Nel report Cepi, sulle stime più recenti citate nello stesso documento, la variazione UE è indicata come export -3,2% e import +2,7% nel 2025.

Italia: produzione -2,2% nel 2025, mercato interno più stabile

Il dato europeo si riflette anche in Italia. Come afferma il direttore generale di Assocarta Massimo Medugno: “I risultati europei riflettono i dati preliminari della produzione di carta italiana che, nel 2025, ha registrato un calo dei volumi produttivi (-2,2%), in un contesto di generale dei mercati mentre il mercato nazionale ha mostrato una certa tenuta (+3,8%), sostenuta però soprattutto dall’aumento delle esportazioni (+7,6%). Di contro, le vendite interne dell’industria italiana sono diminuite (-0,7%) e anche l’export ha registrato un calo in volume (-4,1%)”

La leva dei biomateriali: sostituire il fossile per crescere

Dentro questo scenario, Assocarta richiama una possibile direttrice di sviluppo: la sostituzione dei materiali a base fossile con materiali circolari a base biologica, che possono migliorare resilienza delle filiere e competitività. Medugno lo sintetizza così:

“Tuttavia – mette in evidenza Medugno – esiste un ulteriore potenziale di crescita nella sostituzione dei materiali a base fossile. I materiali circolari a base biologica offrono, infatti, vantaggi in termini di resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività europea. Ciò è confermato dalle più recenti statistiche Cepi e da altri studi pubblicati in questo periodo, incluso l’Antwerp Statement Monitoring Report di Deloitte”.

Il riferimento è all’Antwerp Declaration Monitoring Report, preparato da Deloitte e commissionato da Cefic. L’analisi evidenzia che l’UE mantiene un vantaggio competitivo chiaro solo in poche aree, tra cui uso della biomassa per biomateriali e bioenergia e utilizzo circolare dei materiali. In questo perimetro, la filiera carta viene indicata come un asset importante per la bioeconomia e per l’economia circolare europea.

Prospettive: resilienza “moderata”, ma servono condizioni per competere

Il messaggio che emerge dai dati 2025 è doppio. Da una parte, il settore continua a reggere meglio in segmenti come packaging e tissue, dove la domanda è più stabile. Dall’altra, la pressione su costi, regole e competizione globale resta un tema determinante per investimenti e capacità produttiva in Europa e in Italia.

In questo equilibrio, la sfida non è solo recuperare volumi: è consolidare la competitività valorizzando ciò che già funziona — circolarità, biomassa, sostituzione del fossile — trasformandolo in un vantaggio industriale misurabile.