Pro-Gest Spa annuncia la sottoscrizione di accordi vincolanti con i principali creditori finanziari per la ristrutturazione del debito del Gruppo
Il 23 gennaio 2026 Pro-Gest S.p.A., gruppo cartario con sede a Ospedaletto d’Istrana (TV), ha annunciato la firma di accordi vincolanti con i principali creditori finanziari (Lock up Agreement e Term Sheet) per la ristrutturazione del debito e per un futuro che mira a ripristinare la continuità aziendale. L’intesa arriva al termine di un percorso iniziato nel 2024 tra tensione di liquidità, mancati pagamenti su obbligazioni, avvio della composizione negoziata della crisi e un confronto istituzionale che ha coinvolto anche il MIMIT e le Regioni in cui il gruppo è presente.
Secondo quanto riportato dal comunicato divulgato dall’azienda il Term Sheet prevede:
- L’estensione della scadenza del debito al 2030, prorogabile fino al 2032 a discrezione dei creditori finanziari e la rimodulazione dei tassi;
- Il rimborso della quota capitale e degli interessi sulla base di un piano di dismissioni già definito di asset immobiliari del valore di 80 milioni di euro e di selezionate unità operative;
- La cancellazione di una parte degli interessi maturati;
- L’ampliamento del perimetro delle garanzie.
Angelo Rodolfi, Chief Restructuring Officer del Gruppo Pro-Gest, ha dichiarato: “Nell’ultimo anno, col supporto dell’Esperto della CNC (che si è chiusa positivamente) e del team di advisor della società e dei creditori, abbiamo intrapreso un percorso di negoziazione per risanare la posizione debitoria e proteggere il valore aziendale, a tutela dei creditori stessi e di tutti gli stakeholder. Ora il compito che ci aspetta è quello di finalizzare gli accordi in attuazione del Term Sheet ed eseguire il piano.”
I punti salienti della crisi
Il punto di rottura diventa pubblico tra giugno e luglio 2024. Pro-Gest comunica la decisione di non corrispondere gli interessi maturati sul prestito obbligazionario €250.000.000 3,25% Senior Notes due 2024 (cedola con pagamento previsto il 15 giugno 2024). Trenta giorni dopo, il 15 luglio 2024, Teleborsa riferisce che, decorso il periodo di grazia senza pagamento, si è verificato un “event of default”. Sul fronte del merito di credito, un report di S&P indica il downgrade a “SD” (selective default) in relazione al mancato pagamento.
Il 18 dicembre 2024 viene riportato che, alla data di scadenza prevista (15 dicembre 2024), non sono state rimborsate le obbligazioni senior riferite allo stesso prestito da 250 milioni. La società collega la scelta alla necessità di preservare la liquidità e ai colloqui con i creditori nell’ambito della definizione di un piano di rimodulazione della struttura del capitale.
Il 10 gennaio 2025 Pro-Gest comunica l’accesso alla composizione negoziata della crisi (CNC) ai sensi del Codice della Crisi e dell’Insolvenza. Nel comunicato viene indicata l’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto indipendente Giampaolo Provaggi e si richiama il lavoro sul piano industriale 2025-2027 e sulle linee guida di una proposta per i creditori finanziari.
Pochi giorni dopo, il 17 gennaio 2025, viene riportato che il CdA ha definito le linee guida del piano industriale 2025-2027: recupero della marginalità operativa, riduzione di costi legati ai canoni di locazione, semplificazione societaria e valorizzazione/dismissione di asset non strategici. Nella stessa nota si citano ricavi (e ricavi consolidati di gruppo), volumi in crescita e un patrimonio netto contabile, oltre a interventi industriali (ad esempio Altopascio) e una razionalizzazione del perimetro produttivo.
La convocazione del MIM
Il 10 marzo 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convoca il primo tavolo di crisi su Pro-Gest, con la partecipazione delle Regioni coinvolte, delle organizzazioni sindacali e di Assocarta. Il MIMIT inquadra il gruppo come leader nella produzione cartaria in Italia e specializzato in cartone ondulato e imballaggi, ricordando un perimetro complessivo superiore ai 1000 lavoratori distribuiti su più regioni. Nelle stesse ore, fonti territoriali sottolineano che le difficoltà sarebbero nate sul fronte finanziario e che la CNC stava ridisegnando la strategia patrimoniale senza prevedere impatti sul personale.
Sul piano industriale e occupazionale, la seconda parte del 2025 resta sensibile. A fine novembre Il Tirreno riporta la ripresa degli scioperi in area Toscana (Altopascio/Sesto Fiorentino), a conferma di una tensione sindacale che si intreccia con l’incertezza sul percorso di risanamento e sulle prospettive.
In questa fase l’elemento centrale è il passaggio dalla negoziazione all’esecuzione: l’accordo mette nero su bianco una traiettoria con scadenze più lunghe e un rimborso legato a dismissioni e cessioni. La “tenuta” del piano, però, dipenderà dalla capacità di completare le operazioni previste, finalizzare gli accordi in coerenza con il Term Sheet. Ma anche mantenere continuità operativa nei siti produttivi, mentre prosegue il confronto con istituzioni e parti sociali.


