“Si, ma quanti siete? Un Fiorino …”. Tutti ricorderanno l’esilarante sequenza di un indimenticato Massimo Troisi al fianco di Roberto Benigni che varcava il confine fiorentino e veniva tassato del famoso Fiorino, nel film cult “Non ci resta che piangere” del 1984.

In questo caso invece il “Fiorino d’oro” è stato conferito ad uno stimatissimo collega di settore, Mauro Pagliai, classe 1943 e compleanno proprio in questi giorni, che lo scorso 24 giugno, nel giorno di San Giovanni Battista, patrono della città di Firenze, è stato insignito di questa importante riconoscimento dal Sindaco di Firenze Dario Nardella. L’Amministrazione comunale usa consegnare il “Fiorino d’Oro” a cittadini italiani o di altri Paesi, di riconosciuta probità, che attraverso la loro notoria opera nel campo della cultura, delle arti, del lavoro in ogni sua espressione, della politica, dell’assistenza, della filantropia, dello sport, delle attività internazionali, abbiano dato lustro in particolare alla città e alle istituzioni e reso un servizio alla comunità nazionale e internazionale e siano degni pertanto di essere additati al pubblico encomio.

 

La cerimonia si è svolta nella stupenda cornice della Salone dei 500 di Palazzo Vecchio. Un riconoscimento che giunge in prossimità dei cinquant’anni dell’impresa.

Imprenditore di stirpe, Mauro Pagliai, dopo la formazione presso la scuola salesiana di Firenze, a soli 22 anni, con poche risorse disponibili, apre la propria bottega nel 1966 nel centro storico di Firenze, come tipografia Polistampa, con una Nebiolo Athena tutt’ora in azienda, per diventare rapidamente anche editore, spinto più dalla curiosità di conoscere e dalla passione per l’arte che dal fiuto per gli affari. Dal 2007 Mauro Pagliai ha dato vita alla nuova sigla, la Mauro Pagliai Editore, con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama editoriale nazionale. Oggi l’azienda ha una redazione di giovani professionisti e collaboratori ed è diretta dal figlio Antonio e mantiene l’attività poligrafica.

Con un catalogo di oltre tremila titoli, tra letteratura contemporanea, moderna e classica, preziosi cataloghi d’arte, epistolari, drammaturgie, poesia, saggi accademici, è certamente un caso interessante, e non si nascondono velleità di ulteriore sviluppo che seguiremo con attenzione. Le oltre 100 collane esistenti inquadrano ogni attività umana, dalla medicina all’ingegneria, dall’astronomia alle arti figurative, dalle scienze economiche alla filosofia, dalle discipline storiche alle scienze sociali. La sede della Mauro Pagliai Editore si sviluppa su una superficie di oltre 4 mila metri quadri tra redazione, prestampa, tipografia, legatoria e magazzini, dove lavorano una cinquantina persone tra dipendenti e collaboratori professionisti. Hanno pubblicato con Polistampa: Fernando Botero, Massimo Cacciari, Franco Cardini, Bruno Cicognani, Rodolfo Doni, Alessandro Fo, Carlo Emilio Gadda, Pietro Grossi, Emiliano Gucci, Mario Luzi, Fosco Maraini, Alessandro Parronchi, Pier Paolo Pasolini, Guido Piovene, Antonio Pizzuto, Giuseppe Pontiggia, Angelo Maria Ripellino, Aldo Rosselli, Edoardo Sanguineti, Vittorio Sgarbi, Enzo Siciliano, Giovanni Spadolini, Pietro Spirito, Antonio Tabucchi, Giuseppe Ungaretti, Marco Vichi.

 

Cinquant’anni di attività sono un traguardo considerevole, in particolare quando si intrecciano con le vicende culturali ed artistiche di una città come Firenze. Già insignito del titolo di Cavaliere e di Commendatore, Mauro Pagliai e la sua squadra raggiungono oggi questo ulteriore importante riconoscimento e per questo meritano il nostro plauso.

“Il Fiorino d’oro della città di Firenze” è il riconoscimento civico istituito ufficialmente dal Comune di Firenze nel marzo 1988 per indicare “alla pubblica estimazione tutti coloro che, italiani o di altri paesi, in qualsiasi modo abbiano contribuito a dare lustro alla città o si siano distinti a livello internazionale per la loro opera”.

Il Premio fisicamente è la riproduzione in oro dell’antica moneta coniata dalla Repubblica fiorentina nel XIV secolo, riproducente da un lato il giglio di Firenze e dall’altro l’effigie di San Giovanni Battista patrono della città, contenuto in astuccio di pelle rossa e comprende anche un attestato, firmato dal Sindaco in carica, nel quale sia contenuta la motivazione del conferimento.