Xerox annuncia una sostituzione del CEO: Steve Bandrowczak lascia, Louie Pastor guida il nuovo corso del gruppo
Così come di recente annunciato da HP, anche per Xerox arriva un cambio ai vertici che apre una nuova fase della propria trasformazione. Il gruppo ha annunciato che Steve Bandrowczak ha lasciato con effetto immediato il ruolo di chief executive officer e che il consiglio di amministrazione ha nominato al suo posto Louie Pastor, già presidente e COO dell’azienda. Contestualmente, Xerox ha confermato le guidance per l’intero esercizio, ribadendo di restare allineata ai propri obiettivi finanziari e operativi.
Per Xerox si tratta di un passaggio delicato ma strategico. Bandrowczak guidava il gruppo dal 2022, quando era stato prima nominato CEO ad interim dopo la scomparsa di John Visentin e poi confermato alla guida della società. Durante il suo mandato Xerox ha portato avanti una fase di reinvenzione del business, sostenuta anche da operazioni come le acquisizioni di Lexmark e ITsavvy, che il presidente Scott Letier ha definito centrali in un “periodo cruciale” per l’azienda.
Chi è il nuovo CEO
Il nuovo CEO Louie Pastor è una figura interna ben conosciuta dal gruppo. Entrato in Xerox nel 2018, ha ricoperto negli anni incarichi di primo piano tra cui general counsel, chief corporate development officer, chief transformation officer e chief administrative officer, fino alla nomina a presidente e COO nel settembre 2025. Prima di approdare in Xerox aveva lavorato anche in Icahn Enterprises, realtà legata all’investitore Carl Icahn.
Nella comunicazione ufficiale, il board ha sottolineato che Pastor porta in dote disciplina operativa, visione strategica e una conoscenza profonda dell’azienda, elementi ritenuti decisivi per proseguire nel percorso di trasformazione. Xerox punta quindi sulla continuità manageriale e sull’esecuzione del piano, in un momento in cui il mercato guarda con attenzione alla capacità del gruppo di rafforzare il modello operativo e recuperare slancio.
Le sfide per il futuro
La nomina arriva infatti in un contesto finanziario complesso. Dopo la chiusura del 2025, Xerox aveva indicato per il 2026 un percorso ancora incentrato su riorganizzazione E crescita profittevole, mentre nelle ultime settimane ha messo in campo anche iniziative per rafforzare la struttura patrimoniale. Sul mercato, il titolo resta sotto pressione: il 52-week low è sceso a 1,28 dollari, mentre la capitalizzazione si aggira attorno a 160 milioni di dollari e l’enterprise value supera i 4 miliardi.
Per il settore della stampa e dei servizi documentali, il cambio al vertice di Xerox è quindi una notizia rilevante non solo sul piano manageriale, ma anche industriale. Pastor eredita un’azienda impegnata a integrare acquisizioni importanti, semplificare le operazioni e rilanciare la crescita in un mercato maturo ma ancora strategico. La sfida adesso sarà trasformare la continuità operativa promessa dal board in risultati concreti, rassicurando investitori, partner e clienti sulla tenuta del progetto Xerox.


