Brevetti, marchi e disegni registrati possono tradursi in maggiore competitività e migliori risultati economici. Con il ritorno dei bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, l’autunno 2026 offre alle PMI nuove opportunità per valorizzare innovazione e proprietà industriale.

Di Francesca Sassoli

Un’analisi condotta dall’European Patent Office (EPO) e dall’European Union Intellectual Property Office (EUIPO, ha rivelato che le imprese titolari di diritti di proprietà industriale ottengono risultati economici migliori rispetto a quelle che non ne possiedono. Lo studio – condotto nel 2025 su oltre 119.000 imprese europee – ha evidenziato che le aziende che possiedono marchi, brevetti o disegni registrati generano in media il 23,8% di ricavi in più per dipendente rispetto alle imprese senza titoli di proprietà industriale. Per le PMI il beneficio è ancora più evidente, con un incremento medio del 44% dei ricavi per dipendente.

Un dato altrettanto significativo riguarda l’adozione ancora limitata di questi strumenti: meno del 10% delle PMI europee possiede diritti di proprietà industriale registrati, contro circa il 50% delle grandi imprese. Si tratta quindi di un ambito con ampi margini di crescita, soprattutto per i settori manifatturieri e creativi. L’autunno italiano sarà ricco di misure agevolative per le imprese che hanno messo a terra nuovi progetti che prevedono la presentazione di brevetti, marchi e disegni. Tornano infatti quei bandi che, con il tempo, hanno permesso a tante aziende di investire nell’innovazione.

Brevetti+ 2026: contributi per valorizzare le invenzioni

Partiamo dal Bando Brevetti + 2026: per la data di apertura bisogna attendere il decreto che regola l’apertura e la chiusura dello sportello. I contributi a fondo perduto sono pari all’80% dei costi ammissibili per la valorizzazione economica dei brevetti: si arriva fino all’85% se l’impresa ha ottenuto Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125, fino al 100% nel caso di imprese contitolari o licenziatarie esclusive di brevetto con ente pubblico di ricerca, università o IRCCS.

Una misura perfetta per chi ha l’innovazione come leva di crescita e posizionamento e che aiuta tutti quelli che hanno investito in nuove idee: «Diversi nostri clienti hanno potuto usufruire, negli anni, dei fondi del bando Brevetti+, una misura che è stata riproposta e rifinanziata in più edizioni – commenta l’ingegnere Valerio Lunati, European Patent Attorney di Lunati & Mazzoni – L’ho sempre ritenuta particolarmente interessante, non solo per l’entità delle agevolazioni che possono sostenere concretamente le PMI italiane nel percorso di valorizzazione dei propri brevetti, ma anche perché le tempistiche previste per l’attuazione del progetto incentivano le imprese a trasformare l’invenzione in un risultato industriale e commerciale concreto».

Il massimo del contributo ottenibile è pari a 140.000 euro a progetto. Possono presentare la domanda i titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2025, i titolari di domanda nazionale di brevetto depositata dopo il 1° gennaio 2024 con rapporto di ricerca “non negativo” e i titolari di brevetto EPO convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2023 o con domanda internazionale di brevetto depositata dopo il 1° gennaio 2024 che rivendichi una priorità nazionale.

«Il bando è sicuramente molto interessante, la dotazione è generosa, ma sono molte le micro, piccole e media imprese che applicano – sottolinea Michele Cudia, Technical Advisor di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee ed internazionali – quindi la strategia migliore è prepararsi per tempo ed essere già pronti ad applicare il giorno stesso dell’apertura dello sportello che si chiude ad esaurimento fondi.

Le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico d’arrivo. Per questo è importante essere pronti. La domanda si presenta online tramite la piattaforma di Invitalia». Quali sono le spese ammissibili? «Gli acquisti di servizi specialistici per la valorizzazione del brevetto – spiega Cudia – progettazione, ingegnerizzazione, sviluppo, trasferimento tecnologico, industrializzazione e le spese relative al brevetto per la sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’azienda richiedente. Attenzione: tutte le spese devono essere sostenute solamente dopo la data dell’apertura dello sportello e i pagamenti devono essere eseguiti tramite bonifico con la causale indicante il codice unico di progetto, il CUP».

Marchi+ 2026: sostegno alla tutela in Europa e all’estero

Il bando Marchi + 2026 fa capo al MIMIT ed è gestito da Unioncamere con una dotazione di 2 milioni. Anche in questo caso bisogna aspettare il decreto ministeriale che detta le regole sull’apertura. La chiusura dello sportello dipenderà dall’esaurimento dei fondi. Sostiene le micro, piccole e medie imprese che registrano e tutelano i propri marchi a livello europeo e internazionale.

«Il contributo massimo per i marchi dell’Unione europea (EUIPO) è di 6mila euro per marchio, il contributo si attesta fino all’80% delle spese ammissibile, che arriva all’85% per le imprese con Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125 – ricorda Michele Cudia – per quando riguarda invece i marchi internazionali (OMPI/WIPO) è contributo massimo è di 9mila euro per marchio, il contributo è fino al 90% delle spese ammissibili, che sale al 95% in caso di certificazione UNI/PdR 125».

Quali sono le spese ammissibili? «Le ricerche di anteriorità (cioè le verifiche per accertarsi, prima del deposito, che non esistano già marchi simili registrati da altri) – elenca Cudia – la progettazione del marchio, l’assistenza per il deposito, le tasse di deposito e registrazione, l’assistenza per il deposito, l’assistenza legale per opposizioni e servizi specialistici di consulenza in proprietà industriale. Come nel caso di Brevetti +, è consigliabile presentare la domanda all’apertura dello sportello».

 

Il contributo massimo per i marchi dell’Unione europea (EUIPO) è di 6mila euro per marchio, il contributo si attesta fino all’80% delle spese ammissibile…

Michele Cudia, Technical Advisor di Ayming Italia Srl SB

 

Disegni+ 2026: risorse per prototipi, stampi e industrializzazione

Per il Bando Disegni + non c’è ancora una data di apertura prevista, ma solitamente cade fra fine novembre e dicembre 2026. Anche questa misura, promossa dal MIMIT e gestita da Unioncamere, mira a sostenere la valorizzazione dei disegni e dei modelli registrati in Italia (UIBM), in Europa (EUIPO) e a livello internazionale (OMPI/WIPO). Possono sfruttarla le micro, piccole e medie imprese italiane dei settori packaging, design, moda, oggettistica e arredamento. «L’ultima edizione ha visto i fondi esaurirsi molto velocemente – spiega Cudia – massima attenzione quindi alle tempistiche e alla preparazione della documentazione.

Bisogna essere pronti a caricare tutto il giorno dell’apertura dello sportello. Il contributo a fondo perduto è fino all’80% delle spese ammissibili, percentuale che sale all’85% se l’azienda, anche in questa misura, ha provveduto alla certificazione della parità di genere. Il contributo massimo dovrebbe attestarsi sui 60.000 euro a progetto». Quali sono le spese ammissibili in questo caso? «Comprendono i cosiddetti servizi finalizzati alla valorizzazione di un disegno/modello registrato: la realizzazione di prototipi e stampi, l’utilizzo di materiali innovativi, le consulenze tecniche per l’industrializzazione e la produzione, le certificazioni di prodotto, anche studi di mercato, Business plan e progetti di Marketing relativi al disegno/ modello e i costi per la tutela legale contro contraffazioni e imitazioni.

Per tante imprese l’acquisto di stampi per la realizzazione di nuovi prodotti rappresenta un vero e proprio “salasso” e questo bando è l’unico strumento a disposizione per ottenere un fondo perduto su tali costi» I bandi Brevetti + e Disegni + sono strategici anche perché: «La tutela di un’invenzione industriale, un design o modello industriale, oltre a rappresentare un intangibile (patrimonio aziendale) genera un circolo virtuoso che – attraverso normative come la Patent Box – generano importanti risparmi d’imposta» sottolinea Cudia.

Come prepararsi all’apertura degli sportelli

Per poter arrivare pronti alla pubblicazione delle misure ci sono alcune attività propedeutiche che vanno fatte: “Sicuramente ci sono azioni chiave da intraprendere – conferma Cudia – come fare un audit interno sugli asset immateriali, intercettare quelle innovazioni che potrebbero essere brevettabili e fare una verifica su marchi e design se siano o meno protetti”.