Diamo uno sguardo al 2025: che anno è stato per Assografici e per il comparto grafico e cartotecnico?
Il 2025 è stato descritto come un anno macroeconomicamente complesso per tutta l’industria manifatturiera. Caratterizzato da una crescita del Pil e dei consumi estremamente contenuta (siamo ai soliti decimali), e da un’incertezza internazionale alimentata da conflitti e dazi.
Il costo energetico in Italia resta alto, più alto dei principali competitor UE, nonostante tutto questo e nonostante che gli incentivi siano instabili e difficilmente fruibili, le nostre aziende hanno continuato a investire.
In questo contesto, nel 2025 rispetto al 2024, il settore grafico ha registrato una ripresa produttiva (stimiamo un +1,6% nei primi nove mesi), sebbene il fatturato sia rimasto in calo (-1,2% nei primi nove mesi), nonostante ci sia stato un recupero dell’export negli ultimi due trimestri.
Il settore cartotecnico trasformatore, più legato ai consumi, torna invece a crescere sia per volumi (stima 9 mesi +1,8%), sia per fatturato (stima 9 mesi +1%), trainato moderatamente dall’alimentare e dalla farmaceutica e maggiormente dalla cosmesi-profumeria: questi dati sono anche confermati da un crescente export.
Come segmenti, moderata crescita produttiva per cartone ondulato e imballaggio flessibile, più significativa quella di astucci pieghevoli, sacchi e etichette autoadesive. L’ultimo trimestre 2025, dalle nostre analisi, si dovrebbe confermare o migliorare leggermente di qualche decimale, sia nel settore grafico, sia in quello cartotecnico trasformatore.
Credo che per i vostri associati sia sempre più importante l’attività di lobbying e di advocacy che Assografici porta avanti nel loro interesse, anche attraverso Federazione Carta e Grafica: quali sono stati e saranno i fascicoli più rilevanti e i temi più caldi?
Come sempre più spesso accade, sono le normative di fonte europea quelle che oggi impattano più significativamente sui nostri settori. Penso in particolare all’EUDR, il nuovo Regolamento europeo per evitare la commercializzazione di prodotti derivanti da deforestazione o degrado forestale e che introduce un sistema di tracciabilità e di dovuta diligenza che impatta potenzialmente su quasi tutte le aziende del settore.
Abbiamo lavorato in Italia e in Europa per semplificarlo e, dopo il rinvio dell’anno scorso, alla fine si è arrivati a un secondo rinvio, a fine 2026. Penso al PPWR: dopo il faticosissimo iter legislativo, l’attenzione si è spostata su tutti gli atti secondari, che sono fondamentali.
Anche per difendere la corretta interpretazione del volere del colegislatore, perché ci sono chiari tentativi di non tenerne adeguatamente conto. Nel frattempo, l’Associazione cerca di preparare le aziende all’entrata in vigore di tali regolamenti, con linee guida, seminari, approfondimenti.
In termini di advocacy, lavoriamo perché gli imballaggi non siano considerati solo un problema da smaltire, ma se ne colga la funzione d’uso essenziale; cerchiamo sempre di valorizzare il materiale carta, bionaturale come fonte e riciclabile e ampiamente riciclato nei fatti; cerchiamo di far riflettere la società sul fatto che non sempre digitalizzare è un valore e che anche il digitale ha un impatto ambientale: in particolare difendiamo la lettura su carta e la scrittura a mano, specialmente a scuola e per le nuove generazioni.
Su questi temi la nostra azione di advocacy non solo sta facendo discutere, ma ha portato l’Amministrazione anche a importanti passi concreti, penso al divieto a scuola dell’uso del cellulare.
Una delle caratteristiche di Assografici è di aver creato dei gruppi di specializzazione. Quanto sono importanti e come state lavorando?
Per un’associazione come la nostra, molto eterogenea al suo interno, i Gruppi sono in effetti una fondamentale scelta organizzativa di presidio dei vari settori. Una scelta storica, Assografici festeggia nel 2026 i suoi 80 anni di attività (vi annuncio che organizzeremo in merito un grande evento, a metà ottobre), ma tanti Gruppi sono attivi da decenni ormai. Il Gruppo permette di creare delle business community molto omogenee per attività (le aziende che producono etichette o flessibile o astucci o cartone ondulato sono ovviamente molto diverse tra loro), focalizzate sui propri dati di mercato, sulle proprie esigenze formative, sui propri elementi tecnici, sui propri fornitori…
Assografici e la Federazione sono poi il presidio trasversale su lobbying e advocacy, anche nei rapporti con Confindustria, sul Contratto di categoria, sugli Enti di settore (fondo pensioni, fondo sanitario e la sempre più rilevane attività di ENIP-GCT su formazione e istruzione grafica e cartotecnica), sul sistema consortile (Comieco e Conai)…
Insomma, come dire, se posso usare una metafora, il Gruppo è la tua famiglia, Assografici la casa comune, la Federazione il nostro quartiere… Un modello organizzativo che a me pare vincente. Anche per questo, là dove si presta l’occasione e la volontà delle aziende, stiamo cercando di far nascere dei nuovi Gruppi o per lo meno dei nuovi Tavoli di lavoro: le legatorie sono tornate a incontrarsi; stiamo lavorando con profitto con i Rotolifici; insieme al Gifco e al vicepresidente Gianluca Castellini, stiamo riflettendo sugli scatolifici “puri”. Anche con l’aiuto del vicepresidente Emanuele Bandecchi, vorrei capire se sul mondo grafico si possono fare nascere delle nuove collaborazioni.
Quello dei Gruppi di specializzazione, comunque, è un modello organizzativo anche complesso: per farlo funzionare al meglio occorre coordinarsi e sfruttare bene tutte le sinergie possibili, non solo quelle ovvie della sede o della struttura organizzativa. Nella mia squadra di Presidenza, stanno in questo senso facendo un ottimo lavoro Alberto Palaveri, proprio sul coordinamento dei Gruppi dell’imballaggio, ed Elisabetta Brambilla, sulla formazione e il presidio dei rapporti con ENIP-GCT.
E il territorio?
Il forte rapporto con le Sezioni grafiche e cartotecniche delle varie Confindustrie territoriali è un’altra delle nostre specificità organizzative. Un rapporto che vogliamo sempre più presidiare e rafforzare e su questo sono particolarmente impegnati i vicepresidenti Nicole Tassotti e Stefano Crechici: quest’anno, l’anno dell’80mo come detto, il nostro Consiglio Generale sarà anche itinerante sui territori, incominciando da Confindustria Veneto Est il prossimo marzo.
Inutile poi dire quanto sia rilevante il presidio di Milano: la struttura di Assografici e dell’Unione GCT Milano è ormai un’unica entità organizzativa. La collaborazione con la presidente Lara Botta è totale e molto fluida e con Lara, grazie alla sua specifica esperienza associativa e alle sue competenze, stiamo molto lavorando sulla comunicazione associativa.


