Federazione Carta e Grafica: perché il “solo digitale” non garantisce informazione inclusiva e sostenibile (Omnibus IV, farmaci e scontrini)
Il punto non è “digitale sì o digitale no”. Il problema, secondo Federazione Carta e Grafica, nasce quando le norme spingono verso un approccio solo digitale per istruzioni e documentazione dei prodotti: così si rischia di perdere accessibilità immediata, tutela del consumatore e trasparenza, soprattutto nei casi più sensibili come foglietti illustrativi dei farmaci e scontrini d’acquisto.
Omnibus IV è il pacchetto di semplificazione proposto dalla Commissione europea il 21 maggio 2025 per ridurre oneri amministrativi e “modernizzare” regole del mercato unico. Dentro c’è anche un filone che riguarda la digitalizzazione di alcuni adempimenti e l’aggiornamento di parti della legislazione di prodotto.
Nella pratica, la Commissione spinge il principio “digital by default” e, tra le altre cose, apre alla possibilità per i produttori di fornire istruzioni per l’uso in formato digitale al posto della carta (in determinati contesti normativi), insieme alla digitalizzazione di documenti come la dichiarazione UE di conformità e degli scambi con le autorità.
“Solo digitale”: l’effetto esclusione e il nodo del tempo di attesa
Federazione Carta e Grafica contesta che il “solo digitale” dia per scontati connessione, dispositivi e competenze. Il tema è concreto: nel 2023, nell’UE solo il 56% delle persone tra 16 e 74 anni aveva competenze digitali almeno di base (e il dato non copre gli over 74).
Il punto più critico, nel ragionamento della Federazione, è che l’impostazione collegata all’Omnibus IV consentirebbe di avere le istruzioni cartacee solo su richiesta dopo l’acquisto: il consumatore potrebbe accorgersi dell’assenza del libretto solo dopo aver aperto il prodotto e, secondo quanto evidenziato dalla Federazione, il produttore potrebbe avere fino a un mese per inviare la copia cartacea. Risultato: uso non sempre sicuro e immediato del bene appena acquistato.
Farmaci: perché il foglietto illustrativo resta un tema “sensibile”
Il dibattito si intreccia con la riforma UE del farmaco e con lo sviluppo dell’electronic product information (ePI): l’EMA ha lavorato su un modello in cui le informazioni possano essere consultate anche tramite scansione di un codice 2D presente sulla confezione, e la riflessione è stata oggetto di confronto pubblico nel 2025.
Per la filiera della carta e della stampa, però, proprio perché si parla di salute e corretta assunzione, l’accesso all’informazione non dovrebbe dipendere solo dal canale digitale: il tema, in altre parole, non è l’ePI in sé, ma la garanzia di pluralità dei canali (digitale + carta) quando serve.
Scontrini digitali: cosa sta succedendo in Italia
Il tema non riguarda solo Bruxelles. In Italia, la Commissione Finanze della Camera (risoluzione 7-00286, approvata il 17 giugno 2025) ha impegnato il Governo verso una graduale introduzione di sistemi di generazione e trasmissione digitale dello scontrino, con una scansione temporale che parte dal 1° gennaio 2027 per la grande distribuzione e prosegue negli anni successivi per le altre categorie.
Qui le criticità richiamate dalla Federazione ruotano attorno a digital divide, privacy e gestione operativa (oltre alla funzione dello scontrino come tutela del consumatore), soprattutto se il cartaceo venisse ridotto a eccezione.
Sostenibilità: carta, riciclo e “costi nascosti” del digitale
Federazione Carta e Grafica contesta anche l’idea che la digitalizzazione si giustifichi automaticamente con la riduzione dei rifiuti cartacei. In Europa, i tassi di riciclo di carta e cartone sono elevati (nel perimetro EPRC, ad esempio, il tasso è indicato al 75,1% nel 2024).
Sul fronte degli scontrini, inoltre, va ricordato che l’UE ha già ristretto l’uso del BPA nella carta termica (misura in vigore da gennaio 2020), un passaggio che ha spinto il mercato verso alternative e riformulazioni.
La posizione è netta: servono regole che garantiscano istruzioni cartacee disponibili subito, senza tempi di attesa e senza obbligare il consumatore a “sbloccare” l’informazione passando da una procedura online. Per Federazione Carta e Grafica, la carta resta una condizione chiave per un’informazione inclusiva, circolare e davvero accessibile lungo tutta la filiera.


