Per il nostro Paese è davvero un momento particolare, in bilico fra effervescenza e preoccupazione: sono circa 73 mila le imprese a rischio chiusura, il costo delle materie prime è salito alle stelle (per il settore manifatturiero, ad esempio, si parla di +38%) mettendo in crisi la produzione, ma la ripresa è iniziata: secondo le stime del Governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco, il Pil italiano nella seconda parte del 2021 dovrebbe attestarsi a +4%.

In questo quadro gli strumenti di Finanza agevolata a sostegno delle imprese diventano sempre più cruciali: parliamo di quelli previsti dal Piano Transizione 4.0, che è stato rafforzato dalla Manovra 2021 con circa 24 miliardi di euro agganciati al Recovery plan e che ha l’obiettivo di favorire e supportare le imprese italiane nel processo di transizione (da qui il nome del piano) tecnologica e sostenibile, rilanciando gli investimenti. Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 ha due obiettivi: stimolare gli investimenti privati e dare stabilità alle imprese.

Il termine Industria 4.0 è utilizzato per indicare la Quarta Rivoluzione industriale, che avrà come effetto una produzione industriale sempre più automatizzata e interconnessa. Questa spinta verso il futuro è stata data dall’allora ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il principale artefice del Piano nazionale Industria 4.0, varato nel 2016. Agevolando ad hoc l’investimento dell’impresa, si favorisce la transizione: nel momento che si decide di cambiare i propri macchinari, nell’ottica di posizionarsi al meglio sul mercato locale ed estero, perché non scegliere macchinari “intelligenti”, traghettandosi nel domani?

Fra le misure più efficaci troviamo infatti il Credito d’Imposta Beni Strumentali materiali e immateriali 4.0 che, come anticipato, è stato modificato dalla Legge di Bilancio 2021: le agevolazioni sono concesse per investimenti realizzati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022; per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022 viene confermata la possibilità di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023), il periodo di compensazione è fissato in 3 anni ed è ridotto a un anno per le imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di euro, per favorire le piccole aziende. La compensazione del credito è immediata, dal primo giorno utile dopo la verifica dell’interconnessione. Ma quali sono i passi per l’interconnessione? Rimandiamo all’articolo “Transizione 4.0: i passi per interconnettere i propri macchinari” pubblicato su Stampamedia.

Le aliquote stabilite per l’esercizio fiscale 2021 sono molto interessanti: per gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 (indicati nell’Allegato A L. 232/2016) il credito d’imposta è pari al 50% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, mentre è pari al 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro. È stata introdotta una nuova aliquota pari al 10% per spese oltre i 10 milioni e fino a 20 milioni. Per quanto riguarda i beni strumentali immateriali 4.0 (indicati nell’Allegato B L. 232/2016) è previsto un incremento al 20% con massimale di spesa pari a 1 milioni di euro. Si prevede che dal 2020 al 2022 saranno circa 15mila le imprese che ogni anno utilizzeranno il Credito d’Imposta Beni Strumentali materiali e immateriali 4.0. Uno supporto preziosissimo che non bisogna mai sottovalutare fin dalla fase decisionale: consapevoli di poter beneficiare di consistenti agevolazioni, diventa più facile per l’impresa affrontare un consistente investimento.
 

Contenuto a cura di Ayming Italia

Scopri tutti i contenuti dedicati alla Finanza Agevolata