Fare propri i problemi dei clienti, anche quelli più complessi, per fornire tempestivamente la risposta più adeguata. Questa l’idea vincente del fondatore di Colorgraf Enrico Pellegrini, una filosofia che il produttore di inchiostri italiano ha portato aventi in questi anni, come ha confermato Alberto Lolli, direttore commerciale e marketing, in occasione della recente Assemblea d’autunno di Gigasp – Gruppo italiano fabbricanti astucci e scatole pieghevoli – che si è tenuta proprio nella sede di Colorgraf a Lainate ed è stata coordinata dal presidente Gifasp Emilio Albertini (Cosmografica Albertini).

 

110 dipendenti per 32 milioni di euro di fatturato sono i numeri principali che contraddistinguono Colorgraf, un’azienda a conduzione familiare, fondata 64 anni fa e focalizzata sul mercato italiano, con un’apertura all’estero che ha preso piede nel 2010 e che genera attualmente il 20% del fatturato annuo.

Negli ultimi 15 anni Colorgraf ha dedicato importanti sforzi al settore dell’imballaggio (scatole in cartone, etichette in carta e plastica e così via), destinando un maggiore impegno verso le problematiche riguardanti gli stampati destinati a contenere prodotti alimentari. Per queste applicazioni sono stati messi a punto specifici inchiostri (convenzionali, UV e relative vernici di sovrastampa) in grado di soddisfare pienamente i regolamenti normativi sia a livello nazionale che europeo. Ma il ramo d’azione del produttore italiano tocca anche altri segmenti di mercato, come il packaging farmaceutico e cosmetico, le etichette e la stampa commerciale.

Protagonisti della giornata del 29 ottobre alcuni nomi di spicco tra gli stampatori di astucci pieghevoli, che hanno avuto la possibilità di fare un’interessante visita guidata allo stabilimento per la produzione di inchiostri della Colorgraf.

Nel pomeriggio, nel corso dell’Assemblea pubblica, sono stati rilasciati i dati di settore ottenuti analizzando un campione comprendente 63 aziende operative in vari comparti merceologici: general packaging (41), farmaceutico (11), cosmetico (6), dolciario (3), contenitori per bevande (1) e carte da gioco (1). Di queste 20 sono grandi aziende (più di 99 dipendenti), 15 medie (50-99 dipendenti) e 28 piccole (meno di 49 dipendenti). Di queste 15 esportano all’estero.

Nel 2014 il settore degli astucci e scatole pieghevoli evidenzia un buon incremento del fatturato (+ 2,4% in euro) e più favorevole della media manifatturiera italiana (+1,1% in euro).  Si evidenziano andamenti molto diversi all’interno del campione. Il 26% delle imprese ha registrato tassi di crescita a due cifre, un altro 38% ha, invece, evidenziato cali dei fatturati. Il cosmetico, con un incremento del 6%, è stato il cluster più dinamico, seguito dal general packaging e dal farmaceutico.

Quanto al margine operativo lordo (EBITDA), si è registrato un moderato recupero per i settori farmaceutico e cosmetico e un calo per il general packaging. Buono il recupero margini per le medie imprese, in calo quello delle piccole imprese, stabili le grandi aziende.

Sul mercato si registra ancora un eccesso di capacità produttiva e le migliori performance se le sono aggiudicate le grandi imprese. In particolare, nel settore cosmetico il tasso di rotazione del capitale investito ha registrato una forte crescita, mentre stabili sono i settori farmaceutico e general packaging.

La reddittività industriale (ROI) è in rialzo per le medie e grandi imprese, in calo del 2% per le piccole imprese. Sul versante del cashflow il settore degli astucci pieghevoli ha un grado di autofinanziamento superiore all’industria manifatturiera. In particolare il cosmetico e il farmaceutico vantano livelli di cashflow più elevati e stesso trend si è registrato per le medio- grandi imprese.

Oltre il 43% del capitale investito è coperto da capitale proprio e i debiti finanziari corrispondono alla metà del capitale proprio. Nel caso del general packaging il livello di indebitamento risulta essere più contenuto.