La Legge di Bilancio prevede l’abrogazione esplicita dell’articolo 10 della legge 261/1999 e altre disposizioni collegate

Il cuore dell’intervento legislativo risiede nell’abrogazione esplicita dell’articolo 10 della legge 261/1999, insieme ad altre disposizioni strettamente collegate. La Legge di Bilancio chiarisce inoltre che tale abrogazione produce effetti immediati anche sui procedimenti in corso alla data di pubblicazione della norma.
Questo elemento è particolarmente significativo perché non limita l’impatto della riforma al solo futuro assetto del mercato. Interviene anche su situazioni pregresse ancora aperte sul piano amministrativo e regolatorio.

Dal punto di vista sostanziale, la norma riconosce l’iniquità del meccanismo di contribuzione al Fondo di compensazione così come era stato concepito.
L’obbligo di contribuzione gravava anche su operatori che, pur autorizzati, operavano in segmenti di mercato profondamente diversi da quelli del Servizio Universale, con modelli di business, margini e obblighi non comparabili.
L’estensione di tale onere ai Print Service Provider ha infatti generato nel tempo una distorsione competitiva e un rischio economico non coerente con il perimetro effettivo della regolazione.

Gli effetti della riforma per i PSP

La portata della modifica è duplice. Da un lato, per il futuro, viene definitivamente esclusa la possibilità che i PSP siano chiamati a contribuire al Fondo, anche alla luce del nuovo regolamento AGCOM sui servizi postali che li colloca al di fuori del mercato regolato in senso stretto.
Dall’altro lato, l’efficacia retroattiva sui procedimenti in corso comporta che le richieste di contribuzione relative agli anni 2020, 2021, 2022 e 2023, originate dalle contestazioni sui costi del Servizio Universale, non trovino più fondamento giuridico.
Per gli operatori coinvolti, ciò significa la cessazione di un’esposizione economica rilevante e difficilmente sostenibile.

Le dichiarazioni di DMX Italia

Questo risultato – dice Federico Tornielli, presidente di DMX Italia – non è il frutto di un intervento isolato, ma l’esito di un lavoro costante di rappresentanza e interlocuzione istituzionale condotta da DMA | Xplor. Nel corso degli anni, l’attenzione sul tema è stata mantenuta alta attraverso analisi giuridiche, position paper, audizioni, contributi alle consultazioni pubbliche e un dialogo strutturato con le autorità competenti, in particolare con AGCOM.
Devo in particolare riconoscere l’impegno di AGCOM ad approfondire in dettaglio la composizione del mercato e i ruoli dei diversi protagonisti.
Un’attività che ha contribuito alla segnalazione fatta dalla stessa AGCOM al Governo sulle criticità dell’articolo 10, fino al riconoscimento formale della sua inadeguatezza e alla sua abrogazione.”

“La cancellazione dell’obbligo di contribuzione al Fondo di compensazione” dice Enrico Barboglio, segretario di DMX Italia. “Rappresenta uno dei risultati più rilevanti per l’associazione e per i suoi soci, soprattutto in termini di riduzione del rischio economico e di maggiore certezza normativa.
Al tempo stesso, il beneficio si estende all’intero mercato dei PSP, creando condizioni più eque e coerenti con l’evoluzione reale del settore postale.
In un contesto regolatorio in trasformazione, questo intervento contribuisce a ristabilire un equilibrio tra obblighi, responsabilità e sostenibilità economica degli operatori.”

Un equilibrio ritrovato per il mercato postale

L’abrogazione dell’articolo 10 della legge 261/1999 e la sua applicazione immediata rappresentano per i Print Service Provider una vittoria normativa e strategica.
Il nuovo scenario permette di operare senza oneri impropri, in un contesto più chiaro e coerente con la realtà industriale del settore.
Per il mercato postale italiano, la Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di passo. Restituisce certezza, competitività e riconosce pienamente il ruolo delle imprese di stampa e imbustamento come parte integrante – ma distinta – dell’ecosistema dei servizi postali.