Il Tavolo della Domanda sollecita la sospensione dell’ETS, l’eliminazione dello spread TTF-PSV e interventi urgenti per ridurre il costo del gas per salvaguardare l’industria italiana

La crisi energetica rischia di compromettere la competitività dell’industria manifatturiera italiana ed europea, rendendo necessario un intervento straordinario per contenere il costo dell’energia. È l’allarme lanciato dal Tavolo della Domanda dei Consumatori di Confindustria, che il 14 ottobre 2026 ha ribadito la necessità di adottare misure immediate per sostenere le imprese energivore e salvaguardare la capacità produttiva nazionale.

Al centro delle richieste figurano la sospensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), l’eliminazione dello spread tra i prezzi del gas TTF e PSV e la definizione di una strategia strutturale capace di riportare i costi energetici a livelli sostenibili per il sistema industriale.

Una posizione particolarmente rilevante per le filiere manifatturiere ad alta intensità energetica, tra cui quella cartaria, rappresentata da Assocarta, che risente direttamente delle oscillazioni dei prezzi del gas e dell’elettricità.

ETS e spread TTF-PSV: le richieste dell’industria

Secondo il Tavolo della Domanda, la sospensione dell’ETS rappresenta una misura necessaria per evitare che il sistema europeo di regolazione delle emissioni continui ad aggravare i costi sostenuti dalle imprese.

Nell’attuale contesto, il meccanismo viene considerato un ulteriore fattore di pressione sulla competitività industriale, senza produrre, secondo le associazioni, risultati proporzionati rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione.

La richiesta riguarda anche l’eliminazione dello spread TTF-PSV, ovvero il differenziale tra il prezzo del gas sul mercato olandese Title Transfer Facility e quello del Punto di Scambio Virtuale italiano.

Il provvedimento, previsto dal DL Bollette dello scorso febbraio, consentirebbe di correggere una distorsione che per anni ha penalizzato le imprese italiane. Tuttavia, secondo il Tavolo della Domanda, la sua attuazione non sarebbe più sufficiente a fronteggiare l’attuale emergenza energetica.

Le associazioni industriali ritengono quindi indispensabile affiancare a queste misure un intervento più ampio sui meccanismi di formazione dei prezzi del gas.

Prezzo del gas oltre 85 euro/MWh: necessario superare il riferimento TTF

Uno dei punti centrali della posizione espressa dal Tavolo della Domanda riguarda il ruolo del TTF di Amsterdam come principale riferimento per la determinazione del prezzo del gas europeo.

Secondo le associazioni, questo mercato finanziario riflette sempre meno le condizioni effettive degli approvvigionamenti energetici dell’Europa, imponendo un premio al rischio particolarmente elevato ai Paesi fortemente interconnessi, come l’Italia.

Il sistema aveva garantito risultati soddisfacenti in una fase caratterizzata dall’abbondante disponibilità di gas russo a prezzi contenuti. Le trasformazioni intervenute nel mercato energetico internazionale ne avrebbero però evidenziato i limiti strutturali.

Per il Tavolo della Domanda, aumentare la produzione nazionale o rafforzare gli investimenti nei Paesi fornitori non può essere sufficiente se non vengono contemporaneamente modificati i meccanismi di riferimento per la formazione dei prezzi.

Il problema assume particolare urgenza alla luce delle quotazioni del gas che, secondo quanto riportato nel comunicato del 14 ottobre, hanno raggiunto e superato gli 85 euro per MWh.

Da qui la richiesta di una strategia energetica di medio-lungo periodo, capace di ridurre la dipendenza dal mercato spot e di valorizzare maggiormente gli accordi di approvvigionamento e le infrastrutture disponibili.

Una strategia nazionale per ridurre i costi energetici

Il Tavolo della Domanda richiama il valore strategico dell’infrastruttura italiana del gas, sviluppata nel corso degli ultimi ottant’anni attraverso politiche di diversificazione degli approvvigionamenti e rapporti con i Paesi produttori, secondo un’impostazione riconducibile alla cosiddetta formula Mattei.

Questo patrimonio infrastrutturale potrebbe rappresentare la base per una politica energetica maggiormente orientata alle esigenze dell’industria nazionale.

Secondo le associazioni, occorre completare il percorso intrapreso dal Governo per ridurre la dipendenza del prezzo del gas europeo dalle quotazioni spot del TTF, favorendo condizioni di approvvigionamento più stabili e prevedibili.

Nell’immediato, il Tavolo della Domanda chiede misure urgenti di contenimento del costo del gas, analoghe agli interventi adottati per i carburanti.

Tra le possibili fonti di finanziamento vengono indicati i proventi derivanti dallo stoccaggio del gas e l’extragettito IVA, risorse che potrebbero essere utilizzate per attenuare l’impatto dei rincari sulle imprese.

Un ulteriore intervento riguarda le procedure di emergenza per l’estrazione nazionale di gas, varate dal Governo il 10 settembre 2026. Secondo il Tavolo della Domanda, tali misure dovrebbero essere finalizzate al rafforzamento della competitività industriale attraverso un meccanismo di gas release, destinando la disponibilità di gas a condizioni dedicate al sistema produttivo.

Competitività manifatturiera e rischio di deindustrializzazione

La posizione del Tavolo della Domanda evidenzia come il costo dell’energia rappresenti una variabile determinante per la tenuta dell’industria manifatturiera italiana.

Per le imprese ad alta intensità energetica, la combinazione tra prezzi elevati del gas, costi dell’elettricità e oneri connessi al sistema ETS rischia di ampliare ulteriormente il divario competitivo rispetto ai produttori di Paesi extraeuropei.

Il problema coinvolge direttamente anche la filiera della carta, nella quale l’energia costituisce una componente significativa dei costi industriali e condiziona la competitività delle produzioni sui mercati internazionali.

L’appello è quindi rivolto alle istituzioni nazionali ed europee affinché vengano adottate misure straordinarie, capaci di affrontare l’emergenza senza rinunciare a una strategia strutturale di lungo periodo.

Il Tavolo della Domanda dei Consumatori di Confindustria riunisce alcune delle principali associazioni manifatturiere italiane: Assocarta, Assofond, Assomet, Assovetro, Confindustria Ceramica, Coordinamento Consorzi Energia, Federbeton, Federchimica e Federacciai.

La richiesta condivisa è di intervenire tempestivamente sui fattori che determinano il costo dell’energia, per evitare che la crisi energetica produca conseguenze permanenti sulla capacità produttiva e sulla competitività dell’industria italiana.