Era scritto che andasse a finire così dopo una serie a catena di fallimenti di storiche aziende del settore grafico, da RotoAlba alla Mazzucchelli alla Enerprint. L’avventura imprenditoriale di Guido Veneziani, che da editore di riviste come Vero, Vero Tv, Top, Stop, Miracoli e Confessioni Donna, qualche anno fa aveva deciso di costruire un grande polo della stampa acquisendo – non senza una buona dose di scetticismo da parte del mercato – una serie di imprese affermate nel settore del rotooffset e del rotocalco, si è conclusa tra le sbarre di un carcere. Veneziani è stato infatti arrestato per il crac della Roto Alba, la storica stamperia in provincia di Cuneo che nel 2012 era stata ceduta al gruppo  Gve dalla tedesca Bagel. E portato dai militari della Guardia di finanza di Cuneo il 19 luglio nel carcere di Asti, anche se la notizia è stata confermata solo due giorni dopo e rilanciata tra ieri e oggi sui quotidiani. Le accuse a suo carico vanno dalla bancarotta fraudolenta aggravata alle false comunicazioni sociali. Oltre all’arresto di Veneziani, il pm di Asti Laura Deodato, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, avrebbe disposto anche i domiciliari per Gianmaria Basile, socio storico di minoranza di Veneziani nella Guido Veneziani Editore e ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto di Roto Alba, e sua sorella Patrizia Basile. Oltre ai tre arrestati, risultano indagate altre cinque persone i cui nomi non sono stati diffusi.

L’accusa che il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Cuneo, guidato dal colonnello Michele Pagnotta, muove a Veneziani è quella di avere preso in mano nel 2012 un’azienda sana, la Roto Alba appunto, e di averla spogliata di risorse a vantaggio di altre società del gruppo. L’ipotesi è che siano stati distratti in modo illecito dall’impresa piemontese – come riporta sempre Il Fatto Quotidiano – 15 milioni di euro, a cui si aggiunge la contestazione di ingente debiti tributari, tra cui contributi previdenziali non versati per quasi 3 milioni di euro (i lavoratori potranno comunque contare sulle garanzie pubbliche previste dalla legge in questi casi).

Ma quella di Roto Alba, come in questi mesi abbiamo puntualmente riferito su Stampamedia.net, non è l’unica avventura imprenditoriale di Veneziani finita male. Fallito è stato anche il tentativo di rilanciare una azienda di stampa rotocalco a Nieppe nel Nord della Francia, progetto per il quale Veneziani avrebbe anche incassato fondi pubblici francesi. Al crac della Roto Alba sono seguiti i fallimenti della capogruppo Gve, della Guido Veneziani Periodici, società a cui facevano capo le riviste che erano state rilevate la scorsa estate in affitto, tramite la Dprint, dai fratelli Vittorio e Mario Farina, della Enerprint di Moncalieri (rilevata proprio dal gruppo Ilte-Farina) e della Mazzucchelli di Seriate per cui è partita nelle scorse settimane la gara di vendita di beni e macchine che vedrà una nuova asta il 28 luglio per assegnare l’ultima rotativa rimasta, una Mitsubishi. Tutte vicende ancora sotto indagine che hanno lasciato sul campo centinaia di lavoratori senza più un impiego. E per le quali Veneziani – che avrebbe dovuto addirittura partecipare al salvataggio del quotidiano l’Unità (impresa dalle quale si era poi ritirato) – potrebbe subire ulteriori conseguenze sul piano penale.