Mark Lawn Head of Print on Demand Solutions, Fujifilm Europe spiega come l’introduzione del toner verde stia ampliando le possibilità della stampa digitale

Con i designer moderni che adottano sempre più un approccio “digital first”, la stampa si trova di fronte a una sfida precisa: tradurre sulla carta la ricchezza cromatica e l’ambizione creativa di progetti concepiti per lo schermo. 

Ogni designer e professionista del marketing conosce quel momento in cui un lavoro importante torna dalla stampa e il risultato non corrisponde pienamente alle aspettative. I colori che sullo schermo apparivano brillanti e intensi possono risultare più spenti sulla pagina, con una resa cromatica diversa da quella prevista.

È una situazione tutt’altro che insolita. Il processo CMYK rappresenta da sempre uno standard fondamentale per la stampa, ma il suo gamut non consente di riprodurre l’intera gamma di colori che possiamo visualizzare su uno schermo. Quando un progetto nasce in RGB e viene trasferito alla stampa, una parte dell’intento cromatico originale può quindi andare inevitabilmente persa.

La stampa in un mondo “digital first”

Alla base di questa sfida c’è l’evoluzione del panorama creativo. Una parte sempre maggiore della comunicazione viene progettata innanzitutto per siti web, social media, campagne digitali e altri ambienti basati sullo schermo. I designer lavorano quindi con uno spazio colore RGB e con una gamma cromatica che, in molti casi, supera quella ottenibile attraverso il solo CMYK.

Quando questi progetti arrivano alla stampa, la conversione da RGB a CMYK può modificare colori, saturazione e percezione complessiva del progetto. Il problema diventa ancora più evidente quando il colore è un elemento centrale dell’identità visiva di un marchio.

L’adozione di piattaforme come Canva e la rapida evoluzione degli strumenti di progettazione basati sull’intelligenza artificiale stanno contribuendo a rendere questo scenario ancora più comune. I contenuti vengono concepiti sempre più spesso in ambienti digitali, dove la libertà cromatica è maggiore rispetto a quella tradizionalmente disponibile nei processi di stampa.

Le evoluzioni del color management

La gestione del colore, naturalmente, non è una sfida nuova. Nei processi di stampa tradizionali, quando un colore non era riproducibile attraverso il CMYK, era possibile ricorrere a colori speciali miscelati appositamente. Si trattava però di un processo che poteva richiedere tempo, preparazione e costi aggiuntivi, oltre a generare maggiori complessità produttive.

Con la progressiva affermazione della stampa digitale on demand, la possibilità di combinare flessibilità produttiva e maggiore ampiezza cromatica è diventata quindi sempre più importante.

Negli ultimi vent’anni la stampa digitale ha fatto enormi passi avanti. L’introduzione di colori speciali ha ulteriormente ampliato il gamut e aperto nuove possibilità creative, dalle applicazioni di lusso alle comunicazioni di marketing ad alto impatto. Tuttavia, alcune di queste soluzioni possono ancora comportare complessità, tempi e costi aggiuntivi.

I più recenti sviluppi tecnologici stanno cambiando questo scenario. In Fujifilm, uno degli esempi più interessanti è rappresentato dalla nuova generazione di toner SUPER COLOUR, tra cui il toner verde disponibile sulla nuova macchina da stampa digitale a sei colori Revoria Press PC2120.

Il verde è solo l’inizio

A prima vista, il vantaggio di un toner verde speciale è evidente: ottenere verdi più intensi, brillanti e naturali. Ma il suo vero valore va oltre la semplice riproduzione del verde.

L’aggiunta di un colore speciale amplia infatti il gamut complessivamente raggiungibile. In combinazione con il toner rosa già disponibile nelle soluzioni Fujifilm, consente di riprodurre una gamma cromatica significativamente più ampia e di ottenere una copertura fino al 93% della gamma Pantone.

Questo ha implicazioni importanti per i brand e per chi lavora quotidianamente con il colore. Una maggiore capacità di riproduzione cromatica significa poter mantenere più fedelmente i colori istituzionali, ridurre il compromesso tra ciò che viene progettato e ciò che viene stampato e avvicinare maggiormente il risultato fisico all’intento creativo originale.

È particolarmente rilevante in un mondo “digital first”. I brand progettano sempre più spesso le proprie campagne pensando innanzitutto alla distribuzione digitale e utilizzano colori vivaci e distintivi proprio per catturare l’attenzione.

La precisione del colore come leva di identità

Quando questi colori entrano nella comunicazione stampata, il passaggio al solo CMYK può rappresentare un limite. E quando la stampa fa parte integrante dell’identità e della strategia di marketing di un brand, mantenere precisione, coerenza e impatto cromatico diventa fondamentale.

Il colore, infatti, non è semplicemente un elemento estetico. Può essere parte integrante del riconoscimento di un marchio. Una tonalità riprodotta in modo non accurato può ridurre la coerenza tra i diversi canali di comunicazione e diminuire l’impatto complessivo di una campagna.

L’utilizzo di toner speciali come il verde e il rosa offre quindi ai team creativi una maggiore libertà. Permette di preservare meglio l’identità visiva dei brand e di ottenere colori più intensi, transizioni più ricche e risultati più vicini all’intento originale del designer.

Creatività senza compromessi

L’ampliamento del gamut non riguarda naturalmente soltanto i colori corporate. Il toner verde può contribuire a rendere più realistici e coinvolgenti paesaggi naturali, fotografie di prodotto, moda, alimenti, cosmetici e immagini lifestyle: tutte applicazioni nelle quali la qualità e l’intensità del colore possono fare una differenza concreta. In combinazione con il rosa, amplia ulteriormente la tavolozza a disposizione di designer e stampatori, contribuendo a ottenere rossi più ricchi, verdi più puliti, colori secondari più intensi e transizioni più morbide.

Ma c’è anche una dimensione commerciale. Per i fornitori di servizi di stampa, la possibilità di offrire una gamma cromatica più ampia rappresenta un argomento concreto per dialogare con brand, agenzie, designer e professionisti del marketing. Significa poter proporre applicazioni che in precedenza richiedevano processi più complessi o che semplicemente non erano facilmente realizzabili in digitale.

La stampa non deve essere il punto in cui l’ambizione creativa viene ridimensionata. Al contrario, l’ampliamento del gamut può trasformarla in un elemento di differenziazione: più valore per il cliente, applicazioni più sofisticate e la possibilità di sviluppare lavori premium con un maggiore valore percepito. E c’è un altro aspetto importante: la stampa offre qualcosa che il digitale, per sua natura, non può offrire. È un’esperienza fisica. Può essere toccata, conservata, esposta e ricordata.

Questo cambia tutto

Il toner verde rappresenta quindi molto più dell’aggiunta di un sesto colore. Insieme al toner rosa e alle altre possibilità offerte dai colori speciali della Revoria Press PC2120, contribuisce a spostare il concetto di stampa digitale oltre i tradizionali confini del CMYK. È questo il principio alla base della proposta SUPER COLOUR di Fujifilm: ampliare le possibilità cromatiche della stampa digitale e offrire agli stampatori gli strumenti per realizzare applicazioni più distintive, più creative e con un maggiore valore per il cliente.

Per gli stampatori significa sposare il concetto del “Make More”: ottenere di più da ogni lavoro, dalle proprie tecnologie e, soprattutto, dalle relazioni con i propri clienti. Quando colori che un tempo erano difficili da riprodurre diventano più facilmente accessibili nella stampa digitale, si amplia anche lo spazio creativo a disposizione di designer, brand e aziende di stampa.
Perché andare oltre il CMYK non significa semplicemente aggiungere colore. Significa creare nuove possibilità.

 

Mark Lawn, Head of Print on Demand Solutions, Europe

Mark Lawn lavora in Fujifilm da gennaio 2022. Vanta oltre trent’anni di esperienza nel settore, durante i quali ha ricoperto ruoli nel service, nella prevendita, nel marketing e nelle vendite presso alcune importanti aziende internazionali del mondo della stampa. Lawn è responsabile del business digitale Print on Demand di Fujifilm in Europa. Mark nutre una forte passione per l’industria della stampa, che definisce «dinamica e coinvolgente».