L’associazione chiede una revisione radicale della Market Stability Reserve per tutelare la competitività delle imprese energy-intensive europee sui mercati globali
Il funzionamento della Market Stability Reserve (MSR) torna al centro del confronto sull’EU Emissions Trading System. Secondo Assocarta, l’attuale meccanismo di gestione delle quote di emissione avrebbe contribuito ad aumentare artificialmente il costo della CO2 sostenuto dagli operatori europei, con rialzi che possono arrivare fino al 300% rispetto ad altre aree del mondo in cui esiste un prezzo del carbonio.
La posizione dell’associazione arriva dopo il voto del 10 settembre della Commissione Ambiente, clima e sicurezza alimentare del Parlamento europeo sulla proposta di modifica della Riserva Stabilizzatrice del Mercato. Il dossier, relativo alla cessazione dell’invalidazione delle quote presenti nella MSR, è poi approdato alla plenaria del Parlamento europeo.
La questione riguarda direttamente anche le industrie ad alta intensità energetica, tra cui il settore cartario, per le quali il costo della CO2 rappresenta una delle variabili che incidono sulla competitività internazionale.
«Secondo Assocarta – afferma il DG Massimo Medugno – la proposta non riconosce adeguatamente l’evidenza che la Riserva Stabilizzatrice del Mercato non abbia in questi anni consentito al mercato della CO2 europeo di confrontarsi con pari valori rispetto ai mercati di altre aree del mondo dove è presente un prezzo della CO2, di fatto alzando artificiosamente il costo della CO2 per i soli operatori europei (fino al 300%), drenando risorse alle industrie e minandone la competitività a livello internazionale. Non è trasferendo le produzioni fuori dall’Europa che si combatte il cambiamento climatico».
Come funziona la Market Stability Reserve
La Market Stability Reserve è uno degli strumenti attraverso cui l’Unione europea regola la quantità di quote disponibili nell’ambito dell’EU ETS. In funzione del numero complessivo di quote in circolazione, una parte può essere sottratta alle aste e trasferita nella riserva oppure, in determinate condizioni, reimmessa sul mercato.
Per il periodo compreso tra settembre 2026 e agosto 2027, la Commissione europea ha stabilito che circa 190,5 milioni di quote saranno trasferite nella MSR. Al 1° gennaio 2026 la riserva conteneva 400 milioni di quote; secondo le regole attualmente vigenti, quelle eccedenti questa soglia perdono validità. La Commissione europea ha proposto nell’aprile 2026 di interrompere proprio questo meccanismo di invalidazione.
Per Assocarta, tuttavia, gli interventi prospettati non incidono abbastanza sul funzionamento complessivo della riserva. L’associazione contesta in particolare il mantenimento del meccanismo attraverso cui le quote vengono sottratte al mercato e ritiene che la MSR debba essere trasformata in uno strumento capace di intervenire anche quando i prezzi della CO2 mettono sotto pressione la competitività delle imprese europee.
Secondo l’associazione, l’obiettivo originario di assicurare maggiore prevedibilità al mercato si sarebbe tradotto per le aziende soprattutto in una crescita dei costi, senza un collegamento sufficiente con l’effettiva disponibilità di tecnologie, soluzioni ed energie rinnovabili necessarie alla decarbonizzazione dei processi industriali.
Decarbonizzazione e competitività industriale
Il punto sollevato da Assocarta riguarda il rapporto tra gli obiettivi climatici europei e la capacità dell’industria di continuare a competere con produzioni provenienti da aree geografiche sottoposte a condizioni differenti sul fronte delle emissioni.
La posizione si inserisce in un confronto più ampio già aperto nelle scorse settimane. A inizio settembre Assocarta, insieme ad Assografici e alle organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPL e UGL Chimici, aveva chiesto che la revisione del sistema ETS rafforzasse la tutela dal carbon leakage e tenesse maggiormente conto della competitività del sistema produttivo europeo.
«Come qualsiasi buon padre di famiglia – sostiene Medugno – chiediamo che gli obiettivi di decarbonizzazione siano raggiunti in Europa al minor costo possibile per il tessuto industriale produttivo e, quindi per la collettività». Secondo Assocarta, l’attuale configurazione della Riserva Stabilizzatrice del Mercato rischia invece di agire nella direzione opposta.
Da qui la richiesta di andare oltre una modifica puntuale del sistema. «Chiediamo pertanto – conclude Medugno – di rigettare la proposta della Commissione Europea e della Commissione Ambiente del Parlamento che mirano unicamente a piccoli aggiustamenti di un meccanismo che rimane errato nel suo fondamento, optando invece per una trasformazione radicale sulla MSR in uno strumento di reale regolazione del mercato, avente l’obiettivo di affrontare con determinazione i costi crescenti della CO2 quando, come in questo periodo, le imprese energy-intensive europee non sono in grado di competere sul mercato globale».
La richiesta del settore cartario è quindi quella di mantenere gli obiettivi di decarbonizzazione, intervenendo però sul funzionamento del mercato della CO2 affinché il percorso di riduzione delle emissioni non determini uno spostamento delle produzioni industriali verso Paesi soggetti a vincoli ambientali differenti.
procedura del Parlamento europeo sulla Market Stability Reserve dell’EU ETS

