Forti reazioni alla forte pubblicità di Pixartprinting

23 Maggio 2012
Campagna pubblicitaria Pixartprinting

Qualche giorno fa tramite il nostro canale digitale Stampamedia abbiamo diffuso il messaggio pubblicitario di Pixartprinting che riproduciamo qui in formato ridotto.

Il contenuto è indubbiamente forte – del resto in linea con tutta la

advertising

comunicazione della Società di w2p di Mestre e con le precedenti campagne pubblicitarie – ma questa volta il messaggio ha toccato la sensibilità di molti destinatari più di quanto non abbiano fatto altri in precedenza.
L'accusa principale è di aver superato i limiti del “buon gusto” e della “sana” concorrenza.

Il giudizio è naturalmente molto soggettivo ma non avendo il messaggio un contenuto di incitazione alla violenza, di offesa verso la religione o pornografico non abbiamo voluto, né avremmo potuto, esercitare una forma di censura. E questo indipendentemente dal fatto che possiamo condividere o meno il “buon gusto” del contenuto dell'annuncio.
Ci sembra giusto invece dar voce a chi ci ha espresso il proprio dissenso, invitando chi volesse dire la sua a utilizzare lo spazio “commento” che trovate sotto questo testo.

a) Pubblicità vergognosa!
mail firmata

b) Ma lo mandate affanculo voi o devo scrivere io a Matteo...
mail firmata

c) Il “buongusto” di pixart si distingue sempre e il vostro pure, visto che pubblicate questo tipo di pubblicità. Complimenti!
mail firmata

d) Spett. Pixart,
con i tempi che stiamo attraversando, trovo di pessimo gusto la pubblicità che mandate in giro.
Il valore e le capacità imprenditoriali non possono essere commisurate:
- alla quantità di ditte che si riesce a far fuori grazie alla dea concorrenza, spietata e senza scrupoli. Personalmente sono abituato a rapportarla ad un rapporto sereno, mirato alla risoluzione di tutti i problemi del cliente. In una tale ottica il prezzo costituisce solo un aspetto del rapporto col cliente.
- con la capacità di saper offrire prodotti innovativi in grado di creare nuove fette di mercato mirate a non ledere gli interessi di colleghi concorrenti, dai quali continuo a beneficiare del ritorno di simpatia ed amicizia.
Questo vostro modo di farvi spazio nel misero mercato della stampa sa molto di sciacallaggio. Inoltre basandomi sulla mia esperienza personale, ormai trentennale, ho la fondata sensazione che voi, proseguendo con questo tipo di pubblicità, finirete per scriverci il vostro nome su quella lapide.
Cordiali saluti.
mail firmata

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Commenti

PAOLO REVERBERI
veramente di pessimo gusto......... anche una certa parmalat aveva fatto fuori molti concorrenti paolo reverberi - parma
LaPress
Noi tipografi forse da una vita dovremmo chiudere... ma al funerale di "Pisss art" non ci verrà nesuno di noi. E' vergognoso che una nuova categoria di stampatori dalle "mani pulite d'inchiostro" offenda la categoria in questo difficile momento per il comparto. Monaro Giorgio.
peppemarchese
Io credo che l'ultima trovata pixart, sia in linea con il loro stile e con il cattivo gusto delle loro campagne pubblicitarie. Prima d'ora mi ero sempre chiesto chi fosse l'ideatore dei loro messaggi pubblicitari pensando che probabilmente fosse uno sconclusionato che pensa pure di essere simpatico, adesso ne sono certo. Ancora più sbalordito sono dal fatto che Rigamonti, sbattuto sempre in prima pagina dalle riviste di settore venga considerato quasi un genio. Comunque è un atteggiamento tipico di chi è "fuorimestiere", ha un po' di fortuna con i primi investimenti e punta tutto sul prezzo svalutando l'essenza e l'emozione che trasmette questo settore dell' ARTIGIANATO. Per fortuna ci sono valori aggiunti in questo lavoro che non si possono scambiare con il solo prezzo. Probabilmente ancora loro non sanno cosa significa andare avanti con tanti sacrifici per cercare di pagare un maledetto leasing, abbiate comunque fiducia che questo purtroppo è un mercato povero dove gli investimenti sono enormi e i guadagni irrisori, prima o poi sbaglieranno e su quella lapide con il loro nome ci pisceremo sopra noi.
Giovanni Daprà
Carissimi stampatori, è la categoria che si sta scavando la fossa da sola. Io non difendo nessuno. Ogni giorno per prendere il lavoro il "tipografo" prima guarda i prezzi praticati da PIXART, poi fa il suo prezzo. Pur di acquisire il lavoro è disposto a tutto. Sarebbe opportuno almeno attuare lo stesso prezzo in modo che il cliente possa scegliere; stampare da PIXART o allo stesso prezzo si va dal fornitore che si conosce. Invece si applica il prezzo più "basso" sia di Pixart come del collega "vicino d'azienda", ripetendo lo stesso schema quasi ogni giorno. Il "tipografo" deve iniziare (se ancora ci riesce) a proporre nuovi servizi al cliente, altrimenti saranno anche gli informatici a dare una mano a Pixart. GiovannI Daprà