Accordi | 09/03/2010
Mondadori e Bertelsmann, un accordo per le commesse di Mondolibri
Per i prossimi tre anni Mondadori Printing e Arvato Print si divideranno le commesse di Mondolibri: dovrebbero produrre fifty fifty i circa 5 milioni di volumi e i 9 milioni di cataloghi che ogni anno, copia più copia meno, Mondolibri manda in stampa. Tradotto in cifre, si tratta di una commessa che ammonta a circa 7 milioni e 300.000 mila euro: 3.650.000 finiranno a Verona, altrettanti a Bergamo. Questi sono gli accordi. A monte c’è l’acquisizione, da parte di Mondadori, del capitale sociale di Mondolibri, società dal 1999 in joint venture al 50% tra Mondadori e DirectGroup Bertelsmann. Ora il matrimonio tra l’editore tedesco e Segrate è finito (finito s’intende, solo sul fronte del direct). Con la crisi dell’editoria, Bertelsmann ha cercato, ove possibile, di chiudere i battenti dei suoi book club. Lo ha fatto qualche mese fa in Italia vendendo per 6.750.000 euro la sua quota alla Mondadori, che ha così riconquistato il pacchetto completo di Mondolibri, 87 milioni di fatturato annuo, leader in Italia nella vendita per corrispondenza dei libri, oltre 70 punti vendita e una piattaforme on-line, Bol.it, tra le più promettenti del mercato. Ci racconta Emilio Scirea, production manager di Mondolibri, che ha partecipato in prima persona alle trattative per l’accordo sulla divisione delle commesse. “Dopo l’acquisizione del 100% di Mondolibri è sorta la necessità di dividere in maniera equa le commesse di stampa. L’operazione di acquisizione da parte di Mondadori avrebbe altrimenti penalizzato lo stabilimento di Bertelsmann al quale non sarebbero giunte le ‘abituali’ commesse di stampa”. Tra i punti dell’accordo, come spiega ancora Scirea, figurano una serie di postille che riguardano franchigie e penali nel caso di mancato rispetto dei patti da parte di Mondolibri. Il tutto, come si può supporre, aspetta l’ok dell’Antitrust. Ma Antonio Pilati, commissario dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci assicura: “non abbiamo rilevato alcun difetto sull’accordo tra Mondadori e Bertelsmann”. Dunque il dado è tratto.