Mercato | 25/02/2010
La Legatoria Domus Technology (ex Lonati) chiude. Restano a casa 37 dipendenti
I cancelli chiusi li hanno trovati il 15 gennaio. E il 7 febbraio hanno dovuto prendere atto delle lettere di licenziamento e che l'azienda non era disposta neppure a firmare la richiesta della cassa integrazione. Così, ai 37 dipendenti della Domus Technology di Limbiate non è restato che richiedere all'Inps l'attivazione della procedura di mobilità. Che, spiega Anita Argiuolo, rappresentante sindacale dell'azienda, richiederà almeno un paio di mesi rendendo ancora più difficile la situazione economica di operai e impiegati (e delle loro famiglie) che non ricevono lo stipendio dallo scorso ottobre. La speranza adesso, aggiunge sempre la delegata sindacale della Cgil, è che si possa evitare il fallimento e si apra una procedura di concordato preventivo che potrebbe in qualche modo salvaguardare maggiormente i diritti dei dipendenti.
Dietro la drastica decisione di chiudere l'azienda, nata come tipografia una quarantina di anni fa a Paderno Dugnano come Dumus Lonati, dal cognome della famiglia fondatrice, c'è il forte calo dell'attività, l'aumento dell'indebitamento e un risultato negativo stimato, sottolinea la Argiuolo, in circa un milione e mezzo di euro. Da piccola tipografia la Domus Lonati si era via via trasformata in una grande legatoria industriale, con oltre 100 dipendenti, impegnata nel confezionamento di riviste (da Elle a Quattroruote) e di libri, in particolare per la Mondadori. Ma negli ultimi tempi, complice anche la crisi, l'attività si è fortemente ridimensionata, e così Maria Carla Gagino, amministratrice della società e moglie di Luciano Lonati, ha deciso di chiudere i battenti, anche perchè, conclude la rappresentante sindacale, il figlio Stefano non era motivato a proseguire l'attività aziendale.