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Xerox lancia un’offerta di acquisizione ad HP (da 33 miliardi di dollari): la risposta dell'azienda

Xerox lancia un’offerta di acquisizione ad HP (da 33 miliardi di dollari): la risposta dell'azienda

[testo aggiornato il 7/11/2019]

Con un breve comunicato stampa pubblicato sul suo sito, HP ha confermato di aver ricevuto un'offerta di acquisizione da parte di Xerox (qui il testo completo dell'offerta, reso pubblico il 17/11/2019). La notizia della possibile acquisizione l'aveva data ieri, 6 novembre, il Wall street journal, che l'aveva bollata come "una mossa audace che unirebbe due stelle della tecnologia in via di estinzione". La conferma è arrivata in serata, con un breve testo dal titolo "HP rilascia una dichiarazione in risposta alle speculazioni del mercato": nessuna ulteriore informazione sul valore di mercato dell'operazione, che secondo fonti vicine alla manovra si aggirerebbe sui 33 miliardi di dollari (in un primo momento circolava una cifra inferiore, intorno ai 27 miliardi), né su eventuali decisioni prese da parte di HP.

"Come emerso dall'ultima assemblea degli azionisti di HP (secondo quando riferisce il quotidiano economico, sarebbe avvenuto martedì 5 novembre, ndr), abbiamo una grande fiducia nella nostra strategia pluriennale e nella nostra capacità di orientare l'azienda verso un continuo successo in un settore in evoluzione, in particolare date le molteplici leve disponibili per favorire la creazione di valore – si legge nel comunicato, che prosegue con la conferma dell'offerta -. In questo contesto, abbiamo avuto un confronto con Xerox Holdings Corporation (NYSE: XRX) di volta in volta per discutere di una potenziale "aggregazione aziendale" (business combination, nel comunicato). Abbiamo preso in considerazione, fra le altre cose, quali sarebbero le condizioni necessarie per giustificare una transazione. Più di recente, abbiamo ricevuto una proposta, avanzata ieri. Storicamente non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle possibilità di sviluppo e continueremo ad agire con la massima attenzione, disciplina e con un occhio di riguardo verso ciò che è meglio per i nostri investitori".

HP, che dalla settimana scorsa ha un nuovo amministratore delegato, Enrique Lores (succeduto a Dion Weisler), ha un valore di mercato almeno tre volte superiore a quello di Xerox e qualunque offerta avrebbe un valore superiore a quello dell'offerente, riferiscono le fonti. Dal canto suo, Xerox ha appena venduto il 25% di Fuji Xerox al suo partner giapponese, a 57 anni dalla creazione di questa join venture: Fujifilm Holdings Corp acquisterà la fetta di 2,3 miliardi di dollari (che finiranno della casse di Xerox) e deterrà il 100% di Fuji Xerox, hanno comunicato le società in una nota ieri, martedì 5 novembre; la notizia arriva insieme a quella della risoluzione di una causa da oltre 1 miliardo di dollari intentata contro Xerox dalla società tecnologica giapponese. Secondo quanto riporta il Wall street journal, Xerox avrebbe anche ricevuto un impegno di finanziamento informale da una grande banca. E circola già un nome: secondo quanto riporta il quotidiano economico Bloomberg citando fonti vicino all'operazione, si tratterebbe di Citigroup Inc., una multinazionale americana di banche di investimento e società di servizi finanziari con sede a New York.

Entrambe le società attraversano un periodo di riduzione dei costi e la fusione darebbe la possibilità di ridurre le spese per un importo di oltre 2 miliardi di dollari, secondo le fonti. Xerox, con sede a Norwalk nel Connecticut, produce principalmente macchine da stampa per usi industriali e la maggior parte dei suoi quasi 10 miliardi di dollari di entrate annuali proviene dal noleggio e dalla manutenzione. HP, con sede a Palo Alto in California, vende principalmente stampanti e materiali di consumo più piccoli ed è anche uno dei maggiori produttori di PC al mondo. Ha registrato entrate per oltre 58 miliardi di dollari nell'ultimo anno fiscale, chiuso a ottobre 2018. HP è ciò che rimane dopo che nel 2015 Hewlett-Packard Co. ha separato la divisione che vende server, apparecchiature per l'archiviazione dei dati e servizi correlati alle aziende, la Hewlett Packard Enterprise Co.. Prima di un declino della sua attività legata al mondo della stampa negli ultimi trimestri, HP era cresciuta più rapidamente del previsto come azienda indipendente. A ottobre però è stato annunciato un piano di ristrutturazione che punta a ridurre nei prossimi anni il personale dell'azienda di ben 9 mila persone, pari al 16% della forza lavoro di HP, e produrrebbe risparmi sui costi di 1 miliardo all'anno. Anche Xerox sta attuando un piano di risparmi, che ha portato a un aumento delle azioni Xerox dell'84% finora quest'anno; il titolo è inoltre aumentato di circa il 5% martedì alla notizia dell'accordo con Fujifilm. Diverso l'umore in HP, le cui azioni sono scese del 10% finora quest'anno. Si prevede che la società riferisca i suoi guadagni fiscali del quarto trimestre il 26 novembre.

Fra gli attori dei cambiamenti in Xerox ci sarebbe il miliardario Carl Icahn, che detiene una partecipazione del 10,6% dell'azienda. Icahn, secondo quanto riporta il quotidiano statunitense, avrebbe iniziato a fare pressioni perché l'azienda cambiasse di passo già nel 2015; due anni dopo, disse proprio al Wall Street Journal che Xerox "farà la fine di Kodak se non ci sono cambiamenti importanti". Nel 2018, insieme a Darwin Deason, un altro importante azionista, ha sabotato la fusione pianificata di Xerox con Fujifilm, prendendo il controllo del consiglio di amministrazione e sostituendo l'amministratore delegato con John Visentin. Fujifilm ha fatto causa a Xerox nel giugno 2018 per violazione del contratto, con danni stimati per oltre 1 miliardo. L'accordo di Xerox con Fujifilm di vendere le sue partecipazioni in joint venture e porre fine alla causa consente a Fujifilm di continuare a essere un importante fornitore di Xerox.

di Giulia Virzì

 

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